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Ivan: i miei fratelli

campagnaSiamo cresciuti in un piccolo paesino in provincia di Avellino: quattro piccole pesti.
Sono sempre stato molto legato ai miei fratelli, con ognuno di loro ho sempre avuto un buon rapporto, fino a quando tra di noi si è messa in mezzo LEI: il mio unico interesse, la mia unica compagna di viaggio, ma soprattutto il mio legame più forte, l'eroina.

Ad un certo punto tutte le mie scelte dipendevano da lei e chiunque provava a mettersi in mezzo non la spuntava mai.
La mia era una scelta chiara, una posizione forte: io volevo essere quello che la mia droga aveva fatto di me.

Ho distrutto tutto.
Il rapporto con i miei andava a rotoli e tra di loro, per colpa mia, i litigi aumentavano sempre di più.
La mia ragazza, la mia migliore amica, pian piano mi hanno girato le spalle.
Mio fratello Alex, il più grande, si è arruolato nell’arma diventando uno dei miei peggiori nemici.
Nico il più piccolo, 10 anni, era solo un bimbo e non so fino a che punto capisse la situazione. Ricordo solo che giorno dopo giorno i suoi dolci occhi ed il suo stupendo sorriso si spegnevano sempre di più.
Poi c’era Simone il terzo: cane e gatto ma lo stesso modo di camminare.

Ho sempre nutrito un senso di protezione nei confronti dei miei fratelli ed essendo il più grosso volevo proteggerli a tutti i costi da tutto quello che ci circondava.
Non è facile crescere dalle mie parti, se non hai le palle e sei sveglio in meno di niente, ti mettono sotto e ti schiacciano.

Da ragazzino i miei fratellini mi vedevano come un dio sempre pronto a difenderli qualunque cosa accadesse: non importava in quale guaio si cacciassero o quanto era grosso il loro problema, tanto c’era Ivan che li tirava fuori dai casini.
Ed io ingenuamente sono cresciuto con la convinzione che fosse così per sempre, non accorgendomi che stavamo diventando grandi: loro maturavano, diventavano uomini ed affrontavano tutte le difficoltà che la vita gli metteva davanti.
Io invece rimanevo un ragazzino immaturo convinto del fatto che la vita si vivesse a modo mio sempre su di giri e fuori dalle righe.

Ricordo il giorno in cui mi hanno scarcerato.
Ero a festeggiare in un locale con mio fratello Simone ed alcuni amici.
Dentro, portavo l’angoscia e tutto il dolore che un’ esperienza del genere può lasciare ad un ragazzo di 22 anni.
Il mio stupido orgoglio, non mi permetteva di ammettere che nella vita avevo sbagliato tutto: tante volte avrei voluto piangere e gridare al mondo aiuto, ma l’eroina oltre alla dignità mi aveva portato via anche il cuore.
Ero oramai incapace di provare sensazioni di qualsiasi tipo.

Fuori, difendevo a spada tratta tutto quello che era il mio personaggio, un duro, uno sbruffone, maleducato e spaccone.
Dal mio volto mai sarebbe dovuta trapelare qualsiasi tipo di emozione.
Finita la festa stavo davanti al locale a raccontare “le mie gesta eroiche” da sbruffone, come ero solito fare.
Tutto nella norma, ma ad un tratto mio fratello si è alzato dalla sedia e: "Smettila di fare lo stupido Ivan. Guarda come ti sei ridotto. Sei diventato un pagliaccio”

Una cosa proprio non tolleravo, l’essere sminuito davanti alle persone: io ero Ivan, ero il numero uno.
Sono andato su tutte le furie, ho mandato via tutti.
Ferito nell’animo proprio da mio fratello: io che gli avevo dato tutto, io che lo avevo sempre difeso ma soprattutto io che l’avevo fatto diventare “uomo”.
La rabbia infuocava dentro di me, avrei voluto ammazzarlo di botte e proprio mentre stavo per colpirlo, una lacrima gli ha solcato il viso. Guardandomi dritto negli occhi, mi ha detto:”Per me una volta era un orgoglio poter dire di essere tuo fratello ora me ne vergogno”.

Parole pesanti come un macigno, mi hanno schiacciato l’anima.
Dopo tanto tempo però, un qualche cosa dentro si era mosso ho sentito un gran male.
Una strana sensazione, la rabbia faceva posto ad un qualcosa di diverso ero ferito da un lato ma quasi felice da un altro…
Ero ancora vivo, ero ancora capace di sentire qualcosa.

Tante volte qui a San Patrignano ho avuto momenti di difficoltà…
Tante volte ho creduto di non farcela o di mollare però ogni qualvolta arrivavano questi momenti, il volto di mio fratello mi si presentava davanti e anche se ogni volta faceva male mi dava però sempre la forza per andare avanti…

Non so ragazzi perché oggi ho voluto raccontarvi tutto questo, soprattutto credo che forse non è a voi che lo sto raccontando…
Sicuramente oggi è ai miei fratelli che sto parlando…

A modo mio oggi ho voluto liberare al mondo quelle grida che mi sono sempre tenuto dentro…
…Perdonatemi per avervi deluso…
Questo è tutto quello che non ho mai avuto il coraggio di dirvi.

