Vorrei affrontare un tema molto delicato, complesso e difficile. Sappiamo che tutto può diventare anestesia. Ogni cosa diventa fonte di dipendenza quando di base esiste un disagio che risulta schiacciante, invadente,invalidante, massacrante. Quel disagio viene inconsciamente colorato con qualcosa che dona una forte adrenalina di piacere, la quale provoca grande dipendenza. In questo modo si decide quando sentire e cosa. Abbiamo spesso sottolineando che i disturbi alimentari frequentemente si accompagnano ad altri sintomi.
I termini anoressia e bulimia si sposano bene a tante problematiche. Iniziano ad essere di uso comune. Nella mia personale storia ho conosciuto queste terminologie adattate non solo al cibo. La compulsione, ha varie forme, anche quella sessuale. Leggerete di seguito la testimonianza di un persona speciale che fa parte di MondoSole, la ringrazio fin da subito per essersi aperta pubblicamente:
"Il retrocopertina del diario segreto dei miei vent’anni è costellato di nomi maschili. Accanto ad ogni nome un segno.
Blu: bacio. Rosso: rapporto completo.
Se dovessi dire a chi appartengono quei nomi sarei in difficoltà…ma il titolo di quella pagina è chiaro: “Gli uomini della mia vita. Sono un’amante seriale (La collezionista)!!”
Ricordo che iniziai a compilare la lista pensando che sarebbe stato un modo per non dimenticare le mie storie, poi col tempo godevo nel vederla sempre più lunga, sempre più piena, come un cacciatore che segna le tacche sulla cintura.
Guardarla significava dire a me stessa che avevo un valore dato che tutti quei ragazzi mi avevano degnato della loro attenzione, come se ognuno potesse essere un tassello nella costruzione della mia identità. Era solo l’inizio della mia bulimia sessuale.
Ricordo le serate che venivano dopo giorni interi passati in casa a mangiare e vomitare, in cui uscivo e, aiutata dall’alcool, cercavo conferme continue negli sguardi maschili, ma gli sguardi non bastavano, gli approcci nemmeno e io volevo di più, di più, di più…qualcosa che potesse colmare quel senso di vuoto che il cibo e l’alcool non erano stati in grado di riempire.
Cercavo nel sesso quello che non trovavo in me stessa: l’autostima, l’amore, la voglia di vivere per me e per me sola. Perché dietro alla facciata di “Serial-Lover” che io mi dipingevo addosso, ogni volta che andavo a letto con qualcuno, nella mia testa immaginavo che quel ragazzo sarebbe stato giusto, e che il mio comportamento così “facile” sarebbe stato apprezzato perché sinonimo di una mentalità aperta.
Ero convinta che avere un atteggiamento sessuale libero potesse essere la chiave per essere amata. Praticamente credevo di dovermi vendere.
Naturalmente non trovai che storie da una notte ed una situazione abusante.
Poi, dopo un lunga pausa dovuta al matrimonio, avvenuta la separazione, la discesa è stata ancora più veloce e massacrante.
Riconobbi finalmente di soffrire di bulimia sessuale (avevo già 29 anni), ma non sapevo come sfuggirvi. Ricoveri sbagliati, medicinali in eccesso e alcool fecero il resto, tanto che contrassi il Papilloma Virus e fui perfino costretta ad abortire.
No. Non mi proteggevo.
Avevo paura a chiederlo, perché in quelle situazioni ero totalmente sottomessa, nonostante “giocassi” ad essere divertita. Non riuscivo a dire “no”. Mi sembrava di non poterlo fare, perché se avessi detto “no” cos’avrebbero pensato di me? Eppure dentro di me talvolta lo urlavo. Solo non usciva dalla mia bocca.
La paura più paralizzante della mia vita la provai quando feci i test HIV…ho avuto rapporti veramente rischiosi.
Ho forse infatti cercato nel sesso, oltre che un surrogato d’amore, anche la forma punitiva che avevo conosciuto nel rapporto con i miei genitori.
Io in quei momenti non ero degna di stima, ma di maltrattamenti, di parolacce, perché quello era l’amore che conoscevo.
Quando ho iniziato a lavorare terapeuticamente su tutti gli aspetti della bulimia alimentare, la sessualità è stato un punto determinante, e lo è tutt’ora.
La bulimia sessuale ha una doppia faccia malvagia perché per qualche secondo dona l’ebbrezza dell’onnipotenza sull’altro sesso, per poi far sentire un enorme, incolmabile vuoto.
Ora non ho bisogno di dimostrare nulla a nessuno, e addirittura il sesso è diventato un nodo talmente forte che temo i rapporti. Sogno sì di fare l’amore con qualcuno che amo…ma nel tempo, negli anni, il desiderio si è talmente “sporcato” che faccio fatica perfino a capire chi desidero.
Il parallelismo col cibo è paralizzante: in una vita trascorsa ad abbuffarsi e vomitare, o ad affamarsi, si ha bisogno di tempo per imparare a conoscere i propri gusti. Assaggiare invece che divorare, degustare invece che ubriacarsi.
Ho paura, la mia emotività è fragile, ma credo che la fretta che mi ha sempre accompagnata debba…aspettare."
http://www.youtube.com/watch?v=Va0I8EmKna0
Inutile dire che chiunque può sentirsi libero di scrivere in forma anonima! O scrivere a c4@chiarasole.it
ChiaraSole
Commenti
non ce l'ho fatta a leggere
non ce l'ho fatta a leggere tutti i commenti...una parte di me è in certe frasi e stare qui da sola, come ogni sera, non mi aiuta...riempio le giornate con il cibo e le notti con il pensiero forte e intenso di un amore non ancora provato....ogni notte mi ritrovo a letto a combattere contro quella parte di me che dice "fregatene, ti puoi portare a casa chiunque senza che lo venga a sapere nessuno...se desideri così tanto quella forte emozione di piacere che solo il sesso sa dare allora esci e trova qualcuno". Ma un'altra parte di me mi dice di aspettare, di essere paziente e soprattutto di trattarmi bene perchè merito rispetto non meno degli altri esseri umani...così ogni notte agonizzo vacillando da un pensiero all'altro senza riuscire a capire davvero quello che voglio, e quando a fatica mi addormento non è mai per ritrovarmi al risveglio riposata ma di pessimo umore...perchè non c'è nessuno accanto a me o perchè il frigo è vuoto e io non so cosa mangiare a colazione...e non ho voglia di alzarmi dal letto...perchè non lo sento l'amore? perchè sembra quasi che io meriti di non essere amata e a mia volta amare? per quanto tempo ancora andrò a letto con la mente carica di desideri e mi risveglierò al mattino sempre con gli stessi identici desideri che nel cuore della notte non hanno trovato nessuna realizzazione?
che cos'è questa fame d'amore che non riesco a saziare in nessun modo? E sopratutto, quanto durerà? quante altre notti ancora una parte di me combatterà contro l'altra senza mai trovare un accordo?
Ho fame, ho sempre fame e non so neppure più di cosa...
sensazioni passate
Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose,
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così.
Io non so se è proprio amore:
faccio ancora confusione,
so che sei la più brava a non andarsene via,
forse ti ricordi
ero roba tua.
Non va più via l'odore del sesso che hai addosso,
si attacca qui all'amore che posso che io posso.
E ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue.
Tu che dentro sei perfetta
mentre io mi vado stretto
Tu che sei la più brava a rimanere mania
forse ti ricordi
sono roba tua
Non va più via l'odore del sesso che hai addosso
Si attacca qui all'amore che posso che io posso
Non va più via l'odore del sesso che hai
addosso,
si attacca qui all'amore che posso che io posso
ti dico solo:
non va più via davvero
non va più via nemmeno se...
Non va più via
Caro anonimo..
...adoro Ligabue e le sue canzoni....
guarda questo video...
http://www.youtube.com/watch?v=fcs-8p0M54M&feature=related
Michi An.
grazie ..il video è
grazie ..il video è splendido :-)lo conosco bene !!
Credo che questa canzone in certi punti esprima esattamente quello che qualcuna di noi ha scritto nei vari commenti!!
Ed il video da maggior peso alle parole con le immagini
....
