WeFree vuol dire
"noi liberi".

Dalla droga, certo, ma non solo.
Dal giudizio degli altri, dalla paura di non essere "abbastanza", dallo specchio, dalla bilancia e da tutto quello che ci impedisce di essere noi stessi.

Essere WeFree vuol dire fare una scelta e sapere anche dire di no.

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wefree_acireale_in_sicilia
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24 Giugno 2016

Giovani e dipendenze, l’esperienza di San Patrignano

Rivoglio la mia vita a colori - WeFree
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23 Giugno 2016

Fu durante il periodo delle medie che la mia vita cambiò completamente e quella serenità, quelle certezze, quel mondo fatto di affetti, di amici, di colori, con i quali riempivo i miei fogli da disegno, crollò.

A scuola ero il più grande di tutti. Pubertà precoce avevano detto a mia madre. Già questo mi creava un profondo imbarazzo. Con i ragazzini della mia età non stavo molto bene. Mi sentivo più a mio agio con quelli più grandi. Inizio a frequentare due ragazzi. Con loro comincio ad avvicinarmi alla droga: le prime canne. E da lì non mi sono più fermato.

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22 Giugno 2016

Marco è un ragazzo #Wefree, ha raccontato la sua storia a tantissimi ragazzi e ha condiviso le sue esperienze con gli studenti delle scuole di tutta Italia. Prima di tornare a casa ci saluta in questo video…
A presto Marco!!!

Mi_chiamavano_QUIQUI_ WeFree.jpg
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20 Giugno 2016

“Il mio papà disegna”- Ne andavo fiero, ne vado fiero tutt’ora. Di sicuro ho pensato questo la prima volta che ho preso in mano una matita.

Tutti i bambini fanno così, vedono Maradona in TV e si mettono a calciare il pallone e per me è stato uguale: ho visto il mio papà usare i colori e sono andato fuori di testa. Non l’ho più mollata quella matita, nemmeno quando mi sono fumato la prima canna o l’ultima stagnola o quando le scelte sbagliate che avevo preso mi stavano portando lungo una strada che non mi apparteneva.

Il disegno ha fatto sempre parte di me, fin da piccolo; le prime sgridate me le pigliavo per aver disegnato sul muro della mia cameretta.

Non riesco a guardarti negli occhi - WeFree.jpg
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17 Giugno 2016

E' notte. Nelle strade deserte l'eco di un'ennesima notte d'estate, svanisce lentamente, lasciando spazio ai primi albori. Alcune finestre, in alto, tra l'asfalto metropolitano, si illuminano, già piene di un primo mattino, annuncio inesorabile di un altro, noioso giorno di lavoro. Pregne di aroma di caffè, le finestre si spalancano, facendo entrare aria fresca, che riesca a privare gli uomini del ricordo del sonno.

Luca torna a casa proprio in un mattino come questo. Sua mamma di schiena, traffica ai fornelli. Ha dato via al rito del risveglio. Da brava madre di famiglia, tutte le mattine da oltre

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24 Giugno 2016

Giovani e dipendenze, l’esperienza di San Patrignano

Rivoglio la mia vita a colori - WeFree
23 Giugno 2016

Fu durante il periodo delle medie che la mia vita cambiò completamente e quella serenità, quelle certezze, quel mondo fatto di affetti, di amici, di colori, con i quali riempivo i miei fogli da disegno, crollò.

A scuola ero il più grande di tutti. Pubertà precoce avevano detto a mia madre. Già questo mi creava un profondo imbarazzo. Con i ragazzini della mia età non stavo molto bene. Mi sentivo più a mio agio con quelli più grandi. Inizio a frequentare due ragazzi. Con loro comincio ad avvicinarmi alla droga: le prime canne. E da lì non mi sono più fermato.

22 Giugno 2016

Marco è un ragazzo #Wefree, ha raccontato la sua storia a tantissimi ragazzi e ha condiviso le sue esperienze con gli studenti delle scuole di tutta Italia. Prima di tornare a casa ci saluta in questo video…
A presto Marco!!!

Mi_chiamavano_QUIQUI_ WeFree.jpg
20 Giugno 2016

“Il mio papà disegna”- Ne andavo fiero, ne vado fiero tutt’ora. Di sicuro ho pensato questo la prima volta che ho preso in mano una matita.

Tutti i bambini fanno così, vedono Maradona in TV e si mettono a calciare il pallone e per me è stato uguale: ho visto il mio papà usare i colori e sono andato fuori di testa. Non l’ho più mollata quella matita, nemmeno quando mi sono fumato la prima canna o l’ultima stagnola o quando le scelte sbagliate che avevo preso mi stavano portando lungo una strada che non mi apparteneva.

Non riesco a guardarti negli occhi - WeFree.jpg
17 Giugno 2016

E' notte. Nelle strade deserte l'eco di un'ennesima notte d'estate, svanisce lentamente, lasciando spazio ai primi albori. Alcune finestre, in alto, tra l'asfalto metropolitano, si illuminano, già piene di un primo mattino, annuncio inesorabile di un altro, noioso giorno di lavoro. Pregne di aroma di caffè, le finestre si spalancano, facendo entrare aria fresca, che riesca a privare gli uomini del ricordo del sonno.

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