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Vivi più forte che puoi

Che fatica vivere! Tra poco compio 28 anni e mi sembra di averne vissuti  cento. Quando ci penso, mi sembra quasi di sentire le mie ossa consumate.

Quante cose ho visto in questi 28 anni, quante persone ho conosciuto, quanti cambiamenti ho affrontato, quante risate ho fatto, e altrettante lacrime ho versato.

Se mi guardo indietro, mi sembra di vedermi attraverso una televisione, come se quello che è stato fosse parte di un vecchio ricordo sbiadito, di un vecchio film, di un vecchio me.

Quando guardo avanti, vedo solo luce. Una luce che mi fa chiudere gli occhi, un po’ come quando guardi l’alba e non ce la fai a tenere gli occhi aperti perché i raggi del sole ti accecano. Non vedo niente eppure non ce la faccio a non guardare, perché quello che verrà chiama a gran voce ed è impossibile ignorarlo. La vita è un’avventura, una sorpresa continua, un susseguirsi quasi interminabile di alti e bassi che ti fanno sentire vivo e, a tratti, di non volerlo essere.

Cos’ho imparato da questi miei 28 anni??

Ho imparato che se anche ho vissuto almeno 4 vite in una, la vita che stiamo cavalcando è unica, irripetibile, magnifica, terribile, severa ma anche magnanima, perché ci porge sempre un’altra guancia, una nuova occasione, sempre un’altra possibilità di vedere e vivere un’altra versione di noi stessi anche quando ci sembra che non ci siano più strade da percorrere.

L’unica cosa che conta veramente è il momento presente, il riuscire a non far scappare gli attimi per viverli appieno, fino in fondo, mettendoci dentro le mani fin quando non ci fanno male.

A volte il passato mi tormenta e il futuro mi spaventa. Il presente invece mi accompagna, come un vecchio amico che cerca di sorreggerti ed indicarti la strada.  E come si fa con un vecchio amico, a volte lo si abbraccia, altre invece lo si respinge, urlandogli in faccia di tutto per non sentire quello che non si vuole sentire.

Cos’è importante veramente? Cos’è che conta veramente? Cos’è che ci fa sentire nel posto giusto veramente?

Dopo 28 anni sempre di corsa non ho ancora trovato la mia risposta. La mia è un’anima irrequieta, sempre in tumulto, sempre mai sazia, alla costante ricerca di un qualcosa che sempre mi sfugge, quasi come fosse una palla di vetro scivolosa, che appena ti sembra di averla afferrata ti scappa via.

Dove vorrei essere?

Sicuramente vicino alle persone a cui voglio più bene, alle persone che amo, ai legami che con così tanta fatica sono riuscito a non lasciare andare, ma a rafforzare per farli diventare un qualcosa di più grande. Non siamo nient’altro che i ricordi, che ci teniamo più stretti, che le persone di cui ci circondiamo, e la forza del nostro vivere si misura attraverso l’amore che riusciamo a mettere negli abbracci che diamo.

Amo la mia vita, la amo tutta, anche quando mi ha trattato male, anche quando mi ha preso a schiaffi e mi ha lasciato senza fiato, anche quando mi ha fatto venir voglia di farla finita.

La amo così forte perché amo follemente la mia famiglia, i miei amici, i pochi ma veri rapporti sinceri che ho costruito e che so che non svaniranno dopo un battito di palpebre.

La battaglia più difficile che dobbiamo affrontare è quella contro noi stessi, contro il nostro riflesso allo specchio, contro la nostra costante voglia di quel qualcosa che ci manca, dando per scontato quello che abbiamo.

La fine è parte del viaggio, un giorno arriverà e quella è l’unica e sola cosa certa che sappiamo, un giorno tutto finirà, non ci è dato sapere quando, non ci è dato sapere come, ma possiamo scegliere quello che viene prima, possiamo scegliere come vivere tutto quello che viene prima, possiamo decidere non come moriremo ma come vivremo.

Non è forse questa la cosa più importante e meno scontata di tutte?

Vivi forte Marco, vivi più forte che puoi.

Marco

Tratto da “Sanpanews Raccontami – Conparolemie n° 48Settembre 2020