Ivan

Commenti

ritratto di Jessica Raggini

Dopo la giornata trascorsa con voi oggi e nel rileggere questo dibattito ho capito una cosa che prima davo per scontato, del tipo prima trovavo la cosa superficiale tornando a casa non mi rimaneva impresso niente, ma dopo quello che ho letto qui sopra mi sono resa conto di tante cose che in fondo sono molto importanti... capisco quando ci si sente traditi da un famigliare, e leggere queste cose fa scendere sempre una lacrima, perchè sono davvero profonde!!
dopo averti sentito parlare oggi ho una gran stima per te, per come riesci a far ragionare gran parte di quei ragazzi perchè penso che tutti stasera a casa penseranno alle tue parole :)
te e la tua storia mi siete entrati nel cuore davvero!!
non so se ti ricordi ma sono la ragazza che aveva gli occhiali rossi :) Bacio!

ritratto di simone boccella

wee fratè... ricorda ke x me "eri e sarai sempre un grande"... adesso più ke mai...

ritratto di Lando

Ciao Fratè, è vero che non ci capita spesso di fermarci a fare due chiacchere, e non capita spesso di leggere un post che ti fà quasi scendere le lacrime, quelle lacrime, anche se le tratteniamo, fanno parte di noi in quanto persone semplici, emotive e sensibili. Anche se da fuori sembri rudo e scontroso, io so che non è così e c'è voluto poco per capirlo.
Ciao un'abbraccio Lando.

ritratto di ivan

Ciao Ragazzi, è bello "sentire" tutto quelllo che mi dite!!!!
Ognuno di voi a suo modo ha dato un interpretazione a ciò che ho scritto e tutti un po' avete toccato punti forti.
Mi fa piacere sapere che il senso di ciò che "grido" arrivi...
Soprattutto sono felice del fatto che c'è cmq ancora gente che crede in persone come noi.
Grazie per l'incoraggiamento, la forza e il sostegno che ci date giorno per giorno.
Pian piano riaquisto fiducia e speranza....
Un forte abbraccio a tutti Ivan
P.S.
Ti voglio bene Debb....

ritratto di Anonimo

i fratelli sono sempre la parte più bella e importante di noi, io ho una sorella più grande e un fratello più piccolo, volerli difendere è sempre stato il mio scopo, i fratelli e le sorelle ci guardano e ci aiutano a guardarci anche noi, ci guardano dentro, ci vivisezionano l'anima, vivono con noi i momenti più belli e i più brutti della nostra vita, quando stanno male stiamo male, quando si litiga o quando si dicono frasi pesanti come "mi hai deluso" o "sei tu il mio problema" o "non so più chi sei" ci si rimane veramente di merda..anzi peggio, ti strappano l'anima e te la calpestano..il potere dei fratelli però è assurdo!
io e mia sorella non abbiamo un grande rapporto, però quando è morto mio nonno lei si è seduta sul mio letto con me, mi ha appoggiato una mano sulla testa e sono stata meglio. i tuoi fratelli ti avranno sicuramente perdonato, fidati, alla fine perdonano sempre, magari non lo dicono e te li ritrovi di punto in bianco davanti con un sorrisone come se nulla fosse stato, però i fratelli perdonano sempre. e ti vogliono bene perchè non è solo una questione di sangue, è una questione di vita! di vita vissuta insieme! di esperienze condivise! in casa non si è mai come si è fuori, soltanto i fratelli possono sapere se canti sotto la doccia o come menano tuo padre o tua madre, o come ti piace farti coccolare dai tuoi genitori o se ti metti le dita nel naso o se sbavi di notte,se parli o tutte quelle sequele di cose imbarazzanti per cui vieni sempre ricattato a vita :) i fratelli sono così.
Hai la possibilità che tanti ragazzi non hanno avuto, chiedere scusa e dimostrare che sei cambiato! Io personalmente non ti conosco però mi sembri una persona vera che è riuscita DAVVERO a cambiare. e penso che tanta gente ti sia grata e lo sia a tanti ragazzi di Sampa. :) Mau.

ritratto di Deborah

"Una strana sensazione, la rabbia faceva posto ad un qualcosa di diverso ero ferito da un lato ma quasi felice da un altro…
Ero ancora vivo, ero ancora capace di sentire qualcosa." Questa parte divide il racconto a metà: prima e dopo. Mi fa venire i brividi!

ritratto di Anonimo

ciao ivan. io ti scrivo ma non so se ti arriverà...ci provo :)
sono una ragazza di 4° del Cattaneo di modena, siamo venuti tempo fa lì a s.patrignano. premetto che io amo tutto ciò che riguarda comunità per tossicodipendenti ecc... forse per i problemi che ho avuto in famiglia.. non so...sta di fatto che amo tutto ciò che può salvare questi ragazzi!! non per niente ho scelto una scuola che in futuro, insieme alla laurea, spero, mi permetterà di lavorare in posti come s.patrignano, nel frattempo però mi piacerebbe tornarci presto...ad esempio in quelle giornate che organizzate (non mi ricordo più come si chiama ahah) aperte a tutti!! bè...detto questo....volevo dirti che leggo sempre quello che scrivi...e mi emoziono sempre.. ! un bacione grande....e forza!!! :)

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