Partendo dalla mia esperienza personale spero di poter offrire qualche input di riflessione. Per quanto mi riguarda, parlando di dipendenza posso dire che una delle più dolorose e frustranti è stata quella affettiva. A partire dal rapporto morboso e simbiotico con mia madre che si alternava da momenti idilliaci al rovescio della medaglia che si rivelava incredibilmente violento, fino alla sfera sentimentale. Ed è su questo che vorrei soffermarmi in questo post. Duranti gli anni di malattia, che si sono alternati tra un sintomo e l’altro, ho tentato di costruirmi una vita sentimentale.
Prima di tutto ogni persona che sceglievo aveva in se dei perché specifici da ricondursi a tutto quanto ancora non avevo risolto dentro di me. Ogni persona non era casuale, così come ogni sofferenza. Ogni persona aveva precise caratteristiche materne o paterne, in base alla necessità del momento. Ora era da accudire e proteggere, persona che aveva bisogno di aiuto, perché ancora più malata di me, ora si trattava di una persona dominatrice, violenta, “cattiva”. Ogni volta la frase di rito era che “capitavano tutti a me”, ma in realtà mi sono resa conto che non era affatto un caso la scelta della persona in questione, era come se da subito esisteva una sorta di energia che faceva in modo che io e lui ci scegliessimo in base ai nostri disagi, in base ai nostri bisogni. Non ero pronta per una relazione matura! Accadeva che io mi attaccava ad ognuno in modo ASSOLUTAMENTE morboso. Ero possessiva, cercavo in tutti i modi di fondermi con quella persona, dovevamo essere un uno! Lui doveva respirare la mia aria e viceversa. Non sopportavo che potesse stare bene se non c’ero anche io. IO DOVEVO ESSERE SOGGETTO E UNICO OGGETTO DELLA SUA VITA. Vorrei fare l’esempio di una situazione per essere più chiara: ci eravamo conosciuti in discoteca, io stavo vivendo un periodo particolarmente complesso, ero molto fragile, anestetizzata da sintomi bulimici e dall’alcool. Per tutelarmi da me stessa non mi era permesso di uscire da tempo, ma una sera ho avuto questa possibilità, così con amici sono andata in discoteca e ho incontrato Lui. Avevo bevuto e dopo una notte insieme ho sentito l’obbligo di recuperare mi sono auto convinta di innamorarmi di lui, tanti erano i sensi di colpa di essermi buttata via così: io avevo circa 18 anni e lui 30. Poco dopo iniziata questa relazione gli ho impedito di avere interessi di ogni tipo. Doveva e poteva stare solo con me. Era diventata un’ossessione assordante, massacrante. Non mi bastava mai, dopo un primo momento di benessere non appena lo vedevo… subito dopo sentivo la disperazione, perché avvertivo dentro che quel benessere era fittizio, non reale, non abbastanza. Una manetta ancora più stretta del cibo. Inizialmente, i sintomi alimentari si erano affievoliti: perché la dipendenza si era spostata nel legame con lui, ma poi tutto è tornato con più violenza e cattiveria. Spesso quando si pensa o si dice che trovando una persona o un innamorato può essere un aiuto alla malattia stessa è un’illusione, perché in realtà è l’opposto, tutto si sposta da una dipendenza all’altra e una persona con questa patologia fatica a portare avanti più sfere della vita contemporaneamente. Non appena si incontra una persona tutto il resto scompare, ma poi torna moltiplicato. Ogni cosa non basta mai. Sempre di più ancora e ancora. All’inizio era tutto bello, tutto meraviglioso, ma dopo un po’ mi dava fastidio ogni cosa e questo è proprio il rovescio della medaglia della dipendenza e cioè il conflitto che lega ancora di più. Dalle paroline dolci si è passati all’aggressività e tutto è scoppiato, si è sgretolato. Io gli ho reso la vita impossibile, non me ne rendevo conto, ma per ottenere ciò di cui avevo disperatamente bisogno, facevo di tutto. Una pseudo relazione del genere poteva e doveva solo scoppiare! Mentalmente sono rimasta legata a lui e ricordo che ho fatto tanta fatica ad aprirmi alla possibilità di vivere sentimentalmente ancora perché avevo idealizzato questa persona per tanti motivi ampi e profondi. Sono passati 15 anni, e ricordo bene quel dolore, la sensazione che chiamo lo strappo della dipendenza: un dolore infinito che toglie forza e possibilità di ragionare, che non c’entra nulla con il rispetto dell’amore. E’ come se morisse una parte interiore. Il ripetersi di una situazione esistenziale.