Leggo e rileggo ogni post
Leggo e rileggo ogni post ,ogni virgola che scrivete ...senza troppi respiri e con un po' di coraggio provo ad esprimermi:Bulimia sessuale difficile è stato,per me,rendermene conto elaborarlo e superarlo come altra sfaccettatura della mia Bulimia ..Non me ne rendevo conto a 14 15 anni volevo essere accettata adattandomi ed accettando il primo che veniva (bello brutto,interessante ,pulito ,sporco non mi interessava)per aggiungerlo e diventare la ''puttana ''della scuola...beh si non male mi dicevo domani commenteranno che mi son fatta il piu' figo ...senza mai soffermarmi sulla sensazione di sporco ,viscido ,orrido che avevo addosso...una sensazione che mi sono trascinata dopo anche 3 violenze subite in cui mi dicevo non voglio sentire che fa male e li' continuavo ad anestetizzare senza Mai e dico Mai dar peso a cio' che mi stavo creando...un mondo aleatorio in cui aveva la risultante solo una grandissima abbuffata ...che fosse di cibo,di sesso di alcol nulla importava...L'importante era cancello ,riempio cancello ...sono andata avanti cosi' per tanti anni ...dichiarandomi innamorata del primo che mi desse attenzioni ..del primo stupido purchè mi lasciasse libera di agire nella mia Malattia ...quello che pretendeva solo sesso e per me il suo silenzio poteva valere qualunque merce di scambio...Ad oggi posso dire di aver fatto davvero un grandissmo lavoro sulle cause che hanno portato tutto questo...e a Voi Ragazze che siete ''Sulla Strada del Vostro Percorso'' dico solo una cosa:è durissima piu' di quanto fosse lo stare nel sintomo ma pian piano arrivera' Il Momento ...quel momento in cui ''quelle frfalle nello stomaco '' di cui avete sentito parlare esisteranno in positivo,un abbraccio ,un bacio avranno un Valore ...sara' un valore aggiunto per la vostra persona quello del sentire la bellezza di Un'emozione di qualsiasi si parli...Vi abbraccio a tutte !!
Grazie..sento in queste
Grazie..sento in queste parole la profondità e il ricordo vivo di una sofferenza elaborata e non dimenticata.E' durissima hai ragione, questo enorme scoglio della sfera affettiva è un macigno molto più bastardo di quanto potessi pensare. A volte vorrei non sentirlo in nessun senso , sia verso le possiilità di libertà che mi si stanno aprendo, sia verso il richiamo al passato;voglio sentire me e basta e non capisco cosa io abbia dentro di così complicato e annebbiato che non mi fa aver luce su cosa voglio.Mi spinge avanti la vostra continua testimonianza,il vostro mettermi davanti la reltà,il ricordo e quando dici che ci può essere quella bellezza semplice e aggiuntiva e non compensatoria delle emozioni, , mi si scalda il cuore..
Martyy
Marty, abbiamo sempre fatto
Marty,
abbiamo sempre fatto in modo nel sintomo di non voler sentire nulla ,di non voler provare nulla quando invece il sentire ed il dolore erano piu' forti di ogni altro ...
Fondamentalmente quando ho deciso di curarmi l'ho fatto senza credere a nulla ,avendo disprezzo di tutto e tutti mi sono semplicemente Affidata !!
E' difficile spiegarti cosa pensavo in quel momento ...mi ricordo semplicemente che quando vedevo dei sorrisi il mio animo li respingeva come =ipocrisia ...quando qualcuno provava a darmi un abbraccio o un bacio d'affetto mi sentivo inadeguata ,non meritevole di un gesto simile che pe me ,come avevo scritto nel post precedente ,valeva come merce di scambio...si insomma Marty per far l'abitudine a tutto quello che un Ver gesto possa avere ci ho messo tanto tempo ...
L'unica cosa che mi ripetevo era: ho sempre anestetizzato che mi costa provare a fare qualcosa che nn ho mai fatto?
Beh se ti occorre per la tua testolina provaci ...tentale tutte come sono convinta tu stia gia' facendo supportata ...
Quando dici che nn vuoi sentirlo in nessun senso io ti dico ...L'oltre è un Mondo da scoprire ...non voglio rendere tutto banale e facilotto perchè non lo è ...ti posso solo dire che ce la si fa !!Passi lenti ,giorno dopo giorno avrai modo di comprendere i tuoi perchè ...ad oggi vai Avanti ...non sei piu' complicata di tante altre ...hai solo il Coraggio di Vivere e voler Vivere godendoti tutte le emozioni possibili!!L'unico modo è il percorso che stai facendo !!
Un abbraccio forte :-)
BULIMIA SESSUALE
Ho letto questo post un bel pò di volte prima di rispondere, d'altronde la bulimia sessuale è qualcosa che mi ha accompagnato per vari anni.
Ti ho sentito proprio tanto, e proprio l'altro giorno in gruppo ti avevo di fronte e ho pensato : su certi aspetti siamo due specchi; e ho sentito quanto è importante parlarne a vicenda e che lavorandoci le cose possono veramente cambiare.
Ripenso a quando sono arrivata a Mondosole e con quanta superficilità raccontavo di alcuni rapporti.Ero diversa, non mi rendevo conto di quanto male mi faceva e poi non volevo rinunciare a quell'adrenalina che precedeva tutto, dopo anche il senso enorme di vuoto, e di schifo era coperto con il cibo.
Qunato odio provavo verso gli uomini..partendo dal primo uomo della mia vita, mio padre. Da lui ho conosciuto la sessualità: sentendoli la notte, il dolore di mia madre e la voglia di mio padre, piccola per capire.
Lavorandoci terapeuticamente ora non è più cosi, dopo molti sorzi, ad oggi ho un ragazzo, ma soprattutto non sento più tutta quella rabbia, e ho deciso veramente di abbandonare tutti quegli schemi e regole che erano nella mia testa.
Vere
Quanto dolore si nasconde
Quanto dolore si nasconde dietro ogni compulsione...dopo tanto tempo ce l'ho fatta anche io a scrivere in questo post...per il mio passato io vivo la sessualità come qualcosa di sporco,schifoso...il mio desiderio è come un peccato,una macchia nera nella immagine bianca di me stessa che vorrei di donna pura che non ha bisogno di provare piacere in quel senso...odio il mio desiderio e sono terrorizzata anche da quello dell'altro,non ho mai avuto un ragazzo....non ho conosciuto la bulimia sessuale ma ho conosciuto e conosco tutt'ora altre forme di compulsione legate a quella sfera...è come picchiare un corpo fino allo svenimento e contemporaneamente godere per essere quello stesso corpo e sapere di meritare ogni singolo colpo...un ansiolitico illusorio che porta a infiniti sensi di colpa dopo...
Volevo ringraziare infinitamente la mia compagna di percorso per aver condiviso con tutte noi la sua preziosa esperienza...grazie amica,credo tu abbia dato tanto da riflettere a tutte noi...ammiro tanto la tua forza e continuando così credo che arriverà il giorno per tutte noi nin cui arriveremo ad accettare di sentire il nostro VERO desiderio,quello ricco di amore per l'altro ma soprattutto per NOI STESSE...
G. MondoSole
anoressia sessuale
io invece ho sempre legato il sesso al peccato e allo sporco. colpa dell'educazione delle suore e di un abuso anche se non violento ma fatto per gioco da un ragazzo più grande di me su di me che ero una bimba piccola piccola (avevo 5 anni credo). Ho fatto l'amore per la prima volta a 28 anni e con un compagno solo. benchè lo facessi per amore purtoppo dopo l'atto mi sono sempre sentita sporca. e oggi che col mio compagno sono in "pausa di riflessione" sono felice di poter avere un alibi per non dover più fare sesso. io sto male. tanto. perchè non riesco a vivere il piacere sessuale, neanche se legato all'amore. e tutto l'appagamento che non mi viene da lì lo cerco nel cibo. ma soprattutto nello sport. Faccio qualunque tipo di moto dalla mattina alla sera. di continuo. la mia è una bulimia sportiva. palestra mattina. palestra pomeriggio. camminata la sera. addominali. appena il mio muscolo si è riposato 30 minuti subito mi devo alzare e andare. non posso amare e essere amata. non riesco a condividere amicizie, relazioni, famiglia. ogni rapporto interpersonale è dosato col contagoccie tra un allenamento e un altro. E NON MI POSSO FERMARE. anche l'anoressia sessuale- relazionale fa male all'anima.
...un abbraccio...
..Che bello leggerti sul blog tesoro, mi ricordo di quando ti sei aperta in gruppo...in quell'occasione soprattutto ti ho sentito tanto perchè hai condiviso con noi ricordi intensi e difficili da raccontare, ma ti ringrazio per averlo fatto, nonostante penso possiamo tutte capire quanto sia difficile...
penso che ogni vissuto abbia condizionato la nostra crescita, in un modo o nell'altro, abbia inquinato questa sfera così delicata e complicata..
Mi ha colpito il tuo "non mi posso fermare" perchè è stato anche il mio motto per tutti gli anni di anoressia..
i miei NON POSSO erano infiniti..non posso non studiare, non posso non dare l'esame, non posso prendere l'influenza perchè significava fermarmi! non posso non andare a lezione, non posso non fare sport, non posso mangiare questo o quello, in pratica non ero libera di fare niente....
non potevo fermarmi perchè per me era una perdita di tempo...non potevo non seguire tutti i miei schemi...
tesoro, poi piano piano ti rendi conto che il corpo non riesce piu a seguire tutti questi "devo", tutti questi "non posso".....e capisci che non sei cosi forte come pensavi, ma che la malattia è più forte e ti sta controllando...ed ha costruito un po alla volta una prigione, sempre piu stretta e sempre piu soffocante...
dobbiamo continuare a lavorare per liberarci da queste catene che ci impediscono di scegliere liberamente....
grazie ancora piccola,
un abbraccio..
Michi An.
