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Conclusi i lavori della seconda edizione del WeFree Day

La seconda edizione del WeFree Day, giornata di prevenzione alla droga organizzata dalla comunità di San Patrignano si è svolta alla presenza di oltre 2000 studenti di tutta Italia.

Prevenzione ed educazione alla consapevolezza sono state le parole chiave del forum ‘Dipende da noi’ moderato dal giornalista del Corriere della Sera Mauro Remondino e che ha avuto come protagonisti il Ministro alla Giustizia Angelino Alfano, il vicedirettore della Direzione Nazionale Antinarcotici della Colombia Carlos Enrique Robledo Solano, la vice presidente della Commissione Europea incaricata alla Giustizia ai diritti fondamentali e alla cittadinanza Viviane Reding (presente con un videomessaggio) l’amministratore delegato di Wind Luigi Gubitosi ed il rappresentante Unodc per l’Africa Occidentale e centrale Alexander Schmidt.

Il convegno si è aperto con il saluto di Andrea Muccioli che ha espresso il cordoglio della Comunità per la morte dei quattro militari italiani deceduti in Afghanistan. “Ragazzi – ha detto il responsabile di Sanpa che ha visitato il Paese di recente – che cercavano di portare la pace in un territorio flagellato da scontri e caduto in una condizione di arretratezza e instabilità.

Il commissario Viviane Reding presente con un videomessaggio ha posto in evidenza in numeri dell’emergenza droga: “In Europa 2.000.000 di persone ne fanno uso, 7.000 muoiono di overdose e 3.000 ogni anno si ammalano di HIV per consumo di sostanze stupefacenti. Non possiamo ignorare questo problema, che va combattuto dal basso, dalla gente. L’Unione Europea gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro il traffico di droga ed è compito della Commissione offrire programmi di recupero. La crisi economica avrà un forte impatto sui consumi di droga in Europa, le difficoltà ed il clima di incertezza potrebbe portare ad un incremento dei consumi>> ha ammonito il commissario.

Carlos Enrique Robledo Solano, vicedirettore della Direzione Nazionale Antinarcotici della Colombia ha raccontato come è cambiata la situazione del suo Paese. “Oggi la Colombia non è più solamente un paese produttore ma anche, per la prima volta, consumatore medio. Per questo oltre ad un’azione di controllo sulla produzione ora abbiamo messo a punto anche un’azione di prevenzione al consumo”. Parlando dell’emergenza droga, ha spiegato come il problema del narcotraffico abbia assunto oggi una dimensione globale che necessita una risposta globale, dove tutti i soggetti in causa – società civile, governo, polizia, Unodc – devono contribuire ad una azione condivisa.

L’intervento di Alexander Schmidt ha posto l’accento sul titolo del forum, “Dipende da noi, è vero ma non solo da noi come individui ma anche dai singoli stati. Il problema droga è ormai globale ma in Africa Occidentale la situazione è attualmente peggiorata, il mercato si è spostato dagli Stati Uniti all’Europa per un motivo molto semplice, il business. In Africa Occidentale non c’era fino a qualche tempo fa mercato interno ora sì e per due motivi: la droga arriva principalmente perché c’è una forte corruzione e perché i cartelli di narcotrafficanti hanno reclutato bambini e ragazzi da utilizzare come corrieri da spedire in Europa. La loro retribuzione consiste in dosi di cocaina e eroina che hanno portato a picchi altissimi di tossicodipendenza.

Secondo il titolare del dicastero della Giustizia Angelino Alfano, la lotta alla droga richiede impegno sinergico e globale che preveda una cooperazione giudiziaria di latitudine mondiale. Il ministro ha poi sottolineato l’importanza del valore dell’educazione e della conoscenza “senza la quale non può esserci scelta responsabile”. Secondo Alfano rispetto alle tossicodipendenze va abbandonato un approccio minimal – “se non si abbandona non si vince” – anche se la risposta giudiziaria da sola non basta: “Bisogna tornare a inoculare nelle nuove generazioni l’orgoglio e la voglia di vivere.

Luigi Gubitosi amministratore delegato Wind, ha concluso il dibattito. “La nostra società – ha spiegato l’ad di Wind alla platea – è da tempo sensibile al tema della responsabilità sociale ed è per me un grande privilegio visitare oggi la Comunità. Ciò che per la mia esperienza personale posso testimoniare è che rispetto alla droga negli ultimi anni si è assistito a una caduta allarmante di attenzione. Nel tempo è cambiata la percezione del problema e del drogato stesso, figura sempre meno negativa come ci racconta la cronaca recente. Per questo ritengo che il modello di prevenzione proposto da San Patrignano sia importante come lo è a maggior ragione il fatto di andarlo a proporre all’esterno”.