Penso sia fondamentale lavorare su se stessi per comprendere quali siano le dinamiche che portino a cercare un certo tipo di partner o comunque compagni con caratteristiche simili che nell’unione portano sempre a soffrire in modo da poter ripulire questa stessa sfera. In fondo se prima non si trova se stessi come si fa a trovare l’altro adatto a se?! (nutrirsi di una persona non è una soluzione ai propri disagi)
Un ultima cosa si dice sempre che due innamorati sono due metà che si completano, ebbene, in realtà: sono due unità che si incontrano e amano reciprocamente il rispettivo modo si essere senza volerlo modificare, amando e rispettando la libertà dell’altro.
Inutile dire che si potrebbe scrivere per ore, potrei parlare di me tanto e tantissimo… ma intanto questa prima parte penso offra qualche elemento di riflessione.
ChiaraSole
www.chiarasole.it
Commenti
ho sofferto tanto durante la
ho sofferto tanto durante la mia infanzia e quel dolore ancora non è finito.
Sono diventata Bulimica se così posso chiamarmi, sinceramente non lo so nemmeno io.. non sono alla ricerca di cibo se non ce lo non importa ma se ce lo ne mangio fino a scoppiare, fermarsi è impossibile..
sono però rare le volte che mi abbuffo, mi basta una minima quantita di cibo per rinchiudermi in bagno, basta anche solo una semplice mela...
Non penso che il mio comportamento sia dato dal desiderio di essere magra ma ben si da un bisogno di aiuto!!
Non riesco ad accettare che qualcosa entri nel mio corpo, penso che se qualcuno mi vede ingrassata significa che sto bene e invece non sto bene e voglio che qualcuno se ne accorga..
fin da piccola mi sono mancate le figure genitoriali, sia materne che paterne; A CAUSA DI CIO ora ho due problemi:
a cusa di mio padre, non riesco ad avere un rapporto, non solo sessuale, con un ragazzo, gli uomini mi fanno schifo, non hanno significato per me eppure mi commuovo quando vedo un padre che abbraccia il proprio figlio. a causa di mia madre sono alla continua ricerca insazziabile di affetto e questo avviene su qualsiasi persona donna che incontro ormai da anni a cominciare dalla maestra dell'asilo fino ad arrivare ad adesso alle superiori con delle mie prof.. in mezzo ce ne sono tantissime altre. non sono lesbica, solo il pensiero mi infastidiscie, pur non avendo niente cotro questa persone..
sto male, davvero male, sono stanca di aver sempre bisogno ossessivamente di qualcuno, sono anni che combatto, ora non ne ho più davvero le forze.. ho un problema alimentare, che sia bulimia o anoressia, da 5 anni e non so come uscirne,non so come fare. di soldi non ne ho, ho 18 anni e vivo sola con la disapprovazione di tutta la mia famiglia, sono stata 4 anni in comunita per dei problemi famigliari, al compimento della maggiore età non me la sono sentita di tornare a casa e tuttora non me la sento e questo non mi viene perdonato da chi è dentro quella casa, mia mamma sta male ed io mi sento in colpa per non essere lì con lei, le voglio bene ed è la cosa che ho più cara al mondo ma non riesco a starle vicino come dovrei, quando mia madre non ci sarà più mi sentirò ancora più in colpa di adesso.. HO PAURA E NON SO COSA FARE... CHIEDO AIUTO!!..
per anonima
Cara anonima,
quanto dolore c'è nelle tue parole...mi ha colpito il fatto che tu abbia già individuato molte dinamiche interne alla tua famiglia...e c'è tanta tanta sofferenza dentro al tuo corpo che cerchi in tutti i modi di annientare...