Credo sempre di più che sia
Credo sempre di più che sia spesso un problema di umiltà, nel senso che dobbiamo tutti, io per prima, fare pace con noi stessi, accettare che non siamo perfetti, che abbiamo debolezze e fragilità, che se anche il mondo ci chiede nientemeno che essere i numeri uno, noi non lo siamo, forse siamo i numero due o forse gli ultimi ma questo non è un problema nostro, bensì di chi crede ancora che ciò sia importante. Ogni essere umano ha limiti e fragilità,non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo essere forti e saper affrontare tutto e tutti da soli, chiediamo aiuto agli altri, questo è da uomini non da deboli.
Irene
Tesoro grazie per esserti
Tesoro grazie per esserti aperta...è stato tanto importante quello che hai scritto,soprattutto perchè ti sei presa un attimo in cui riflettere e guardarti dentro davvero...ti sei FERMATA...è vero l'anoressia sessuale fa male,perchè comunque è una forma di bulimia,un eccesso di resrizione...inizia ad affidarti completamente e vedrai che piano piano,stando insieme a noi e ragionando lucidamente sempre più riuscirai a dare un nome alla tua sofferenza e imparerai ad accogliere ogni tipo di sentire senza anestetizzarlo...e solo sentendo ti libererai,ma è importante non avere fretta...e ricorda che se vuoi...CE LA FAI...
Ogni volta che lo vorrai sarò,saremo con te per lottare verso la vita...
Un abbraccio
Giulina
Grazie
La tua testimonianza mi tocca tanto, sono felice di vederti qui, felice che tu sia tra noi, felice dei tuoi passi avanti. Ti stringo fortissimo
Fra
sporca
cara, ti capisco quando dici che ti sentivi sporca dopo un rapporto. Anche io col mio primo ragazzo ricordo che la prima volta mi sentivo in colpa perchè avevo tradito quell'ideale di me limpido e puro , immacolato non toccato non rovinato per sempre..mi sentivo di aver tradito la fiducia di mia mamma, di essere stata facile e ormai macchiata.Tanto era forte la fusione con mia mamma che non ero libera di avere un mio giudizio su nulla, una mia etica, un mio sentire.E il giorno dopo ho dovuto dirglielo per sapere se fosse arrabbiata o se mi pensasse una poco di buono come diceva a quelle che sentiva in televisione, elogiando le vergini fino a sopra i vent'anni..stereotipi ma per me modelli da seguire..Poi anche per molto tempo dopo ogni volta che finiva un rapporto ,soprattutto quando iniziavo a sentire un certo desiderio e poi quando questo non veniva ricambiato, dovevo lavarmi, togliere ogni odore, ogni segno, ogni capello sul lenzuolo, sulla mia pelle..e tante volte soprattutto quando ancora non mi concedevo di sentire il mio desiderio, mi dicevo che almeno avevo smaltito un pò di calorie..meccanica ginnastica senza sentimento..Anoressia di desiderio, di vita, di emozioni, di imprevisti, di momenti vissuti senza pensare al prima o al dopo...Mi sono privata tante volte di restare a letto la domenica mattinan rilassati e accoccolati perchè dovevo fare,dovevo andare a camminare, pulire, studiare, ordinare ciò che la sera prima avevo messo in disordine;e questo mi faceva ancora più rabbia, perchè non potevo nemmeno concedermi un attimo di riposo..Quante catene che devono tenere a bada quel cucciolo che abbiamo in noi che vuole essere ascoltato vuole spazio, e poi ovvio che ruggisce se lo si soffoca sempre , se lo si è fatto per una vita intera..Ma quel cucciolo è più dolce e vitale di quanto si creda, è con noii e non contro di noi.Se lo si segue lo si lascia parlare, potrà solo andare meglio.Credi a questo cara, si può solo guadagnare..datti tempo..la vita arriva la puoi cogliere..noi siamo qui con te.
Martyy
Mia Cara..
Che bello vedere anche te nel blog..
Quello che posso dirti è che sia l'eccesso che la restrizione, in questo caso in campo sessuale, provocano una grande sofferenza.. Per me, nonostante il mio trascorso diciamo "burrascoso" in questo ambito, il sesso è ancora qualcosa di profondamente destabilizzante, non scenderò nei particolari, ma, come sottolinea anche la testimonianza, il sesso può fare davvero paura anche a chi ne ha abusato!
Per quanto riguarda la compulsione sportiva,ti capisco,anche io ne ho sofferto,seppur in un brevissimo periodo,ma credo che comunque, ognuna di noi può ben comprendere il tuo dolore, la frustrazione, il senso di sconforto, l' importante però è non crogiolarsi in questa insoddisfazione, poichè ha due facce bastarde..da un lato soffri, ma dall'altro, godi moltissimo, il godimento malato..quanto ci sarà familiare??
Ti dico: FORZA!! Lasciati guidare, affidati, noi, se vuoi, siamo con te.
Ti abbraccio.
Benny
bello è condividere, bello è
bello è condividere, bello è esserci, bello è ascoltarvi. ci provo. grazie. questo blog è un'opportunità davvero utile e stupenda. grazie Benny. grazie mondo sole. Ele
.....
purtroppo penso di aver incontrato un vero sadico..
che si incastra perfettamente con la mia dinamica masochista..
mi fa incazz...talmente tanto che impulsivamente reagisco anche esagerando....
poi riesce a farmi sentire in colpa...
fino a chiedergli scusa....
per poi riniziare coi suoi giochi perversi, ad attirarmi da lui, con un misto di paura ed eccitazione......
le sue volgarità, le sue parole sono un misto di schifo e di eccitazione cosi come è lui ai miei occhi, una persona di cui ho paura e attrazione allo stesso tempo..
io non voglio essere piu attratta da questi giochini
scusate lo sfogo ma sono confusa da quello che mi succede, da quello che sento e dall'altalena di emozioni che vivo...
e volevo almeno scriverle visto che non posso parlarne ora...
Michi An
...dai Miki.........
...so che è difficile Miki nn lasciarsi coinvolgere e trascinare da colui che rappresenta ciò che più desideri ma anche ciò che più odi...ma hai con fatica con grandissima fatica preso in mano la tua vita e devi preservarla sempre...a te solo a te resta la scelta tra le catene e la libertà...e se hai bisogno di sostegno di coraggio noi ci siamo miki e puoi attingere tutta la forza per liberarti anche da quest'altra catena da cui ti stai facendo imprigionare.........
ti voglio bene
roby
..grazie Roby..
Grazie Roby, grazie ragazze...
Ad essere sincera l'effetto del gruppo di sabato è stato quello di una martellata in testa...però sicuramente mi hanno toccato molto certe parole, su cui mi sto fermando a riflettere...quindi grazie a tutte...
il problema Roby, è che una parte di me si sente felice in quelle catene, ci vuole stare perchè non c'è nessuna altra cosa che le dà lo stesso effetto, lo stesso piacere, lo stesso godimento, masochista...e rinunciare a tutto questo per essere liberi, ma una parte di me dice "liberi da chè"? liberi di non sentire il desiderio, liberi di non provare piacere...?? allora non voglio essere libera...
Però si, forse devo passare da questa frustrazione per poi poter provare un'altra strada più sana...anche se secondo me è una scelta che mi porta cmq ad una insoddisfazione...
vorrei scrivere queste righe che mi hanno colpito...
IMPARERAI DALLE TUE ESPERIENZE...
…imparerai la differenza fra dare una mano ed incatenare un cuore…
Ed imparerai che amare non significa appoggiarsi,
e che stare insieme non significa sicurezza…
Imparerai che i baci non sono contratti e i doni non sono
promesse…
Imparerai ad accettare i tuoi fallimenti a testa alta
e con lo sguardo in avanti..
Ed imparerai a costruire oggi il tuo sentiero,
perchè il terreno di domani è incerto,
Accetterai che le buone persone possono ferirti
qualche volta e che avranno bisogno del tuo perdono
imparerai che parlare può alleggerire i dolori dell’ anima..
imparerai che le vere amicizie continuano a crescere
nonostante le distanze…
E che non importa quello che hai nella vita… ma chi hai nella Vita….
E che i buoni amici sono la “famiglia” che ci è permesso di
scegliere…
Scoprirai che ci vuole tanto tempo x arrivare ad essere ciò che vuoi essere…
Imparerai che se non avrai il controllo della tua vita,altri lo avranno per te
e che essere flessibile non significa essere debole o non avere una personalità perché non importa quanto delicata o fragile sia una situazione… esistono sempre due strade…
Imparerai che gli eroi, sono le persone che hanno fatto quello che era necessario fare, senza aver paura delle conseguenze…
Imparerai che la pazienza ha bisogno di molta pratica…
Imparerai che maturare non c’entra nulla con l’età,
ma ha a che fare con quello che hai imparato dalle tue esperienze…
Imparerai che i tuoi genitori fanno parte di te, più di quello che pensi…
Imparerai che ci sono persone che ci amano, ma che non sanno dirlo…
Imparerai che non basta sempre essere perdonato…
Ma qualche volta dovrai imparare a perdonare…
Imparerai che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è rotto, il mondo non si ferma perchè tu possa ripararlo…
Imparerai che il tempo non può tornare indietro e quindi devi seminare il tuo giardino ed abbellire la tua anima oggi senza aspettare che qualcuno colori il tuo tempo…
Allora capirai che puoi resistere a tutto…
Che sei forte e che puoi arrivare molto più lontano di quello che pensavi quando credevi di non farcela…
E che nella vita non devi farti guidare dalla paura di perdere quello che avrai conquistato… ma devi solo avere il coraggio d’affrontarla…
(William Shakespere)
Michi An.
