USA: il grande market di Big Pharma

Cosa succede se una casa farmaceutica immette sul mercato un farmaco nascondendone la pericolosità? Succede quello che sta succedendo in America. La gioventù americana è vittima dell'epidemico disperato trend dei farmaci da prendere su prescrizione medica. Questo è il grido disperato dato da Natural News (19 luglio) magazine di benessere e salute e poi ripreso in Itallia dal Corriere della Sera del 29 agosto. La chiamano "Pharmageddon", un'apocalittica epidemia di giovani morti correlate all'abuso di farmaci e non per motivi medici. I dati sono sconfortanti. Solo in Kentucky, nel carcere regionale di Pike County, pare che l'80% dei detenuti sia finito dietro le sbarre per qualche reato commesso a seguito delle dipendenza da farmaci, in particolare Vicodin e Oxycontin. Ma come ha confermato l'Office of National Drug Control Policy della White House il dramma si estende oltre i confini del Bluegrass State.

Secondo Jillian Clare Kohler, professore associato presso la Leslie Dan Faculty of Pharmacy dell'Università di Toronto e direttore dell'Initiative for Drug Equity and Access (IDEA), il problema è da far risalire in particolare a campagne pubblicitarie mirate a far sembrare i farmaci meno pericolosi di quanto non fossero. Specialmente nel caso dell'Oxycontin.

Il farmaco esce sul mercato nel 1995 ma la Purdue Pharma, la casa produttrice, ne sminuisce l’alto rischio di dipendenza attraverso un piano di marketing talmente aggressivo che in soli 5 anni, da vendite per 48 milioni di dollari passa ad 1.1. miliardo nel 2000. Ci si chiede come sia stato possibile dato che l'Oxycontin non era l'unico antidolorifico oppioide disponibile sul mercato? Ecco come.
Nel giro di 4 anni la Purdue organizza 40 tra congressi e seminari formativi per 5000 tra medici, infermieri e farmacisti. Naturalmente tutto a spese della Purdue. Roba da nulla? Mica tanto perché come ha scritto Carl Elliott, professore di bioetica presso l'Università del Minnesota, è ormai dimostrato come queste pratiche abbiano un effetto sul comportamento dei medici, anche quando non credono di essere influenzati. (Atlantic Monthly 9, 3, 2006).

La strategia della Purdue si allargano alla commissione di studi di marketing mirati ad individuare i medici piu’ inclini a prescrivere farmaci oppioidi. Solo un modo per trovare le fasce di popolazione piu’ colpite da dolore cronico, ha dichiarato la Purdue, giustificando una ricerca che ha finito, in realta’, con l’ individuare i medici dalla ricetta piu’ facile e grazie a questi promuovere il farmaco. E poi coupon per confezione di Oxycontin sufficienti per un mese. Ma soprattutto, alla base del successo di mercato del farmaco, vi è stata la dichiarazione, da parte della Purdue, che il rischio di dipendenza fosse minore dell’1% pur sapendo invece che poteva raggiungere il 50%.
Pratiche che oltre ad aumentare la vendite hanno creato enormi problemi di dipendenza. Nel Maine, tra il 1997 e il 1999 si è assistito ad un aumento del 460% della popolazione dipendente da oppioidi. In Virginia un aumento del 830% delle morti correlate passate da 23 nel 1997 a 215 nel 2003. Tutti dati correlati all’aumento della disponibilita’ del farmaco OxyContin in quelle regioni.

Intanto, in seguito ad un'azione collettiva mossa dai consumatori contro la pubblicità ingannevole della Purdue, nel 2007 il colosso farmaceutico è stato costretto a pagare una penale da 646 milioni di $. Oggi in commercio c'è una nuova formulazione, ma la situazione non è cambiata molto.
Di certo, rispetto alla precedente pasticca, questa è più difficile da sniffare e iniettare con la conseguenza che sempre più dipendenti da oppioidi ora si rivolgono all'eroina.
In Kentucky, ad esempio, negli ultimi anni si è assistito ad un aumento consistente delle terapie di mantenimento a base di metadone.
In tutto questo, la FDA, (Food and Drug Administration) tenuta oltre che ad approvare i farmaci anche a vigilare su pubblicità diretta al consumatore e comunicazione, ha fatto spallucce. Non avrebbe budget e personale sufficiente per occuparsene. Solo un caso? Forse. Fatto sta che come scirve Alan Cassels in Selling Sickness, "I governi potrebbero partire dal ridurre la spesa per la sanita’ promuovendo farmaci generici, meno costosi e ugualmente efficati. Ma evidentemente la cosa non interessa”.
"Ora la domanda che bisogna porsi - spiega Kohler - è se queste penali sono sufficientemente pesanti. 600 milioni suona come una cifra consistente ma per un azienda che incassa miliardi forse non lo è. Penso che l'unico modo per far sì che queste aziende cambino rotta sia quello di stabilire penali in grado di causar loro un danno reale".