Hai chiesto aiuto a qualcuno? da queste malattia non se ne esce da soli,a maggior ragione in una situazione come la tua...hai bisogno di essere seguita da qualche terapeuta...
Ascolta perchè non scrivi una mail a Chiara? Lei potrebbe aiutarti a trovare la soluzione più fattibile,perchè come vedi la tua non è VITA...e oltre che noi,chi meglio di lei ti può capire?prova a parlarle,d'altronde se hai scritto qui credo che un pò di speranza in lei la riponi...pensaci ;)
Ti stringo forte
Giulina
senza paracadute
Ho scelto questo spazio perchè proprio qui, fino a poco tempo fa,ho lasciato tanto dolore, ho versato ogni gocciolina di lacrime sul tavolo su cui è appoggiato il pc, ho lasciato frustrazione, senso di sconfitta, rabbia perchè non era possibile, non era reale che stesse succedendo davvero a me, era amara la verità..ho lasciato con timida fierezza testimonianza della mia decisione, e ho visto i progressi, per poi lasciar spazio ad altro e voler metter via questa parola (vita)dipendenzaaaaaa.
E' vero che è passato del tempo, ma non credo poi così tanto..Ora ho deciso di lasciare che l'istinto prevalesse su troppi ragionamenti, a costo di perdere qualcosa e di smuovere un equilibrio senza volerlo tener su con un filo di cotone quando attorno c'è una bufera. Mi sentivo frustrata, che mi stessi limitando per paura,che fosse un modo per non andare avanti in nessun senso. Ho deciso che adesso io mi ascolto, non faccio più finta di niente, per paura di sbagliare:se le situazioni e le sensazioni cambiano e mi dicono qualcosa, vuol dire che io ho l'obbligo verso me stessa di non farle tacere per la paura del cambiamento..Di non modificare me per adattarmici, ma di affrontarle, di andarci incontro e di viverle.Qualcosa in entrambi i casi sarebbe successa di spiacevole, lo avevo già messo in conto ,senza sbagliarmi, però ho agito perchè altrimenti avrei fatto del male solo ed esclusivamente a me....e mai più..se riesco a capirlo e a sentirlo prima.Allora l'ho fatto, mi sono esposta, o la và o la spacca, anche se con la razionalità sentivo qualche freno che mi intimoriva: mi diceva "cosa fai?ci sono mille dinamiche nel mezzo per cui tu sei attratta, la terza, l'infantilità di lui, il suo modo molto fisico e costante di attaccamento.."però ogni giorno mi sentivo sempre più triste, frenata, sofferente e ho agito...In quel momento che stupore nel sentirmi ricambiata, cercata, desiderata, era tutto bello , nuovo, dolce, inaspettato , unico, mio, desiderato e liberatorio, sopratutto mi sentivo fiera di me per averci provato e per non aver avuto paura di un "non ti voglio se non come amica".