Michi
Io sono una che sbatte la testa...una che deve vedere per credere...ma Mondosole mi sta insegnando che ci si può fermare prima.
Si può fare!!
E non si perde nulla.
Si guadagna. Si guadagna in autostima, si guadagna in voglia di vivere, di cercare quell'affetto e quel piacere in una persona che MERITI.
Ultimamente ho usato spesso questo termine.
Io MI MERITO di più.
IO MERITO di stare bene.
Me lo merito perchè non posso e non DEVO continuare a perpetuare il gioco malato e masochista dell'amore materno. Mia madre, come tua madre, in modo diverso ma simile, sono bambine che non hanno avuto i nostri strumenti per crescere.
Noi possiamo cambiare il NOSTRO corso delle cose. Imparare una nuova forma d'amore: SANA.
Conosco una ragazza che ha una bimba e l'ho vista maltrattarla, dirle parolacce...sua madre faceva lo stesso con lei...ma lì il cerchio è chiuso, e spezzare la catena difficile.
Tu PUOI farcela, come sto riuscendo io a dire NO agli abusi psicologici...sei ancora in tempo a tornare indietro.
Ricorda che le fantasie masochistiche possono essere "ripulite" portandole nei giochi di un normale e paritario rapporto di coppia...
TI dedico una canzone che amo tantissimo, del mio adorato Capossela...ascolta il testo...soprattutto la parte in cui parla...
http://www.youtube.com/watch?v=N2u2rUASaAQ
UN abbraccio grande
tesoro grazie...
tesoro grazie...ho ascoltato 3 volte la canzone per capire bene il testo...non la conoscevo...mi sono scritta alcune frasi che per me sono più significative...poi magari te le mando via mail...
razionalmente non posso non darti ragione su quasi tutto quello che hai scritto..spero di riuscire ad essere abbastanza forte...
ti ringrazio anche perchè mi hai dato uno spunto importante che però è troppo complicato da scrivere qui e adesso (sia perchè sono al lavoro.....sia perchè devo ragionarci un pò su per trovare le parole..)
buon lavoro cucciola!
ti stringo forte....grazie ancora,
Michi An.
ringrazio un post anonimo...
...che ha rimandato ad una pagina, o meglio, ad uno scritto: IL MASOCHISMO: IL PUNTO DI VISTA PSICOANALITICO riporto lo scritto di seguito: I comportamenti di alcune persone e, soprattutto nella sfera sentimentale, di alcune donne, sembrano chiaramente autolesionistici, inutilmente portati alla sofferenza, a volte persino piegati, oltre ogni ragionevolezza, all’umiliazione e al disprezzo da parte del partner. Questi comportamenti e atteggiamenti non sono ovviamente tutti della stessa entita’, ma si situano all’interno di uno spettro, possiamo dire, che va da sporadici e modesti tratti relazionali di sottomissione a veri e propri ‘stili’ comportamentali in cui la persona sembra ricercare, nel rapporto amoroso, tutto cio’ che la fa soffrire.
Come terapeuti, ci si domanda pertanto se tali comportamenti possano rientrare nell’ambito clinico chiamato ‘masochismo’.
Occorre fare un passo indietro. Il termine viene inizialmente usato da Freud (1905, Tre saggi sulla teoria sessuale) per indicare alcune deviazioni sessuali in cui il soggetto cerca, non solo accetta, la sofferenza fisica e psicologica come mezzo per ottenere il piacere, all’interno del registro perverso del sadomasochismo (Freud comprende presto, infatti, che i ruoli possono facilmente ribaltarsi e “laddove vi e’ il masochismo possiamo sempre ritrovare anche il polo opposto, il sadismo”). Questi primi studi di Freud, per quanto gia’ peculiarmente psicoanalitici, risentivano ancora dell’interesse che la scienza medica della fine del secolo scorso nutriva per le deviazioni sessuali, e sono in parte ancora ispirati al famoso trattato di Kraft-Ebing, Psychotapia Sexualis (1886). Freud chiama questa forma di masochismo come erogeno: esso designa quell tipo di persone che, piu’ o meno incosapevolmente, cercano un partner sessuale sadico, che abbia cioe’ caratteristiche opposte alle loro e che infligga dolore e sofferenza, realizzando cosi il rapporto perverso sadomasichistico.
Successivamente, l’interesse di Freud si sposta sull’analisi delle fantasie inconscie che stanno dietro alla posizione di sottomissione (1919, Un bambino viene picchiato), scoprendo che si tratta spesso di fantasie legate al desiderio edipico, nella bambina, di essere amata e sottomessa al padre, e creando cosi’ le basi per la futura suscettibilita’ adulta del masochista nei confronti di figure paterne o che rivestano autorita’. Piu’ avanti ancora, a conclusione del suo pensiero (1924, Il problema economico del masochismo), Freud estende il concetto di masochismo dal ristretto campo sessuale o dallo specifico della fantasia edipica, al comportamento umano piu’ generale e al carattere femminile. Al masochismo del primo tipo, detto appunto erogeno, si aggiunge cosi’ il masochismo morale e quello femminile.
La ricerca inconscia della sofferenza non si limita piu’, quindi, allo scenario sessuale, ma si puo’ estendere allo stile esistenziale globale della persona, caratterizzandone le scelte, le motivazioni, i comportamenti.
Poiche’ dobbiamo sempre tenere presente che la natura e la spinta profonda di un tale assetto psicologico e’ essenzialmente inconscia, noi potremmo avere una persona, ad esempio una donna per restare al nostro argomento, che vive ripetute relazioni sentimentali autolesionistiche ed infelici ma consapevolmente non le vorrebbe, sul piano razionale e cosciente desidera invece, in tutta sincerita’, trovare un partner adeguato a cui non sottomettersi e con cui vivere serenamente. La psicoanalisi ci ha insegnato da tempo che questi due registri, conscio ed incoscio, possono purtroppo convivere in piena contraddizione dentro di noi, portando avanti istanze del tutto diverse e opposte, ad esempio conscientemente possiamo sentirci attratti da A (supponiamo, il successo di una nostra iniziativa), ma inconsciamente remare contro verso B (lo scacco, il fallimento della stessa iniziativa), con il risultato di generare in noi un conflitto psichico inconscio. Lo stesso vale per le relazioni affettive: una persona puo’ consapevolmente ed in totale buona fede desiderare una vita sentimentale costruttiva ed appagante, ma inconsciamente ricercare proprio quel tipo di esperienze o di persone con le quali tali realizzazione e’ impossibile.
Il motore interno del masochismo (parliamo sempre, da ora in poi, di masochismo morale), la forza inconscia che ne costituisce la spinta, Freud la individuo’ nella presenza dell’istinto di morte (1920, Aldila’ del principio del piacere), una pulsione inconscia antitetica alla libido, cioe’ all’istinto di vita, che in queste persone e’ particolarmente elevata, o non sufficientemente fusa, mescolata cioe’ alla libido che ne dovrebbe attutire la distruttivita’, cosicche’ si ritrova libera ad operare all’interno della psiche, causando la ritorsione dell’aggressivita’ verso il Se’ (nel masochismo, appunto) o verso l’oggetto, l’Altro (nel sadismo). Il nostro inconscio e’ abitato da una lotta pressoche’ continua tra istinti di vita e istinti distruttuvi, per Freud (posizione, questa, non condivisa da tutto il corpus psicoanalitico), la notra salute e la nostra capacita’ di costruire legami positivi dipendono dalla prevalenza, in noi, di forze vitali; se prevale l’inconscio istinto di morte, la distruttivita’, di cui il masochismo e’ un’espressione, siamo portati a compiere scelte e comportamenti distruttivi per il nostro benessere, ad esempio con la scelta di relazioni amorose fallimentari e dolorosa (va precisato, naturalmente, che la distruttivita’, in quanto incoscia,non solo puo’ non apparire del tutto dall’esterno, ma puo’ essere mascherata da comportamenti di segno opposto, come e’ il caso si quei temperamenti cosiddetti maniacali sempre portati all’esuberanza e all’ottimismo).
La terza tipologia di masochismo, quello che Freud vedeva come connaturato alla femminilita’ e che chiamo’ pertanto femminile (1931, Sessualita’ femminile), e’ stato oggetto di molte critiche, come e’ noto, ed e’ da ritenersi oggi un concetto piuttosto desueto. Esso si identifica con la posizione femminile passiva, per Freud e alcuni allievi (in particolare Helene Deutch, con Psicologia della donna), legata alla differenza anatomica tra i sessi che vede il maschile in posizione di attivita’ (possessore del pene) e il femminile in posizione di passivita’ (in quanto mancante dell’organo maschile, castrata).
