L’altra metà del cuore

L'altra metà del cuore - WeFree

Se dovessi paragonare la mia vita a qualcosa, sicuramente la assocerei ad una guerra.

Fin da piccola ho combattuto contro l’indifferenza dei miei genitori, contro le prese in giro dei compagni di scuola.

Ho combattuto per non passare inosservata, per essere accettata dal gruppo.

Ho combattuto contro tutti i sani principi che i miei nonni mi hanno insegnato.

Ho combattuto per essere la più fica, per non sentirmi sola, ma soprattutto ho combattuto contro me stessa.

Sono diventata nel tempo un ottimo soldato. Ero in grado di tradire, ferire, umiliare, dire bugie, tanto io non sentivo niente.

Io ero forte, mi sentivo forte. Sempre pronta a combattere.

Ma più passava il tempo, più ero sola.

Vivevo giorni interi chiusa in una stanza, sola, senza amici, con una paura fottuta di uscire e soprattutto di me stessa.

Ero incastrata dentro di me, mi sentivo schiacciare, avevo solo bisogno di un’po’ di serenità in mezzo a tutta quella sofferenza.

Ancora mi ricordo quel giorno, era un martedì di gennaio, il giorno dopo il mio compleanno. Un altro passato da sola, neanche i miei mi avevano fatto gli auguri.

Fu proprio quel martedì, un giorno non tanto diverso da tutti gli altri, che iniziai la mia discesa verso l’inferno. Presi così tante droghe, alcol e psicofarmaci che all’improvviso persi i sensi. Mi risvegliai dopo poco, mi guardai intorno, vidi la stanza buia e disordinata, sporca.

Con fatica preparai l’ultima dose, mi lasciai cadere nel letto e poi il nulla.

Se sto scrivendo questa storia è perché tutti i miei piani non sono riusciti. Il giorno seguente infatti mi risvegliai imprecando per essere ancora viva.

Ma forse per me il destino aveva in serbo qualcosa di speciale, forse quello non era il mio futuro, forse dovevo fare qualcosa per gli altri.

Così mi tornò alla mente un vecchio sogno di quando ero bambina, un sogno fatto di grandi sentimenti e di tanto cuore.

Ora sto ancora combattendo, ma oggi è per il mio sogno, per il mio futuro.

L’aria calda mi sfiora il viso, la polvere e il sudore si mischiano e quella terra rossa, selvaggia e inascoltata, piena di bellezza e di sofferenza che ti cattura l’anima e ti trasforma spogliandoti dei tuoi abiti, in pura emozione.

Il mio sogno si chiama Africa…Vorrei riuscire a portare un sorriso, una speranza, la stessa che io ho faticosamente ritrovato e donarla a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Chiara

Tratto da “SanpaNews”. Scopri come abbonarti.