Però...e ci sono tanti però che in questo momento mi fanno stare male,So che è successo da una settimana e che non ho avuto tempo di capire bene, che è tutto nuovo e che mi sono subita le cattiverie e i gesti di odio e ripicca di una persona a cui io ho fatto male facendo come ho fatto:mi sono sentita una poco di buono , una traditrice, una che fa i sotterfugi e che non è stata rispettosa, ma io so di non aver programmato nulla e di non averle voluto fare male.Perciò tra tutto, in questo clima di freddezza, di stranezza in cui le cose erano cambiate dal venerdì al lunedì io mi sono sentita spiazzata. E ho una gigantesca paura inoltre che io avessi previsto una sua morbosità ,che ora sento riversata su di me e soffocante, e non esserci stata attenta.E non voglio che possa rintaccare la libertà che con fatica mi stavo(sto)conquistando in campo affettivo, e ora interpreto tutto come eccessivo e sono arrabbiata con me perchè non mi aspettavo che mi attraesse ancora questo. Così non mi do nemmeno il tempo di vivermi la giornata e le nove ore tutti i giorni con lui....E sono in apnea anche se sto solo scrivendo...Ora mi fermo, respiro e mi ascolto..Però ho un terrore enorme comunque in questo momento che un pò mi annebbia....
Matyy
BO MARTY
te hai fatto quello che sentivi, e questo non può mai essere sbagliato. Tuttavia mi chiedo e ti chiedo com'è che ci si deve sempre ficcare in relazioni complicate con persone infantili, o non libere, come terze, di nascosto... Com'è che non possiamo riuscire ad avere un qualcosa di un pochino semplice, normale, chiaro, NON COMPLICATO ? Ti voglio tanto bene. elegu
Sai ele, forse leggo io solo
Sai ele, forse leggo io solo questi aspetti adesso perchè sono spaventata, mi sono allarmata. Ho fatto ciò che sentivo e lo rifarei.Sto rimettendo dei punti di vista che conosco, con cui ho sempre ragionato. Però so che ogni relazione è diversa, anche io sono diversa sennò sarei rimasta al mio vecchi posto..Ho solo paura di rifarmi così male, credo sia normale..però con calma mi sento di volerla vivere ogni giorno e provare a mettermi in gioco e a dare fiducia ad una persona in cui io forse ancora leggo certi atteggiamenti con un' ottica passata e spaventata...Cmq è alla luce del sole a tutti adesso..cmq grazie tesoro..
X Marti
Marti penso sia naturale che ti stia così. Sei in apnea perchè stai esplorando un mondo nuovo,stai conoscendo una persona nuova e stai conoscendo il TUO desiderio a confronto con quello di un ragazzo.questo ti piace. lo vivi con grande senso di colpa proprio perchè tutto questo ti è piaciuto.
La paura dello stare male di nuovo ci sta,però non deve essere un'espediente per non goderti questa neostoria e sabotarla (e come sai noi siamo brave a sabotare ciò che ci potrebbe far stare meglio)...Ti sei buttata e secondo me hai fatto bene perchè lo sentivi. Sai,appena ci si concede di provare piacere e di "tradire" la propria dipendenza affettiva ci si da spesso della poco di buono. Ma poco di buono per cosa? Io ti ho vista quando parlavi di lui,mi hai mandato un sms che mi ha aperto il cuore per come ero felice per te.Una poco di buono,una donna che tradisce è decisamente altro.
Sei una persona che sta scoprendo la vita e credimi,la razionalità spesso DEVE essere messa da parte....anche perchè ho visto una martina che soffocando il proprio desiderio stava decisamente male....Piano piano tesoro....e sono tanto orgogliosa di vederti tornare a vivere...
Fermati...respira...ascolta!!!