La psicoanalisi moderna ha portato aventi, in parte superandolo, il discorso freudiano, e vede nel masochismo un’origine plurideterminata: vi sono casi in cui effettivamente l’aggressivita’ del soggetto e’ rivolta verso se stesso, con necessita’ di autopunizone e quindi sofferenza masochistica, ma piu’ spesso troviamo casi in cui la ricerca inconscia della sofferenze e dell’umiliazione costituisce la ripetizione, in forma diretta o ribaltata, delle vicende traumatiche infantili. Il bambino o la la bambina che hanno subito traumi, come ad esempio genitori maltrattanti, sadici o trascuranti, possono ricercare lo stesso copione relazionale nella vita adulta, non gia’ per ricerca del piacere o per eccesso di aggressivita’ interna, ma per una sorta di perenne vicinanza all’area traumatica infantile, come se inconciamente si fosse destinati a ripetere, anche nel tentativo di modificare, un vissuto doloroso, e non si riuscisse a fare diversamente.
Siamo cosi’ arrivati al tema di questo sito. Una sofferenza masochistica di origine traumatica inconscia, talora avvertita in parte anche coscientemente, puo’ determinare alcuni dei comportamenti che qui prendono il nome di Mal d’Amore. Si tratta di donne, piu’ spesso, che ‘scelgono’ ripetutamente relazioni amorose frustranti, con uomini inaffidabili, respingenti o maltrattanti, apertamente o subdolamente, che talvolta impongono loro rinuncie, infliggono sofferenze gratuite e le espongono a umilizioni su piu’ versanti della vita, in ogni caso donne che possono essere perfettamente adulte e ‘funzionanti’ in altre aree della loro esistenza, come il lavoro, ma ritrovarsi come costrette, obbligate da una tirannia interna, a vivere relazioni di questo tipo. Come se vivessero in una prigione, talvolta in un lager interiore, di cui non riescono a vedere ne’ i confini, ne’ la via d’uscita.
L’esperienza analitica e psicoterapica rivela spesso, nell’infanzia di queste pazienti, una storia traumatica di deprivazione affettiva, o di violenza e abuso da parte di adulti significativi da cui dipendeva la vita del bambino, irrinunciabile per lui. Il trauma puo’ essere anche apparentemente modesto, ma ripetuto nel tempo (cosiddetto ‘trauma cumulativo’), come ad esempio una madre alternativamente affettuosa e maltrattante, e venire introiettato nella mente del bambino come l’unica realta’ possibile.
Nella mia esperienza clinica, di rado ho constatato la presenza di piacere nel subire maltrattamenti da parte di queste pazienti (sebbene sia possibile, nel tempo, che in via secondaria si instauri una certa erotizzazione della sofferenza, sulla quale occorre poi lavorare in terapia), piu’ spesso l’attaccamento al partner maltrattante o trascurante posa su altre ragioni: l’idea che cosi sara’ piu’ amata, la garanzia fantasticata contro l’abbandono, o perche’ e’ l’unica forma di relazione che conoscono.
Credo che quest’ultimo caso sia particolarmente significativo e meriti la nostra attenzione. Quando una bambina, nella prima infanzia, ha appreso emotivamente che per avere un po’ di attenzione e amore dai genitori doveva sopportarne gli accessi di rabbia, gli sbalzi d’umore, gli abusi o le imprevedibilita’, potra’ essere incosciamente portata nella vita adulta, anche quando non ne sussiste piu’ il bisogno, a ritenere quel tipo di relazione come naturale, l’unica possibile per lei, per lei che non e’ degna di altro.
Dal punto di vista psicoanalitico, e’ dunque importante conoscere a fondo il mondo interno della donna (o dell’uomo) che soffre di questa patologia relazionale, risalire alle radici infantili inconscie dove spesso il trauma e’ stato negato o minimizzato, essendone intollerabile l’elaborazione e l’integrazione con il resto della personalita’, allo scopo di ‘rimettere mano’, insieme al terapeuta, a questo insieme di rappresentazioni interne patogene e dolorose.
Credo sia importante che giunga a queste persone il messaggio che non si tratta di un destino ineluttabile, anche se il percorso puo’ essere talvolta lungo e difficoltoso, ma che noi possiamo sempre, tramite un lavoro psichico, ridare fiato e spazio alle nostre parti vitali, e riparare infine le nostre antiche ferite.
Concludo con una breve vignetta clinica, ad esemplificare la spinosita’ ma anche la potenzialita’ del percorso terapeutico. Una paziente in analisi, che e’ riuscita dopo molte incertezze a divorziare dal marito, un uomo dalla grave personalita’ narcisistico-sadica che la aveva sottoposta ad ogni genere di incuria ed umiliazioni, al progressivo liberarsi di questa penosa sudditanza ha iniziato a provare un profondo senso di spaesamento, quasi di smarrimento di identita’, durato diversi mesi. “Prima sapevo dove stare – disse la paziente – avevo il mio posto…ora non ce l’ho piu’”.
Solo un attento e paziente lavoro terapeutico condiviso puo’ portare questa donna brillante e intelligente, e altre come lei, a ritrovare un suo posto che non sia necessariamente quello della sudditanza ad un oggetto sprezzante e irragiungibile, come lo fu un tempo l’oggetto primario, la madre, ed in seguito tutti i suoi sadici sostituti. Quel posto, riteniamo, e’ necessariamente prima di tutto un luogo terapeutico, di qualsivoglia orientamento, purche’ capace di creare lo spazio per un nuovo discorso condiviso. dott valdrè
anch'io lo faccio
anch'io lo faccio
cliccate
http://www.youtube.com/watch?v=Va0I8EmKna0
senza parole...
meraviglioso Chiara, grazie...
è stato emozionante guardarlo accanto alla persona che lo ha scritto...
Benny
GRAZIE!
..grazie...il video più intenso, più forte e più emozionante che ho mai visto...
ringrazio di cuore la mia compagna di percorso...
e tu Chiara per aver fatto un video che mi ha commosso e mi ha fatto venire una stretta allo stomaco..
le immagini e la musica insieme, e poi le parole della ragazza...forti, incalzano nella mia mente e nel cuore...
mi viene da piangere perchè mi ritrovo in alcune frasi, in alcune immagini..
con sincero affetto,
Michi An.
Grazie, Leggo, nelle tue
Grazie,
Leggo, nelle tue parole un flagello così accomunante e sento nelle tue parole quella ricerca della vita anche dentro il dolore più grande che pure ci accomuna tutte. Quella della strada dura, e vera, che ci porta le mani al viso, ci gira la testa ci apre gli occhi, che entri la luce e arrivi al cuore!!!
Ti conosco e so che valore anno le parole che hai scritto, per te inquanto te. Mi si bagnano gli occhi, di gioia e dolore insieme, perchè ho idea del lavoro doloroso che è porsi difronte alla realtà di ciò che la malattia ci ha portate, per comprenderla e comprendersi e so che grande passo è.
Ti abbraccio,forte.
Giulietta
Grazie di cuore
Grazie ragazze
chi di voi mi conosce bene sa chi ha postato questo blog, e la scelta di anonimità non riguarda tanto voi, quanto la sede "pubblica" della mia testimonianza.
Leggere le vostre risposte mi dà un profondo senso di comprensione, di unione.
Ora più leggo più mi rendo conto il problema su cui focalizzarmi, che riguarda tante di noi, è il cercare dentro di sè LO SGUARDO CHE APPAGA.
Le mie ultime settimane sono state l'ultimo tentativo smanioso di procurarmi un minimo godimento isterico attraverso questo meccanismo perverso.
Sebbene non ci sia più tutta quella carica adrenalinica, quel gioco al massacro, quel far male e farmi male, e non ci sia più l'arma del sesso...resta il fatto che faccio fatica a GUSTARE, come dicevo in fondo al post.
Con il cibo mi è accaduto questo: che piano piano, le abbuffate e il vomito non mi davano più godimento, erano una fatica.
Ora sta succedendo lo stesso sul piano emotivo. Ma sono pronta. Non voglio più tutto questo.
So che ogni strappo è doloroso, ma lo elaborerò con voi.
Grazie Chiara
Un abbraccio
Se è proprio vero che l'unico
Se è proprio vero che l'unico sguardo che appaga è da cercare dentro di noi allora siamo sicure che c'è e nessuno può prenderlo o toglierlo, siamo certe che è quello vero,lo sguardo che ci dice che andiamo bene così, che ci vogliamo bene e siamo preziose.Io non ne ho la più pallida idea di come ci si possa sentire, ma sento bene ora ,quello che mi procura averlo cercato fuori soprattutto dalla persona che mi era accanto..e non averlo cercato in me.Ma devo trovare la forza di accettare che sia proprio io a determinare in larga parte il mio benessere:io a poter star bene anche da sola.Io con le mie cose da fare , nella routine, nelle amicizie e anche nelle difficoltà che posso affrontare anche senza dover sempre avere una spalla..idealmente..Forzaaaaaaaaaaaaaaaaa
Martyy
Mia Cara
Mia Cara.....
Grazie a te!
Sono e siamo con te in questo momento di transizione!
Forza tesoro, che vinci anche questa!!
