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Ho scelto di innamorarmi, di nuovo

Fin dai primi anni di vita mi ricordo il rapporto conflittuale tra mio padre e mia madre, le gran litigate tra di loro mi facevano soffrire e stare male. Attorno ai dieci anni comincia a crescere dentro di me il bisogno di evadere da quella situazione. Anche i miei amici del quartiere hanno situazioni famigliari difficili, voglio stare con loro. In strada. Lì mi sento capito. Anche a scuola l’ambiente non è proprio sereno, spesso vengo preso di mira dai bulletti più grandi e reagendo a volte me ne torno a casa con un labbro rotto. Mia madre preoccupata decide di farmi cambiare scuola. Il primo anno di superiori è un disastro, a scuola non andiamo quasi mai, e passiamo il tempo per le vie del centro. Vengo bocciato e i miei decidono di mandarmi in un’altra scuola. Devo farmi dei nuovi amici e il modo più veloce per riuscirci, considerando che io comunque ero un po’ timido è stato quello di fare ciò che faceva il branco, e il branco si divertiva fumando e bevendo tutte le mattine nei corridoi della scuola. I pomeriggi li passo in giro con la mia compagnia. Sono diventato un personaggio. Ho tante persone intorno, piaccio e ho diverse ragazze. Ma dopo un paio di anni vissuti cosi, lascio la scuola. Faccio qualche lavoro qua e là e mi prendo una stanza in affitto per andarmene di casa, ma con lo stile di vita che porto avanti non riesco a tenermi un lavoro. Conosco Veronica e perdo la testa per lei. Non so perché, aveva qualcosa di speciale, riusciva a tenermi testa e questo mi piaceva. Con lei sto benissimo. Nonostante questa storia, che reputo così importante, non cambio stile di vita e sono costretto a tornare dai miei. A breve però la situazione degenera perché io continuo a sballarmi e divento irascibile, nervoso, ho orari pazzeschi e i miei non accettano quella situazione. Per me erano loro sbagliati, non io. Inoltre inizio a stare male, perché mi rendo conto che dico di amare questa ragazza ma non ho la forza di impegnarmi in qualcosa che mi permetta di offrirle un futuro. Provo nuovamente ad andarmene, questa volta a Londra, è l ‘ennesima fuga, le cose precipitano perché la lontananza da lei mi toglie ogni freno e mi fa cadere sempre più in basso. La distanza comincia ad allontanarci sempre più fino a quando smettiamo di sentirci. Quando ritorno in Italia le chiedo di vederci per l’ultima volta. Ci incontriamo, lei mi abbraccia. Fu un abbraccio che durò una vita, piangemmo entrambi. Lacrime amare. Era come se sapessimo che sarebbe stato l’ultimo. E così è stato. Stavo crollando. Stavo toccando il fondo. Ho scelto di ritornare alla vita. Di tornare a provare emozioni, di sentire di nuovo il cuore che batte. Di innamorarmi. Di nuovo.
Manuel