ti voglio bene
Giulina
che dolce grazie, mi riempi
che dolce grazie, mi riempi di dolcezza e di forza, tu sei una piccola grande donna che ammiro crescere e sono fiera faccia parte della mia vita, grazie...sempre per tutto e per i tuoi interventi sempre così preziosi, costanti e interessanti, si vede quanto sei grata a questa tua nuova vita e a chi ti ha accompagnata nel costruirtela, si sente quanto ci tieni, e la tua forza, voglia di vivere, di aiutare e portare te stessa si avverte tanto, è di stimolo e ammirazione
ti voglio bene piccola
Martyy
BY Martyy
BY Martyy
so che marty
so che ad oggi sei un persona che riflette, ragiona, si tutela, si vuole bene- Perciò mi fido delle tue scelte. elegu
La mia dipendenza affettiva
Questo è stato il primo post che ho letto di questo blog e ovviamente mi ha subito trafitto il petto di dolore, ma ancora adesso lo rileggo continuamente e mi fa male, perché nonostante il tempo passi e io continui a fare passi avanti nel percorso, Lui continua a popolare i miei pensieri, a volte in modo ossessivo, altre in modo straziante, altre ancora mi avvolge un velo di malinconia…E’ passato quasi un anno da quando ci siamo lasciati, dall’ultima volta che ho fatto l’amore con lui…anche se solo pochi mesi dall’ultima volta che l’ho sentito, che ho avuto un contatto con lui…ma ancora non riesco a tagliare quell’ultimo pezzo di filo malato che ci ha tenuto insieme per più di 5 anni!Lui mi è entrato dentro, nelle viscere, ha riempito, almeno all’inizio, quel vuoto atavico che fino ad allora solo il cibo avevo provato a colmare. E’ stato la mia illusione di salute e felicità, il mio sogno di amore eterno e creazione di una mia famiglia. Anche se ben presto il sogno di amore puro si è calato nella realtà della dipendenza e delle reciproche ossessioni e disturbi malati. Con Lui un momento ero in paradiso, toccavo il cielo con un dito, e il secondo dopo potevo precipitare all’inferno senza motivo. Sono arrivata alla fine della nostra storia che non ce la facevo più. E’ stato logorante, sfinente Avevo tutti contro. Familiari, parenti, amici. Mi dicevano che ero cieca, masochista, che dovevo lasciarlo. Una parte di me, quella sana e auto-conservativa, lo sapeva benissimo e ci ho provato qualche volta, ma la dipendenza affettiva è, se possibile, ancora più dolorosa del sintomo bulimico, perché nel sintomo almeno hai l’illusione di controllare cibo e corpo, quando dipendi da un altro essere umano invece non puoi controllare i suoi pensieri, la sua vita, il suo amore, ne sei completamente in balìa!E uscire da tutto questo provoca un dolore che porta via un pezzo di cuore!La cosa che mi fa più male ora è che io so che nonostante tutto il dolore che abbiamo dato l’uno all’altro, e nonostante tutta l’idealizzazione, ci siamo amati tanto, tanto veramente!!Lo so, tutti mi dicono che prima o poi arriverà la persona davvero giusta per me, che non ha bisogno di farmi sentire i dolori dell’inferno per poi regalarmi momenti di felicità…ma io ora non ce la faccio a pensarci…io sto ancora leccandomi le ferite a questo cuore così malconcio che penso chissà se mai potrò riaprirmi a un altro uomo?E se non mi capitasse più un amore così intenso?!E poi io volevo Lui…Valemi
Cara amica, oggi sento di
Cara amica,
oggi sento di poterti parlare con il cuore più LIBERO dalla mia dipendenza affettiva..ognuno ha i suoi tempi per uscirne.
Per me non c'è stato il distacco, non ci sono stati gli allontanamenti e le ricerche...ma un viversi insieme il dolore del distacco.
Parlo di Andrea naturalmente.
Ricordo i primi i mesi, in preda ad un panico, ad un dolore devastante che mi portava a dilaniarlo come reazione alla sua presenza in casa (separati in casa per qualche mese...che controsenso), e a dilaniarmi con avventure di cui non avevo nessun effettivo desiderio se non di tipo bulimico.
Poi la partenza di lui...il momento più forte c'è stato un anno dopo, quando il SUO pianoforte a coda è uscito dal nostro salotto e io sono corsa all'iper a comprare e comprare nuovi mobili per riempire quel vuoto, vivendo qualcosa come eccitazione e malemalemale.
E nel frattempo gestire Giulia, e il SUO dolore, fingendo che tutto andasse bene (Giulia, è meglio così...), parlandole serenamente e poi girandomi per far rotolare le lacrime in silenzio, senza che se ne accorgesse.