Benny
autobiografiE
ora posso riprendere fiato..è una di quelle lettere da leggere senza pause,virgole o punti..respiro e sicura di non ancora aver perso la memoria nel pensare di averlo scritto io, mi catapulto improvvissamente nel passato,un passato che sa di ieri, di un'adolescenza mai stata tale,di serate passate a scegliere il prossimo "amore"per sentirsi un po' meno sole ma sempre piu' troia..scusate le parole ma la verita' e' tale quando la si guarda in faccia e la si chiama per nome.. ora le do il nome di bulimia sessuale ma a 16 a 18 anni al tipo di turno o alla mamma che non si preoccupava di tenersi per se la pessima opinione che aveva di me;chi spiegava che quella che credeva un angioletto improvvisamente si era trasformata in una "divoratrice" di uomini... nel mio caso spesso e volentieri gia fidanzati..chi spiegava a tutte alla mia migliore amica alla quale puntualmente portavo via il ragazzo, che era in realta' dentro di me c'era una grande sofferenza?? chi avrebbe parlato per me,chi aavrebbe urlato il dolore che quelle mani sul mio corpo mi procuravano??nessuno.. cosi tra un ""amore"" e l'altro tra un ragazzo in prestito e l'altro mi abbuffavo di tutto cio' che in realta' mi avvelenava in un gioco di perverso godimento..non c'erano parole ma digiuni che punivano per me le mie azioni come un giudice supremo ripulivano il mio corpo sporcato.. poi il vomito sordo soffocava il suono di una voce che avrebbe chiesto di rendere carezze quelle mani violente e bramose di altro, dolci quegli occhi disinteressati e distanti,avrebbe chiesto amore avrebbe chiesto all'altro di restare comunque senza condizioni solo per me....vorrei sottolineare una cosa importante..non ho mai avuto un ruolo passivo,,non ero consapevole dei motivi che mi spingevano a questo tipo di dipendenza..ma ero assolutamente consapevole del mio ruolo e di cio' che alla fine cercavo...non voglio stare qui ad elencare cause fatti o spiegazioni analitiche cio' che mi sta a cuore e' riuscire a trasmettere il senso di liberta' che si acquista quando si riesce a comprendere i motivi che ti rendono schiava di una dipendenza.. c'e sempre un perche'..uno servo e' tale fin quendo ha un padrone..e se lo si rende libero puo' farne a meno e se si rende conto che anche senza catene è al sicuro comincia a muovere i primi passi da solo..senza piu' leggi senza un padrone a cui sottostare..la liberta' di cio' che si è credo sia il primo passo per liberarsi da catene sintomatiche..non ho piu' bisogno di tenere un uomo o una donna a me con il sesso, ora so' che se mi è accanto è perc hè c'e ben altro che la tiene legata.. non ho bisono di rubare uomini di altre donne ora che ho fatto pace con la figura di mio padre e mia mamma... non ho bisogno di abbuffarmi di tutto solo per confermare il mio esistere..cerco di assaporare l'amore che ho..ma fa ancora tanta paura..forse perchè è uno solo autentico e prezioso...con affetto..ilma
Servus
"Un servo e' tale fin quando ha un padrone..e se lo si rende libero puo' farne a meno e se si rende conto che anche senza catene è al sicuro comincia a muovere i primi passi da solo..senza piu' leggi senza un padrone a cui sottostare.."
In questo momento non mi è chiaro chi sia il padrone porca miseria...da cosa devo liberarmi? dalla fame ossessiva di avere qualcuno accanto? dal godimento del rifiuto o del rifiutare? (vomitata e vomitante?)
grazie per questa riflessione...
autobiografiE
ora posso riprendere fiato..è una di quelle lettere da leggere senza pause,virgole o punti..respiro e sicura di non ancora aver perso la memoria nel pensare di averlo scritto io, mi catapulto improvvissamente nel passato,un passato che sa di ieri, di un'adolescenza mai stata tale,di serate passate a scegliere il prossimo "amore"per sentirsi un po' meno sole ma sempre piu' troia..scusate le parole ma la verita' e' tale quando la si guarda in faccia e la si chiama per nome.. ora le do il nome di bulimia sessuale ma a 16 a 18 anni al tipo di turno o alla mamma che non si preoccupava di tenersi per se la pessima opinione che aveva di me;chi spiegava che quella che credeva un angioletto improvvisamente si era trasformata in una "divoratrice" di uomini... nel mio caso spesso e volentieri gia fidanzati..chi spiegava a tutte alla mia migliore amica alla quale puntualmente portavo via il ragazzo, che era in realta' dentro di me c'era una grande sofferenza?? chi avrebbe parlato per me,chi aavrebbe urlato il dolore che quelle mani sul mio corpo mi procuravano??nessuno.. cosi tra un ""amore"" e l'altro tra un ragazzo in prestito e l'altro mi abbuffavo di tutto cio' che in realta' mi avvelenava in un gioco di perverso godimento..non c'erano parole ma digiuni che punivano per me le mie azioni come un giudice supremo ripulivano il mio corpo sporcato.. poi il vomito sordo soffocava il suono di una voce che avrebbe chiesto di rendere carezze quelle mani violente e bramose di altro, dolci quegli occhi disinteressati e distanti,avrebbe chiesto amore avrebbe chiesto all'altro di restare comunque senza condizioni solo per me....vorrei sottolineare una cosa importante..non ho mai avuto un ruolo passivo,,non ero consapevole dei motivi che mi spingevano a questo tipo di dipendenza..ma ero assolutamente consapevole del mio ruolo e di cio' che alla fine cercavo...non voglio stare qui ad elencare cause fatti o spiegazioni analitiche cio' che mi sta a cuore e' riuscire a trasmettere il senso di liberta' che si acquista quando si riesce a comprendere i motivi che ti rendono schiava di una dipendenza.. c'e sempre un perche'..uno servo e' tale fin quendo ha un padrone..e se lo si rende libero puo' farne a meno e se si rende conto che anche senza catene è al sicuro comincia a muovere i primi passi da solo..senza piu' leggi senza un padrone a cui sottostare..la liberta' di cio' che si è credo sia il primo passo per liberarsi da catene sintomatiche..non ho piu' bisogno di tenere un uomo o una donna a me con il sesso, ora so' che se mi è accanto è perc hè c'e ben altro che la tiene legata.. non ho bisono di rubare uomini di altre donne ora che ho fatto pace con la figura di mio padre e mia mamma... non ho bisogno di abbuffarmi di tutto solo per confermare il mio esistere..cerco di assaporare l'amore che ho..ma fa ancora tanta paura..forse perchè è uno solo autentico e prezioso...con affetto..ilma
Fame di sesso...fame di amore
Fin da adolescente io ho sempre DOVUTO attirare l’attenzione di un qualsiasi uomo che attraversava il mio raggio visivo, dovevo sedurre anche persone di cui non mi importava nulla e anche uomini sposati, fidanzati di amiche, docenti, colleghi, datori di lavoro…io dovevo piacere a tutti!Quanta fatica, quanta frustrazione, quanto masochismo… Ho avuto tanti ragazzi, tante storielle, nessun grande amore…Poi arriva Lui: lo voglio, lo desidero, voglio farlo mio perché solo lui riempie il mio vuoto. Finalmente il sesso è bello, ma ben presto diventa l’ennesima ricerca di conferme: di essere amata, desiderata, voluta…e per questo lo voglio sempre, in qualsiasi momento e occasione. Non mi basta mai. All’inizio è eccitante ma poi lui non riesce più a starmi dietro, dice che non è normale, io lo incolpo dicendo che non mi vuole abbastanza, gli vomito addosso tutta la frustrazione e insoddisfazione che mi lacera dentro… E’ una lotta durata 5 anni…poi a giugno finisce e io, per non sentire quel dolore che mi sbriciolava il cuore, inizio ad uscire, sballarmi, ubriacarmi e cercare uomini. Ogni sera è una caccia, ogni uomo che mi guarda una possibile preda, ogni preda un oggetto da usare, da cui trarre il godimento di cui avevo bisogno per poi cacciarlo via. Mi sentivo forte, una donna libera e sessualmente disinibita, capace finalmente di divertirsi e fare cose che non avevo mai provato prima. In realtà era tutto effimero perché non appena mi fermavo un attimo sentivo il vuoto comprimermi il petto, e allora ancora, di più e ancora …Ragazzi conosciuti un paio d’ore prima finivano nel mio letto e prima che l’alba sorgesse erano già andati via. Solo ora riesco a vedere il mio comportamento per quello che era: l’ennesima abbuffata. Solo adesso sento la stanchezza di quel gioco perverso….solo adesso sento finalmente la stanchezza, non solo per questi ultimi mesi, ma per tutti gli anni passati…da persona malata!
Vale
Vale
Ti sei aperta tantissimo...ti stai aprendo sempre di più...grazie per come ti stai affidando a questo percorso, grazie da una persona come me che ha fatto e talvolta FA resistenza, perchè ora che sono aperta all'ascolto e alla voglia di seguire i consigli, vedere persone come te gettarsi a braccia aperte sapendo, sentendo di essere accolta in un abbraccio, fa davvero BENE. E' un esempio.
