WeFree vuol dire
"noi liberi".

Dalla droga, certo, ma non solo.
Dal giudizio degli altri, dalla paura di non essere "abbastanza", dallo specchio, dalla bilancia e da tutto quello che ci impedisce di essere noi stessi.

Essere WeFree vuol dire fare una scelta e sapere anche dire di no.

Visite e dibattiti a SanPa
05 Dicembre 2016
San Patrignano
Istituto Cattaneo - Modena
Visite e dibattiti a SanPa
06 Dicembre 2016
San Patrignano
Istituto Europa Unita - Lissone
Visite e dibattiti a SanPa
07 Dicembre 2016
San Patrignano
Istituto Salvemini - Casalecchio di Reno
Visite e dibattiti a SanPa
07 Dicembre 2016
San Patrignano
Parrocchia Madonna di Sotto - Sassuolo (MO)
Visite e dibattiti a SanPa
09 Dicembre 2016
San Patrignano
Istituto Macrelli Versari - Cesena

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Correvo verso il nulla - WeFree
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01 Dicembre 2016

“… Sono Federico, da piccolo mi sentivo sempre messo da parte, non voluto, lo sfigato della situazione. Poi un giorno mi ritrovai con i ragazzi più grandi durante la ricreazione a scuola. Proprio loro, quelli più grandi, quelli che di solito mi scansavano, che non mi consideravano, ma tra i quali io mi infilavo sempre. Ero abituato alla loro indifferenza, ma quella volta fu diverso. Uno di loro fece girare una canna e mi chiese se avevo mai fumato. Io naturalmente, senza neanche pensarci, gli risposi “certo”. Ovviamente non era vero, ma non potevo fare brutta figura, era la mia occasione per farmi notare. Così feci due tiri e in quel momento mi sentii uno di loro, tra amici, ora si che ero uno del gruppo. Sapevo che le canne ti rincoglionivano, ma a dire di no non ci pensavo neanche. Se lo avessi fatto sarei stato escluso nuovamente. E non doveva succedere per nessun motivo.

Ora vedo vita - WeFree
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21 Novembre 2016

Sono Greta, sono la seconda figlia dei miei genitori, che si sposarono giovanissimi, mia mamma aveva appena diciotto anni e mio padre venticinque. Mia sorella, più grande di me di cinque anni e, nata all’inizio del loro matrimonio.

Mi sentivo diversa - WeFree
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17 Novembre 2016

Mi chiamo Elisabeth e sono nata a San Paolo in Brasile, vivevo in un orfanotrofio e i miei genitori mi hanno adottato quando ero molto piccola, hanno accolto anche mio fratello che aveva un anno e io ne avevo quasi due.

Mia madre è stata una donna formidabile, si trattenne per oltre un anno nella mia città di origine per attivare e seguire le procedure di adozione e per questo l’ho sempre ammirata, anche per il fatto di aver fatto tutto da sola. Il primo periodo in Italia, ricordo è stato un bel periodo, i miei genitori si amavano e questo si percepiva nell'aria, mi sentivo desiderata e parte integrante di una vera famiglia.

A scuola andava tutto bene, ciò che in realtà mi creava una sorta di disagio, era la totale assenza di somiglianza tra me e i miei genitori. Questo in qualche modo mi diversificava dagli altri, era come se io avessi nel mio colore ambrato e nei miei lineamenti, impressa la mia provenienza d'origine e questo mi faceva sentire diversa.

storia-di-debora-san-patrignano
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15 Novembre 2016

Avevo solo 14 anni e dovevo già tenere nascosta ai miei genitori sia la mia vita notturna che il mio ragazzo, entrambe le cose non sarebbero mai piaciute ai miei genitori. Stavo vivendo due vite parallele: a casa facevo la brava ragazza, sempre pronta a soddisfare il volere dei miei genitori, mentre fuori vivevo la mia vita alternativa e sopra le righe.

Ero sempre fuori di testa. Rave, pasticche, coca. Poi arrivò l’eroina. Mia madre provava a fermare questa mia disperata corsa verso il nulla. Ma niente.

Staremo Bene - WeFree
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14 Novembre 2016

Dicono che hai sempre qualcosa da rimpiangere, qualcosa da dimenticare.
Secondo me non è così, magari un giorno, quando tutto si risolverà, il giorno in cui avrai visto il tuo passato così da vicino da esserne amico, il giorno che ti guarderai intorno e non ti vergognerai più di farlo, perché niente può scalfirti.

Quando qualcuno ti avrà impresso dentro di sé.
Il giorno arriverà per tutti, magari si sarà soli, o magari no, magari avremmo la fortuna di essere i primi ad arrivarci.

Te ne parlano tutti, così lontano e miracolato che a volte pensi se sia possibile che esista una cosa del genere, pensi che sia lontano a tal punto che le proprie gambe, quelle di ognuno di noi, non bastino, ce ne vogliano delle altre, più forti, più lunghe e rapide.
Poi ti rendi conto che quello che stai dicendo e pensando è una enorme cavolata.
Le tue bastano e avanzano.

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Correvo verso il nulla - WeFree
01 Dicembre 2016

“… Sono Federico, da piccolo mi sentivo sempre messo da parte, non voluto, lo sfigato della situazione. Poi un giorno mi ritrovai con i ragazzi più grandi durante la ricreazione a scuola. Proprio loro, quelli più grandi, quelli che di solito mi scansavano, che non mi consideravano, ma tra i quali io mi infilavo sempre. Ero abituato alla loro indifferenza, ma quella volta fu diverso. Uno di loro fece girare una canna e mi chiese se avevo mai fumato. Io naturalmente, senza neanche pensarci, gli risposi “certo”.

Ora vedo vita - WeFree
21 Novembre 2016

Sono Greta, sono la seconda figlia dei miei genitori, che si sposarono giovanissimi, mia mamma aveva appena diciotto anni e mio padre venticinque. Mia sorella, più grande di me di cinque anni e, nata all’inizio del loro matrimonio.

Mi sentivo diversa - WeFree
17 Novembre 2016

Mi chiamo Elisabeth e sono nata a San Paolo in Brasile, vivevo in un orfanotrofio e i miei genitori mi hanno adottato quando ero molto piccola, hanno accolto anche mio fratello che aveva un anno e io ne avevo quasi due.

storia-di-debora-san-patrignano
15 Novembre 2016

Avevo solo 14 anni e dovevo già tenere nascosta ai miei genitori sia la mia vita notturna che il mio ragazzo, entrambe le cose non sarebbero mai piaciute ai miei genitori. Stavo vivendo due vite parallele: a casa facevo la brava ragazza, sempre pronta a soddisfare il volere dei miei genitori, mentre fuori vivevo la mia vita alternativa e sopra le righe.

Ero sempre fuori di testa. Rave, pasticche, coca. Poi arrivò l’eroina. Mia madre provava a fermare questa mia disperata corsa verso il nulla. Ma niente.

Staremo Bene - WeFree
14 Novembre 2016

Dicono che hai sempre qualcosa da rimpiangere, qualcosa da dimenticare.
Secondo me non è così, magari un giorno, quando tutto si risolverà, il giorno in cui avrai visto il tuo passato così da vicino da esserne amico, il giorno che ti guarderai intorno e non ti vergognerai più di farlo, perché niente può scalfirti.

Quando qualcuno ti avrà impresso dentro di sé.
Il giorno arriverà per tutti, magari si sarà soli, o magari no, magari avremmo la fortuna di essere i primi ad arrivarci.

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