Ma prima di tutto questo cosa c'era? c'era un uomo poco presente emotivamente, che portava in casa solo la sua frustrazione e pochi sorrisi, la sua relazione conflittuale coi suoi genitori che trasportava anche sui miei...C'erano le sue scenate in cui sembrava tutto neroneronero. C'era una persona che mi permetteva di avere la malattia, perchè gli consentiva di mantenere le sue paranoie.
Tutto il dolore poi si è trasformato.
Nel mio caso in amicizia, e ci è voluto davvero MOLTO tempo, perchè non ci siamo potuti allontanare, causa Giulia.
Questo è stato un supplizio e una fortuna: perchè se da un lato per molte volte la ferita si è aperta, lacerata, nel mio doloroso pensare alla mia FAMIGLIA MORTA, il percorso insieme al contatto quotidiano con lui mi hanno concesso di vedere più chiaramente da COSA mi stavo allontanando, per il MIO e il SUO bene.
Ora sento che io e lui siamo davvero distanti da un certo punto di vista. The point of no return. Siamo sempre però buoni amici, quello che prima non avrebbe potuto essere.
Mi rendo conto solo ora mentre scrivo di QUANTO TEMPO SIA PASSATO DALL'ULTIMA VOLTA CHE HO PIANTO SOGNANDO IL MIO VECCHIO, MALATO, FOCOLARE:...
CHi ha iniziato il percorso con me se lo ricorda...
Mi sembrava di non poterne uscire.
E INFATTI ERA IL MODO MIGLIORE PER NON POTERNE USCIRE!!!
La maggior parte delle mie storie, quelle senza inizio nè fine che raccontavo ai gruppi, erano abbandonate semplicemente perchè NON ERANO LA MIA FAMIGLIA!
Ora so che la mia famiglia sono IO + GIULIA, e una moltitudine di zie meravigliose..Tu Vale, Ilma, Benny, Marty, Simo, Stefy, Elena, e le cuginette Lauretta, GIulina ed Elisa..e le mie NUOVE e vere amiche a Ferrara.
UN abbraccio grande..ti ho raccontato questa parte di me perchè, incredibile ...se ne esce indenni!!
TI VOGLIO BENE TESORO
Lavora sui motivi per cui quella relazione ti serviva. L'amore che tu senti, potrebbe essere solo il riflesso di una perfetta combinazione di dinamiche? credi davvero potrebbe modificarsi e tornare?...
Grazie AMICA!
Grazie AMICA perchè solo sentendo le storie delle mie amiche e delle altre compagne che hanno già superato scogli così alti nella loro vita ed esperienza di malattia riesco a farmi forza ed andare avanti con coraggio!
Sto lavorando sui motivi per cui la storia con lui sia stata per me così fondamentale, e soprattutto a cosa mi serva ora tenere ancora stretto dentro di me quel legame...cerco di dare spazio alla razionalità, e infatti sono cosciente che non potrei mai tornarci insieme perché eravamo il PERFETTO INCASTRO di nostre dinamiche!Solo che mi sto accorgendo solo ora che ho fatto con lui lo stesso identico ragionamento che ho fatto con mia mamma: io mi curo e guarisco, tu ti curi e guarisci così staremo finalmente bene insieme!Questo però è l'ennesimo tentativo di controllo da una parte, e di dipendenza dall'altra, perché io devo pensare solo a me e alla mia cura, senza pretendere che anche gli altri si curino davvero....
Certo non posso nascondere che vorrei con tutta me stessa che lui affrontasse i suoi problemi seriamente, per tutto l'amore che ancora provo per lui e nonostante non dovessimo tornare mai insieme...e poi perché lui, ha visto cose che nessun altro di me aveva mai visto, aveva visto tutte le nostre dinamiche familiari in corso che io non accettavo di vedere e per questo io l'avevo allontanato, perché era un ostacolo...è un uomo di rara intelligenza e sensibilità, se solo avesse anche lui il coraggio di guardare tutto il dolore che ha dentro...