Ti stringo forte! Dai che ce la facciamo...
Grazie!
Mi dispiace non ti sia firmata, però GRAZIE!!Il mio affidarmi e oppormi alle resistenze che sento tirare dentro di me ogni giorno è una gran fatica, ma cerco di far vincere una timida vocina che sussurra che è il percorso da seguire per irradiare la mia vita di Sole!!!E poi siete voi, le mie compagne, a darmi una gran forza giorno dopo giorno...Finalmente non mi sento più sola a questo mondo!
un abbraccio forte
Vale
Ho fame di essere voluta, di
Ho fame di essere voluta, di essere desiderata e di essere scelta.Non sono mai sfociata nelle bulimia sessuale quella cattiva e prepotente, anche perchè ho vissuto molto più la fase di anoressia di vita ed ero riempita da ciò che avevo attorno :tennis, mamma, fisica, ideali ,schemi..Ho avuto un solo ragazzo sul quale ho riversato tutti i miei bisogni e a cui ho fatto tante richieste di qualcosa che non poteva arrivare; per del tempo ho sentito una fame di essere cercata, riempita e continuamente riconosciuta come la sua donna.Io chiedevo e chiedevo per farlo MIO, non per poi buttarlo via ma proprio per non separarmene più.Sii parte di me, riempimi :io senza te sono vuoto e freddo...ecco cosa sentivo ecco ciò di cui avevo bisogno..no..HO bisogno..Quella fame vorace che non è sazia mai, dall'esterno non arriva nulla che davvero la sazi.Ieri ho provato una sensazione di solitudine incredibile e il mio pensiero correva a tante figure diverse dalle quali mi sarebbe bastato anche solo un messaggio di conferma:tranquilla io penso ancora a te...e alla fine chi ho chiamato??Mio padre..Era l'unico uomo( perchè di quello avevo bisogno)che sapevo che potevo chiamare e che poteva rispondermi , che aveva un legame con me e che ce l'avrà per sempre..Però non c'era quello che volevo..perciò triplo vuoto..
Una base di richiesta di amore credo ci sia in tutte le dipendenze che fanno veramente un male cane..
Martyy
Per Marty
"Ho fame di essere voluta, di essere desiderata e di essere scelta"...
queste parole mi hanno colpito molto perchè è quello che sento anche io Marty, ma come dice anche Vale, nessun ragazzo potrà mai riempire il vuoto che abbiamo dentro, dobbiamo imparare a volerci bene se vogliamo essere libere di amare, senza cercare un risarcimento per l'amore che ci è mancato, perchè noi non valiamo in base a quanto siamo considerate, volute o desiderate dagli altri...
è difficilissimo interiorizzare queste cose, perchè il desiderio di attrarre, di conquistare e di piacere è stato mio, nostro, per una vita...ma continuando a lavorarci penso che ci meritiamo di liberarci da questa prigione che ci fa del male, che è un eterno ritorno di dolore.
grazie tesoro anche per quello che mi hai scritto,
stringiamoci per andare avanti insieme come abbiamo sempre fatto,
ti voglio bene
Michi An.
Quanto ti capisco Marty!Ho
Quanto ti capisco Marty!Ho provato e provo ancora la stessa sensazione, lo stesso bisogno, la stessa fame mai sazia...ma come dici tu "dall'esterno non arriva nulla che davvero la sazi"...Finchè non sapremo amarci veramente e bastare a noi stesse, questa nostra fame non sarà mai sfamata, perchè nessun altro può colmare i nostri vuoti. Solo la nostra forza e il nostro coraggio di scoprirci Donne saprà trovare nell'incontro con l'altro la vera libertà di amare ed essere amate veramente!Proviamoci insieme Marty, diamoci questa possibilità!
Vale
Mi sentivo come in un tunnel
Mi sentivo come in un tunnel buio senza via d'uscita...mi accorgevo che c'era qualcosa che non andava bene...non riuscivo più a fare a meno delle mie droghe:il cibo e il sesso...si alternavano e si sovrapponevano...due forme diversa di bulimia...ma stesso massacro...
Come un cacciatore sceglievo la mia preda e la rincorrevo finchè nn la rendevo mia...l'adrenalina della conquista era fortissima...e nel momento in cui avevo in pugno la preda, come in una vera e propria abbuffata, dovevo consumare subito quel cibo...ma poi il senso di schifo, la nausea, il senso di colpa mi assalivano e via, dovevo vomitare via il lui di turno.
Ogni rapporto sessuale mi lasciava dilaniata nell'animo e nel corpo...eppure quel dolore fisico che provavo durante ogni rapporto sessuale(provavo solo esclusivamente dolore e null'altro) era per me una purificazione, lavava via il peccato originale: quell' abuso non accettato, non elaborato....
ogni rapporto mi confermava che io ero colpevole, io avevo sedotto io avevo conquistato...mi sentivo un mostro...
...eppure non potevo smettere di farlo...avevo bisogno che quel mio sentire fosse sempre confermato in una catena senza fine...
...e poi l'andare a letto con tanti uomini mi faceva sentire di essere una vera donna( in base ai parametri che avevo di ciò che vuol dire donna) ...offuscava, anestitizzava il mio sentire, copriva il mio reale desiderio che non volevo assolutamente sentire,accettare,ma che col tempo si faceva sempre più forte...
...oggi con tanta fatica e con l'indispensabile aiuto di Mondosole ho capito tanti perchè,ho rimarginato tante ferite, e sto capendo giorno dopo giorno sempre meglio chi sono e cosa voglio......
........e sopratutto io che credevo di non essere in grado di poter amare, mi sono innamorata....ed è una cosa meravigliosa...
RobyNa
S.P.E.C.C.H.I.
S olo, era come mi sentivo
P aura,che mi ha devastato me che ora mi aiuta
E sagerazione, in tutto..droga,sesso,soldi, violenza
C ocaina, la mia fedele e feroce compagna della notte
C attivo, come mi vedevano, come mi conoscevano..non ero io!
H o sbagliato, la frase più difficile che ho imparato a dire
I ndifferenza totale verso il sentimento altrui
..è così..non siamo altro che specchi, l'uno con l'altro.
questo è molto lampante in me quando leggo o ascolto qualche storia che "mi somiglia".
Ero uno di quei ragazzi che "accoglievano" le ragazze della compagnia che si mostravano molto facili..ed ho sempre pensato: "sono delle t...e". cavolo come ero limitato e fragile!! oggi penso che il mio sesso libero e sfrenato, seppur sotto coca o eroina o ecstasy, derivava da cose che sto capendo adesso, piano piano. " il sesso è una cosa normalissima, parliamone, bisogna sentirsi liberi ma...è VIETATO TRASGREDIRE!!!!" queste le parole che giravano in casa, nella mia famiglia all'apparenza fedele ma devastata da sotterfugi e tradimenti che si concatenavano da generazioni. E nella mia testa "VIETATO=ADRENALINA=FALLO!!!"
Grazie a Mondosole, GRAZIE Giada, Grazie a tutte Voi e Grazie a me stesso e al NOSTRO GRANDE CORAGGIO.
Vi voglio bene!!
Massimo.
Massimo
Tu e la tua ragazza per me siete un punto di riferimento importante. Vi voglio bene, singolarmente e come coppia.
Ti voglio bene per la forza che hai avuto nel liberarti di tutte le dipendenze, ti voglio bene per la voglia che hai sempre e comunque di metterti in discussione, ti voglio bene perchè volertene è un pò come mettermi allo specchio e volerne a me stessa...e lo stesso vale per Giada.
Il NOSTRO GRANDE CORAGGIO è un dono che è arrivato insieme al dolore...e noi facciamo di tutto per tenerlo vivo, perchè l'urlo di dolore non torni a soffocarci come prima, in qualsiasi forma sintomatica si presenti. So che in questo mio post ti sei trovato, o vi hai trovato persone che conosci e del cui dolore non avevi percezione... ma solo perchè non ascoltavi il tuo.
Io ho scritto questo post con l'amorevole richiesta di Chiara, poco convinta di quanto avrei potuto DARE, e ora sento che sto ricevendo TALMENTE TANTO che qualcosa deve essere arrivato! Il momento più forte per me è stato riascoltare la mia testimonianza su youtube... ho provato la sensazione fortissima allo stomaco di essere DAVVERO IO quella persona, non semplici righe in cui avevo tentato di riversare qualcosa...
Ora ho un groppo in gola perchè finalmente ho SENTITO la FORZA del mio stesso ESSERMI CAPITA...e continuo a scoperchiare il mio vaso di Pandora....
Grazie Massimo, e grazie infinitamente ancora, Chiara...
SOLLEVARSI DALLA MENTE DI INGANNI
n una vita trascorsa ad abbuffarsi e vomitare, o ad affamarsi, si ha bisogno di tempo per imparare a conoscere i propri gusti. Assaggiare invece che divorare, degustare invece che ubriacarsi.
mi hanno molto colpito queste frasi. anchio ho passato periodi in cui mi sentivo una pallina che nn si fermava mai e finiva fra le lenzuola di uno e le braccia di un altro,con la sbronza a portata di bicchiere "ubriaca di malinconia" per concludere tutto in digiuni o abbuffate e approdare infine al water.
tutto questo perche non vedevo me stessa. ed è difficile riuscire a vederMi sempre perche ancora sn un pochino fragile ma ce la faro a sollevarmi dalla mente di inganni che si è impadronita del mio cervello e del mio corpo in questi anni.
