WeFree vuol dire
"noi liberi".

Dalla droga, certo, ma non solo.
Dal giudizio degli altri, dalla paura di non essere "abbastanza", dallo specchio, dalla bilancia e da tutto quello che ci impedisce di essere noi stessi.

Essere WeFree vuol dire fare una scelta e sapere anche dire di no.

We Free Days


Blog

San Patrignano - Forse un giorno
Blog
27 Luglio 2015

Non ci tornava da una vita Gabriele. L’erba ora è cresciuta sul campetto. Ormai non si vedono più nemmeno le righe. Le avevano fatte loro, una vita fa con quella calce rubata dal cantiere vicino.
Del resto non si poteva andare avanti così. Da anni il comune andava proclamando ai quattro venti che l’avrebbero sistemato quel vecchio centro sportivo. Ogni volta però si rivelavano solo promesse mancate. Ma per loro non era un problema. Gabriele ricorda bene, erano abituati a farsi giustizia da soli.

 on_the_road_for_wefree_san_patrignano
Blog
23 Luglio 2015

Stasera ho passato una serata a casa con 4 amici, divano, play, FIFA, un sacco di risate.
E guardandoli, ripensando alle vicissitudini che ho vissuto molto da vicino e soprattutto pensando a quello che è successo sabato notte a Riccione, vedere loro ed il loro star bene così, in modo semplice e naturale, ripercorrendo il nostro percorso di crescita condiviso fin da bambini mi chiedevo come sia possibile, a quale meccanismo oscuro, malato, forse dettato anche dalla curiosità e dal disagio sociale, possa portare un essere umano ad assumere sostanze.
Dalla più leggera alla più devastante. Ogni tipo e forma. E sapete una cosa? Non ne son venuto a capo.

Uomini che han perso le ali
Blog
20 Luglio 2015

Moriremo di telegiornali
e pessima musica
di multe non pagate sui parabrezza

Moriremo di domeniche vuote
cieli inutilmente limpidi
e baci soppressi per il troppo ritardo

Siamo ombrelloni sulla spiaggia ad ottobre
uomini che han perso le ali
senza più neanche l’intenzione del volo

Moriremo di tempo che non passa
tempo che ci supera senza fermarsi
moriremo di attese e ritorni mancati

Moriremo di certi pessimi cocktail
di vizi romantici mai abbandonati
moriremo di tempi sbagliati

Siamo troppo spazio tra una parola e l’altra
preghiere sepolte dentro bicchieri di fuoco
corse a perdifiato su strade troppo corte

Moriremo di sogni stracciati
verbi mal coniugati
occhi, inquinati come pozzanghere

Moriremo di paesaggi visti solo in cartolina
di slanci privi di coraggio
di belle promesse non mantenute

Blog
10 Luglio 2015

Da piccolo ero un bambino molto vivace, correvo da tutte le parti e cadevo spesso.
Mia madre, per non essere costretta a buttare via un paio di pantaloni al giorno, mi cuciva delle toppe sui vestiti. Erano degli ovali di stoffa, spesso di colore diverso da quello della tuta sulla quale venivano cuciti. A volte, addirittura, una di un colore e una di un altro.
Mia madre cuciva con ago e amore dei nascondigli per le mie ginocchia scorticate, rammendava con pazienza i miei vestiti strappati.
Ora sono cresciuto e non porto più quelle tute colorate, ma quelle toppe si, quelle toppe me le porto ancora dentro. Le uso continuamente per rammendare la mia vita, perché non posso buttarne via una al giorno.
Sono toppe fatte di parole che uso per recuperare i discorsi strappati, o quelle frasi che per errore sono scivolate su cose che non avrei voluto dire.

