Lando, Nocera Inferiore, 2012
Nocera Inferiore, 2012. Sono nel camerino, mi siedo, mi alzo, mi risiedo, apro il copione, lo chiudo, mi alzo di nuovo… penso che tra un po’ si va in scena… vado in bagno, mi guardo allo specchio, sono pronto? Non lo so, rientro nel camerino, mi risiedo e quel che provo non si può chiamare ansia ma va molto oltre.
Sassari, 1994. Un bambino molto timido, balbuziente, deve leggere davanti tutta la classe: prova terrore, si sente diverso, si sente non all’altezza, pensa che non ce la fa.
Questo bambino è rimasto sempre vivo in me. La sensazione che ho provato allora mi ha accompagnato per tutta la vita. Era il mio incubo, il mio demonio nel buio, non l’ho mai affrontato.
Un giorno trovai il modo di non vivere il mio incubo. La droga.
L’eroina divenne la mia sposa, la mia risposta a tutto. Era gelosa, non mi condivideva con niente e nessuno. Nulla aveva importanza, solo lei. Era la mia padrona, ed io uno schiavo pronto a fare tutto. In qualche modo, a me ancora sconosciuto, trovai la forza per liberarmi. Ho affrontato il mio demonio. Sono sopravvissuto.
Nocera Inferiore, 2012. Sono sul palco. Sono diversi anni che non faccio più uso di nessuna sostanza. Vedo i visi di quasi 700 ragazzi, ed io sono protagonista, sono al centro dell’attenzione, tutti ascoltano me: io non balbetto, non provo terrore, non sono diverso, non sono di meno, sono all’altezza, ce la faccio. So esattamente quello che voglio dire e lo dico.
Poi sul treno, dopo che lo spettacolo è finito, non riesco a levarmi dalla mente la frase di Nelson Mandela: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.”
Lando
ps. ecco un po' di foto di Nocera Inferiore
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