Serena
Ho sempre pensato che la mia
Ho sempre pensato che la mia estrema liberta' sessuale fosse uno dei miei pregi, e provavo rabbia per quelle persone che trovavano nella sessualita' qualcosa di prezioso da dover difendere in nome di un sentimento.
Sono cresciuta in una famiglia alquanto chiusa, direi bigotta sotto tanti aspetti e in me c'era la profonda convinzione di arrivare pura al matrimonio. Tutto questo sicuramente non era farina del mio sacco! Diciassette anni e ancora temevo ogni forma di approccio con l'altro sesso.
Da lì a poco la situazione sarebbe cambiata radicalmente, l'abuso sessuale di cui sono stata vittima e a cui solo oggi riesco a dare un nome ha compromesso gran parte della mia visione della sessualita'. La mia arma di difesa contro una violenza che non ero pronta a vedere e' stata quella di ripetermi e poi ripetere che le mie idee strambe sulla donna pura e immacolata fossero tutte sciocchezze e che per me la sessualita' non fosse poi cosi' importante, da difendere, perche' per me sarebbe stata sempre la mia prima volta. Anche questa volta non era farina del mio sacco! Sette anni di fidanzamento hanno tenuto a freno ciò che già a parole si stava preannunciando e dico a parole perchè in quei sette anni la mia attività sessuale era costellata di tanti tabù e privazioni. Ma come nel cibo la restrizione porta all'abbuffata, cosi' anche per me è arrivata la bulimia sessuale fatta di troppe serate in preda all'alcool
e di troppi sguardi che neppure mi piacevano ma mi cercavano e non so se mi desideravano ma mi volevano e a me bastava!
Oggi ho un rapporto fisso con un uomo che adoro ma che tante volte non riesco a desiderare perchè il mio desiderio è compromesso e ancora molte volte la mia idea dell'amore passa da quella maledetta adrenalina che allora mi faceva sentire viva mentre adesso dico che ero MORTA.
S. MondoSole
La tua testimonianza, forte,
La tua testimonianza, forte, inutile negarlo, mi fa capire quanto grande possa essere la sofferenza di una persona e quanto sia difficile imparare a guardarla in faccia con onestà ed umiltà.Da madre di figli adolescenti tremo al pensiero di non accorgermi della loro sofferenza o di esserne adirittura la causa! Com'è difficile crescere, maturare, imparare ad amare, eppure quando si inizia a capire che è necessario farlo si sta gia percorrendo la strada giusta.
Un grande in bocca al lupo per te, per la tua vita, perchè tu possa ricominciare ad amarti e ad amare nel modo giusto, ti assicuro che ne vale la pena, te lo dice una che da 30 anni ama lo stesso uomo divertente e carissimo.
Irene
Grazie...
Questo è di certo uno dei post che mi più mi ha colpita.. Non solo perchè l'argomento mi tocca particolarmente, argomento che sto iniziando a trattare e viscerare, ma anche perché ho la FORTUNA di conoscere la persona che ha lasciato la sua preziosa testimonianza..
Prima di arrivare a MondoSole, non avevo mai sentito parlare di "bulimia sessuale", sapevo di aver sempre avuto un rapporto strano, particolare, con la sfera sessuale, ma non pensavo che fosse di fatto un sintomo..
Ogni serata, in momenti sintomatici ben definiti, era per me una vera e propria "caccia". Definivo sprecate le serate in cui non avevo conquistato le mie prede.. Ricercavo nella seduzione costante, martellante, una confema del mio essere femmina, donna, credevo che in quel modo, fatto di sguardi e provocazioni, sarei riuscita ad aver il controllo, ad essere io quella con il "coltello dalla parte del manico", ad essere dunque forte, non "vittima" delle sensazioni che, nella mia ottica mi rendevano debole. Ogni qual volta infatti ottenevo ciò che volevo, con tutta la frustrazione e l'insoddisfazione successiva, buttavo via, letteralemente, la persona a cui avevo indirizzato la mia attenzione, mi importava ben poco che dall'altra parte potesse esserci un essere umano con dei sentimenti... Trattavo quelle persone come fossero cibo, li divoravo e li ricacciavo fuori...proprio come il mio sintomo, dal punto dei vista alimentare, mi aveva "insegnato"...
Anch'io tenevo una sorta di taccuino in cui annotavo le mie conquiste, specificando con vari colori ciò che avevo fatto con loro... Che grande anestesia e illusione era tutto questo unito alla bulimia e all'alcol..
Ad oggi sento ancora questa spinta forte, ancora ho la triste convinzione che se mi innomoro sono debole e vulnerabile.. Ma, per mia grande fortuna, sono nel luogo che può aiutarmi a crescere e abbandonare questa maschera, che può aiutarmi ad incanalare queste pulsioni in qualcosa di sano e meraviglioso...
Dico GRAZIE di cuore alla persona che ha portato la sua testimonianza, alla persona con cui condivido ogni giorno fatica, dolore, ma anche conquiste e vittorie! Ti voglio bene amica, compagna. Grazie con tutto il cuore.
Benny
...
Esistono tante forme di dipendenza d'amore, sessuale o da cibo, poco conta.E' il no che non si riesce a dire a danno di se stessi e della propria autostima.E capita anche con chi ami tanto e solo per tenertelo vicino, per poi scoprire che l'unica libertà possibile è quella di decidere tu.In un attimo, in quell'attimo in cui i fumi dell'ebbrezza si diradano e rimane il solo dolore pressante e cocente, che ti invade e non puoi che accettarlo e tentare di capirci qualcosa.Tutto è possibile, anche se estremamente doloroso.Ma esistono svariate possibilità che ogni dipendenza offusca.Ma ci sono.E bisogna coglierle, in un cammino lento perchè cetrosino e delicato.E tutte noi possiamo farcela
Ero UN CORPO.
Ora si chiama "bulimia sessuale"... All'epoca neanche si parlava di bulimia...
Ero molto sovrappeso (più di 80 kg) e desideravo tanto piacere ai ragazzi.
Circondata da "amiche" magre...ero grassa. Non piacevo, mentre loro avevano svariati corteggiatori.
Avrei fatto DI TUTTO per averne anch'io.
Ho iniziato a seguire una dieta "fai da me" e, parallelamente, a chattare con ragazzi sconosciuti con i quali fissavo degli appuntamenti.
Prendevamo qualcosa al bar... Poi un giro in macchina; dopodichè ci fermavamo.
"Lui" iniziava ad abbracciarmi, a baciarmi, a TOCCARMI...
Io ero UN CORPO. E lui continuava.
Avevo gli occhi aperti e guardavo nel buio.
Desideravo scappare e non subire quel corpo su di me: quel corpo che voleva spogliarmi.
Ero vergine.
Mi chiedeva: "Perchè no?" Avrei voluto dirgli: "Perchè ho disperatamente bisogno di affetto!"
Era questa la scena che si ripeteva con diversi ragazzi.
Non so per quale fortuna (o, forse, perchè non ero attraente), nessuno ha mai abusato in modo completo del mio corpo.
Questo mio considerarmi un oggetto pur di ricevere una qualche attenzione, è durato qualche anno; ma ho sempre avuto tanta paura del sesso vero e proprio (paura e vergogna... anche con colui che sarebbe stato il mio ragazzo).
Poi sono fortemente dimagrita: troppo.
Ho attraversato contemporaneamente i tunnel della "drunkoressia" e della "bulimia sessuale".
Ho richiamato il mio ex ragazzo, pur di fare sesso con qualcuno. Sinceramente non ricordo se quella volta c'è stato un rapporto completo (spesso ho i ricordi offuscati).
Intanto - da magra - piacevo ai ragazzi ed, ogni tanto, uscivo con qualcuno...
La scena si ripeteva, ma io non cedevo... Ricordo, però, che rimanevo quasi immobile sotto le "sue" mani vogliose.
Poi sono ricaduta nella bulimia ed ho smesso di uscire. Non volevo neanche andare a scuola.
Ho smesso anche di desiderare un rapporto.
Poi, ancora, sono dimagrita ed ho conosciuto il sesso appagante (con quello che si spacciava essere il mio ragazzo ma che, invece, mi usava in un periodo di riflessione tra lui e la sua ragazza storica).
Finalmente ho conosciuto l'Amore appagante... Ma, devo ammetterlo, i rapporti sono sempre condizionati dai miei kg.
Penso che la "bulimia sessuale" si manifesti in modi diversi, a seconda che si soffra di bulimia/anoressia/binge... Soprattutto, sono diverse le cause che la scatenano...
Che sofferenza scrivere questo post...non mi sono neanche loggata...non mi venivano le parole per scrivere...
re: Ero UN CORPO.
Grazie con tutto il cuore per questa testimonianza così preziosa!!!
Grazie!
ChiaraSole
c4@chiarasole.it