Storie

La scelta

Se dovessi descrivere tutto ciò che è stata la mia vita in 32 anni la paragonerei ad un rebus: 30 anni di sensazioni non dette, pensieri inespressi per il terrore di fare vedere chi ero realmente. Mi sentivo sempre quella fuori luogo, quella che non andava mai bene, che valeva sempre meno degli altri e non era mai all’altezza delle situazioni, quella… in più

Già da piccolina ero molto insicura, mi sentivo diversa dagli altri. I miei genitori erano separati, e già questo non era visto benissimo. Stiamo parlando di un po’ di anni fa, oggi le cose sarebbero andate diversamente, ma il giudizio dei compagni mi faceva stare male. Come se non bastasse, mia mamma era estroversa, prorompente mi veniva a prendere a scuola in moto e io mi vergognavo da morire. Avrei voluto una mamma ‘normale’. Non ho tantissimi ricordi di lei legati alla mia infanzia. Lavorava tanto e trascorreva poco tempo con me. Mi sentivo invisibile agli occhi dei miei genitori e al resto del mondo. Ed era una sensazione che non sopportavo.

Cercai allora di farmi notare per ottenere almeno le attenzioni dei ragazzi. Ma non era la cosa giusta. Non bastava a farmi sentire meglio, anzi. Mi guardavo allo specchio e vedevo sempre quella ragazzina sbagliata, bruttina, impacciata. Mia mamma era uno schianto ai miei occhi, un fisico da paura. Come avrei voluto essere come lei! Mi tormentavo. A 15 anni ero una ragazzina sola e tormentata. Basta dolore, pensieri, la testa che scoppia.

Entrai in un mondo ovattato per non sentire più nulla. Alcol, canne e poi tutto ciò che annullava il mio male di vivere. Poi l’eroina. E il buio. Si chiuse il sipario sulla mia vita. Persi tutto: lavoro, famiglia, amici. Ero più sola e invisibile di prima. Dal baratro non ne esci se non tocchi davvero il fondo. Sono stata io a chiedere di entrare a San Patrignano. Una scelta tutta mia che ho voluto fortemente. Stare qui è molto difficile. Lo è guardarsi allo specchio, senza maschere, senza sostanze, senza nulla con cui proteggersi dalla propria immagine riflessa. Lo è tirare fuori tutto quello che fa male per elaborarlo e imparare a conviverci. È stata una scelta difficile, ma la migliore della mia vita. Per la mia vita.

Mariangela