San Patrignano - uomo allo specchio
Blog
08 Luglio 2015

Mi piacciono le interviste. Mi sono sempre piaciute. Quando ne leggo una, prima di vedere la risposta dell’intervistato, o anche dopo, faccio questa cosa: mi rispondo alla domanda, nella mia testa, come se fosse rivolta a me. E così “le salvo”, le domande più belle, me le ricordo, e ogni tanto – spesso – mi capita di ripropormele, di ridomandarmele, incontrando me stesso faccia a faccia. “Me stesso”, poi, è un eufemismo: le sfaccettature di un essere umano sono molte, ognuno è composto da tanti sé stessi, con inclinazioni diverse, che svolgono un ruolo più o meno importante nella personalità. Ma comunque sono lì. Comincia così: inizio a massaggiarmi le palpebre, come se mi fossi appena svegliato, e pian piano si disegnano nel buio due cunicoli, l’interno dei bulbi oculari, che scorrono, con me dentro di loro che li attraverso, fin quando arrivo a una porta, o qualcosa che gli assomiglia. Si apre.

1549
1547
1543
1541
1540

Blog WeFree

San Patrignano - Forse un giorno
27 Luglio 2015

Non ci tornava da una vita Gabriele. L’erba ora è cresciuta sul campetto. Ormai non si vedono più nemmeno le righe. Le avevano fatte loro, una vita fa con quella calce rubata dal cantiere vicino.
Del resto non si poteva andare avanti così. Da anni il comune andava proclamando ai quattro venti che l’avrebbero sistemato quel vecchio centro sportivo. Ogni volta però si rivelavano solo promesse mancate. Ma per loro non era un problema. Gabriele ricorda bene, erano abituati a farsi giustizia da soli.

 on_the_road_for_wefree_san_patrignano
23 Luglio 2015

Stasera ho passato una serata a casa con 4 amici, divano, play, FIFA, un sacco di risate.
E guardandoli, ripensando alle vicissitudini che ho vissuto molto da vicino e soprattutto pensando a quello che è successo sabato notte a Riccione, vedere loro ed il loro star bene così, in modo semplice e naturale, ripercorrendo il nostro percorso di crescita condiviso fin da bambini mi chiedevo come sia possibile, a quale meccanismo oscuro, malato, forse dettato anche dalla curiosità e dal disagio sociale, possa portare un essere umano ad assumere sostanze.

Uomini che han perso le ali
20 Luglio 2015

Moriremo di telegiornali
e pessima musica
di multe non pagate sui parabrezza

Moriremo di domeniche vuote
cieli inutilmente limpidi
e baci soppressi per il troppo ritardo

Siamo ombrelloni sulla spiaggia ad ottobre
uomini che han perso le ali
senza più neanche l’intenzione del volo

Moriremo di tempo che non passa
tempo che ci supera senza fermarsi
moriremo di attese e ritorni mancati

Moriremo di certi pessimi cocktail
di vizi romantici mai abbandonati
moriremo di tempi sbagliati

10 Luglio 2015

Da piccolo ero un bambino molto vivace, correvo da tutte le parti e cadevo spesso.
Mia madre, per non essere costretta a buttare via un paio di pantaloni al giorno, mi cuciva delle toppe sui vestiti. Erano degli ovali di stoffa, spesso di colore diverso da quello della tuta sulla quale venivano cuciti. A volte, addirittura, una di un colore e una di un altro.
Mia madre cuciva con ago e amore dei nascondigli per le mie ginocchia scorticate, rammendava con pazienza i miei vestiti strappati.

San Patrignano - uomo allo specchio
08 Luglio 2015

Mi piacciono le interviste. Mi sono sempre piaciute. Quando ne leggo una, prima di vedere la risposta dell’intervistato, o anche dopo, faccio questa cosa: mi rispondo alla domanda, nella mia testa, come se fosse rivolta a me. E così “le salvo”, le domande più belle, me le ricordo, e ogni tanto – spesso – mi capita di ripropormele, di ridomandarmele, incontrando me stesso faccia a faccia.

Live twitting

Facebook