WeFree vuol dire
"noi liberi".

Dalla droga, certo, ma non solo.
Dal giudizio degli altri, dalla paura di non essere "abbastanza", dallo specchio, dalla bilancia e da tutto quello che ci impedisce di essere noi stessi.

Essere WeFree vuol dire fare una scelta e sapere anche dire di no.

Blog

Zombie Resurrection - WeFree
Blog
20 Giugno 2017

Mi avevano detto che i mostri non esistono. L’avevano detto a me e a tutti i miei amici, più o meno all’età di sette anni, che i vampiri, i fantasmi, l’uomo nero e gli zombie non esistevano. Era tutto un’invenzione.

Ma i mostri esistono eccome, anche se a volte facciamo finta che non ci siano. I mostri arrivano quando cerchiamo di reprimere le nostre sensazioni, di non sentirle, di distorcerle. Se affronto quello che ho dentro da solo, con la mente poco lucida, i miei problemi, le mie paranoie e le mie paure possono distruggermi, rovinarmi la vita, apparendo molto più mostruosi di quello che sono in realtà.

Siamo vivi - WeFree
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13 Giugno 2017

Quattro anni scivolati in fretta e tu mi piaci come sempre, forse anche di più.

I disegni che porto nel cuore - WeFree
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06 Giugno 2017

Il buio mi si adagiava addosso, dolcemente. I passi delle guardie che si allontanavano mi davano comunque sollievo; sapevo che, in quella cella di isolamento, niente e nessuno avrebbe più potuto farmi del male. Per il momento.

Mi avevano portato in quel posto perché mi avevano beccato a fare tatuaggi agli altri carcerati. Avevo bisogno di soldi in cella, per passare i pomeriggi. Di lavorare non volevo nemmeno sentirne parlare.

Per non pensare, per esprimermi - WeFree
Blog
30 Maggio 2017

Potevo anche non avere niente, ma in fondo avevo tutto. È così che ci si sente; quando c’è lei, tutto il resto perde importanza. La roba era diventata il centro della mia vita, l’unica priorità. Così i pomeriggi preferivo passarli da solo. Avevo una ragazza, degli amici, ma la mia vita sociale non mi interessava più. Spesso preferivo chiudermi in casa, a guardare film d’autore, ad ascoltare buona musica. E a disegnare.

Ogni tanto mi mettevo lì con la musica accesa e prendevo spunto dai miei fumetti preferiti. Con penna e matita, quasi sempre in bianco e nero. Amavo quei disegni, li ricopiavo a modo mio. Quando disegnavo non pensavo a niente, staccavo il cervello. Almeno credevo. In realtà erano i pochi momenti in cui esprimevo davvero quello che avevo dentro.

Nulla di Male - WeFree
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26 Maggio 2017

A scuola non andavo bene, non mi piaceva molto studiare e a volte mi sentivo inferiore agli altri ragazzi. Le prese in giro erano la routine, mi sembrava tutto un inferno…

Quando arrivò il momento di scegliere le superiori, su consiglio dei miei genitori e per non deluderli, mi iscrissi all’istituto agrario. Pur di farli contenti arrivavo addirittura a fare ciò che in realtà a me non piaceva e questo mi faceva stare male. Con loro non riuscivo a parlare, a raccontargli quello che sentivo, quello che provavo, le difficoltà, le paure. Non parlavo mai delle prese in giro a scuola, del bullismo, delle frasi offensive. Mi tenevo tutto dentro perché pensavo che nessuno potesse capirmi veramente.

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Zombie Resurrection - WeFree
20 Giugno 2017

Mi avevano detto che i mostri non esistono. L’avevano detto a me e a tutti i miei amici, più o meno all’età di sette anni, che i vampiri, i fantasmi, l’uomo nero e gli zombie non esistevano. Era tutto un’invenzione.

Siamo vivi - WeFree
13 Giugno 2017

Quattro anni scivolati in fretta e tu mi piaci come sempre, forse anche di più.

I disegni che porto nel cuore - WeFree
06 Giugno 2017

Il buio mi si adagiava addosso, dolcemente. I passi delle guardie che si allontanavano mi davano comunque sollievo; sapevo che, in quella cella di isolamento, niente e nessuno avrebbe più potuto farmi del male. Per il momento.

Mi avevano portato in quel posto perché mi avevano beccato a fare tatuaggi agli altri carcerati. Avevo bisogno di soldi in cella, per passare i pomeriggi. Di lavorare non volevo nemmeno sentirne parlare.

Per non pensare, per esprimermi - WeFree
30 Maggio 2017

Potevo anche non avere niente, ma in fondo avevo tutto. È così che ci si sente; quando c’è lei, tutto il resto perde importanza. La roba era diventata il centro della mia vita, l’unica priorità. Così i pomeriggi preferivo passarli da solo. Avevo una ragazza, degli amici, ma la mia vita sociale non mi interessava più. Spesso preferivo chiudermi in casa, a guardare film d’autore, ad ascoltare buona musica. E a disegnare.

Nulla di Male - WeFree
26 Maggio 2017

A scuola non andavo bene, non mi piaceva molto studiare e a volte mi sentivo inferiore agli altri ragazzi. Le prese in giro erano la routine, mi sembrava tutto un inferno…

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