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Mi piaceva quella vita!

Ho passato la mia infanzia tra i filari della vigna, dove ogni giorno d’estate mio padre mi portava con lui mentre lavorava. Un’infanzia felice, sia in famiglia che a scuola. Fino a quando, dopo un brutto episodio che accadde alla mia famiglia, la situazione cambia. In famiglia si era interrotto qualcosa. Non c’era più serenità. Respiravo tensione, ansia, preoccupazione. Inizio a non stare più bene in casa. Trovo ogni scusa, ogni motivo per uscire. Mollo anche la scuola. Volevo lavorare per avere dei soldi in tasca e farmi la mia vita. Le persone con cui lavoravo erano tutte più grandi di me, per inserirmi nel gruppo cominciai a fare le stesse cose che facevano loro. Questo mi faceva sentire grande. Quindi uscivamo, ci ubriacavamo praticamente tutte le sere, spesso girava qualche canna, righe di coca, ma a me sembrava tutto normale. Mi piaceva quella vita. Mi piaceva stare sopra le righe.

Mi piaceva vestire i panni del ragazzo “trasgressivo”. Incontro Patrizia e andiamo a convivere. Mi rimetto i panni del “bravo ragazzo”. Rimetto la testa a posto. Lavoro e sistemo casa. Per i primi mesi tutto ok, anzi alla grande, sono felice. Ma poi le cose cambiano, torna fuori quella parte di me che cerca qualcosa di più e, ovviamente, lo vado a cercare dove lo avevo già trovato e torno alla vita che avevo abbandonato. Ora però la vivo in maniera diversa, è più una fuga dalla routine, infatti spesso vado a comprare la coca da solo e nessuno sa quello che faccio. Per anni ho due vite parallele, quella del bravo ragazzo e quella del tossico. Ma a lungo andare le cose precipitano. Non ce la faccio più a reggere la doppia parte. Sto facendo casino, sto mandando tutto all’aria. Sto perdendo tutto, tutti. Non so più chi sono. Patrizia mi scopre e racconta tutto ai miei. Sono con le spalle al muro. O entro in comunità e cambio vita oppure me ne devo andare. Lontano dai miei genitori. Lontano da tutti. Lontano da Patrizia. Solo. Avevo tutto. Ho perso tutto.

Per fortuna ho deciso di cambiare vita e sono entrato a San Patrignano, e ora dopo anni di fatica e di sofferenza, dopo aver affrontato faccia a faccia i miei demoni, aver combattuto con le mie debolezze, e aver accettato i miei difetti posso dire di aver recuperato quei rapporti che inesorabilmente avevo distrutto. Lentamente sto tornando a vivere, a provare emozioni, quelle stesse emozioni che rendono la vita magica, degna di essere vissuta.

Marco