Io intanto vado avanti per la mia strada insieme a tutte a voi!Senza che un giorno ringrazi il destino, il cielo o non so chi di aver conosciuto ChiaraSole, Matteo e Voi!!!
TI VOGLIO BENE!!!
Valemi
noi due così diverse eppure cosi simili valentina
Mio Dio mi sono spaventata leggendo questo tuo post perchè pari pari, parola per parola, mi pareva di essere stata io a scriverlo. Ogni pensiero, ogni sensazione, ogni ricordo... quell'illusione di aver trovato l'uomo della tua vita, l'illusione di investire su di lui la costruzione di una casa, di una famiglia... il pensare che con lui avresti potuto avere quella vita che con la tua famiglia d'origine non eri riuscita... e poi pian piano la consapevolezza di tutte le dinamiche malate di un rapporto di dipendenza, un amore grande, smisurato, che come un fiore appassisce alla luce del sole della consapevolezza.... Dio Santo, che dolore... che male....
io e te, valentina, siamo due ragazze che abbiamo avuto esperienze molto diverse, eppure in questa diversità la somiglianza delle nostre due storie è disarmante : le nostre mamme, i nostri padri, i nostri uomini... ti sento molto molto in ciò che dici perchè è come se parlasse una parte di me. E ti sono vicina con tutto il mio cuore, amica mia. Sei una persona fantastica... spero ne verremo fuori, insieme camminando in questo nuovo mondo di sole. elegu
Vorrei portare fuori tutto il
Vorrei portare fuori tutto il caos che sento, tutta la delusione e il vuoto che affiorano a volte ,ma che per la maggior parte del tempo sono come assopiti.E' come se non li volessi sentire. Ma quando so che lui è nei paraggi faccio di tutto per sapere se c'è ,dov' è, per vederlo. Penso anche a che vestiti mettermi per attirarlo di più. Come se io aspettassi qualche segno ancora, come se non avessi gettato la spugna. E mi ricordo poi che io ho detto basta, ma io mi sento quella abbandonata, delusa..Mi devo ricordare che non stiamo più insieme, me lo devo stampar nel cuore, perchè non mi sembra ancora vero, ci ho riposto tanto, forse troppo..tutta me, tutti i miei bisogni. Quando sono per strada guardo le ragazze e penso a quale possa piacere a lui, e quale prenderà il mio posto, con quale potrà scambiarsi momenti dolci..spero con cattiveria e rabbia che nemmeno con una futura lei lui potrà essere libero, si lo so sono ingiusta ma non voglio non voglio perchè nemmeno io lo posso essere, io volevo lui..e mi manca il fiato...lo so che è un modo anche per non pensare a me, per non volgere io lo sguardo altrove..ma io veramente innamorarmi ancora?io essere felice e appagata ma senza il suo volto senza di lui??..ma perchè non riesco a immaginarmelo?Devo aprire gli occhi per vedere che non sono le sue mani , non è il suo viso..E' davvero un lutto, un vuoto che lascia, con strascichi, con ricordi che affiorano rimossi e accantonati, quando meno devono tornare..Mi provo a circondare di tanti altri affetti, momenti, interessi, faccio lo sforzo di essere presente in ogni cosa che vivo,di vivere comunque..ma è una sospensione ancora, è velato da una patina di incredulità, di paura. So solo che ho capito che crescere vuol dire continuamente staccarsi dalle proprie ancore, e di fare ciò che in quel momento si deve fare senza pensare a ciò che accadrà: se va fatto, va fatto, punto.Chi è capace di concedersi di vivere il fallimento, il rischio e il dolore ad esso connesso, è capace di tradire se stesso in senso costruttivo, di tradire quell' immagine di sè che non appaga più." Chi tradisce ha compreso la capacità di intervenire per modificare una situazione attraverso una lacerazione penosa sena la quale non si dà trasformazione, nè ricerca di un destino individuale."(Aldo Carotenuto)
Martyy
Finalmente urla di dolore...
