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Cosa vuole dire essere amici?

Finita la scuola trascino con me M. per fare la stagione estiva in un albergo. Avevo 14 anni e quella fu l’estate più bella della mia vita. Io e M. stavamo sempre insieme, dormivamo nella stessa stanza, lavoravamo tutto il giorno nello stesso posto, ci fumavamo un sacco di canne. Finita l’estate dovemmo iscriverci alle superiori, ma io decisi di mollare tutto. Non avevo più voglia di studiare.

M. aveva un fratello di quattro anni più grande di noi, G. che era per me come un fratello. Da quando ero piccolissimo passavo le mie giornate a casa di M. e quindi anche lui mi aveva visto crescere. In quegli anni lui era diventato per me il modello da seguire, era un matto e a me piaceva tanto. Andava sempre ai rave, alle feste, usava sostanze di ogni genere.
Una sera lo vediamo rientrare a casa completamente fuori e così capii che anche M. a casa aveva una situazione particolare, un po’ come la mia. Mia sorella si drogava. Pensai “allora ci assomigliamo più di quanto credessi”. La cosa pazzesca è che non ci raccontavamo mai niente. Non avevamo mai parlato dei nostri fratelli. Eppure stavamo insieme tutto il giorno. Io e M. facevamo un sacco di cose insieme. Ma se ci penso ora non ci dicevamo niente di noi. Di come stavamo. Di cosa ci angosciava.

Fu vedendo G. che iniziò per me la curiosità per i rave e per la musica alternativa. A casa mio padre aveva delle casse molto potenti e così, anche in quell’occasione, riesco a guadagnarmi le attenzioni di tutti i miei amici. Se prima venivano da me per le sigarette e poi per le canne, ora venivano da me anche per la musica.

Poi un giorno G. mi chiese se volevo provare una sostanza nuova, era un derivato dell’oppio, una roba molto blanda pensavo. Così senza neanche pensarci lo segui subito. Da quel momento non andavo a casa di M. non per vedere lui, ma per vedere suo fratello. Quando ero a casa loro ogni scusa era buona per infilarmi in camera di G. e fumarmi qualcosa con lui. Dopo poco però non ci bastavano più le canne, il passo successivo sarebbe stato l’eroina.

Paolo