Non sò se è lo spazio più adatto per questo post... ma stasera sentivo forte il bisogno di cominciare ad urlare e non soffocare quello che sto provando...
Lavoro … lavoro … lavoro …
… sveglia, apertura, ore ed ore in negozio, sfinendomi, consumando ogni energia vitale, fisica e mentale … e giù di nuovo a dormire, e poi lavoro ed il giorno dopo, ancora lavoro e letto, letto e lavoro...letto, buio, senza più la voglia e la forza di alzarsi ed iniziare la giornata,la VITA .. null’altro ..
Vuoto, ABBANDONO, rifiuto, LUTTO, dolore, sofferenza, mancanza, assenza, sensi di colpa .. niente di tutto ciò, ho voluto sentire in quest’ultimo periodo; troppo forte, troppo profonda la parte di me che è stata “colpita”, “stimolata”, “ferita”, “lacerata”, “distrutta” ..
Non riuscire a fermarsi, quasi non riuscire a porre un freno al massacro psico-fisico in cui sono piombata, in cui mi sono lasciata cadere in questi mesi … era come se, inconsciamente, volessi continuare ad infliggere ancora lame affilate, taglienti, dentro un’anima ed un cuore feriti, doloranti, “morti”, che sentono di meritarsele quelle pugnalate … forse per aver lasciato entrare davvero l’ALTRO nella propria vita, nella propria sfera privata, nella propria intimità, per essersi lasciata andare, per aver provato sentimenti, emozioni, desideri … malriposti.
<< Ti sta bene … proprio quando ti apri nella sfera affettiva, quando ti concedi di “sentire”, di dare spazio all’altro (un ALTRO che nel passato ha fatto solo del male!), affrontando paure, emozioni, difficoltà, sogni, desideri, fantasmi passati, ossessioni, proprio quando con tutta te stessa lotti e con sacrificio lavori perché credi fortemente in quello che stai costruendo, nella persona che hai di fronte, la situazione precipita … e ti sta bene!! >>.
Credo che anche questo sia stato inconsciamente il meccanismo malato che si è instaurato .. come se oltre ad essere un anestetico per non vedere, non sentire, sia stato anche un modo per punirmi del fatto che avevo DESIDERATO (proprio io, già..) un’altra persona, desiderato conoscere, amare..
Nelle ultime cinque settimane, volevo solo chiudere la porta a ciò che era stato, volevo far finta che non fosse mai esistita, che non m’importasse più nulla … BASTA !!!
…IO, avevo già dato troppo …
In realtà, stavo solo negando,rifiutando e tenendo a bada la rabbia dentro di me, volevo “proteggere” ( .. IO, sì, davvero!!!) ...invece di restituire al mittente quel sentire doloroso ....
Ma purtroppo, ancora una volta tutta la rabbia l’ho scaricata solo e soltanto contro di me … e nel lavoro mi sono massacrata, anestetizzata, chiusa, isolata; senza di quello, mi trema la terra sotto i piedi, mi sembra di non avere nient’altro, di NON ESSERE NIENTE, senza, SENTO tutto il VUOTO AFFETTIVO in cui sono piombata.
Concedere all’altro di entrare nella mia vita, accoglierlo senza rigettarlo, vomitarlo, senza provare schifo, ha per me, per la mia storia, il mio vissuto, un significato immenso, profondo…
Quando sono arrivata a Mondo Sole, ero spaventata da tutto e tutti; nessuno poteva toccarmi, abbracciarmi, ero tinca, non dicevo una parola, rannicchiata e nascosta dalla “divisa nera” dal cappotto, la borsa ed i capelli stra-piastrati che mi “proteggevano” quasi tutto il viso. Ero chiusa nel mio mondo, un mondo nel quale nessuno poteva entrare , in cui non permettevo a nessuno di accedere, e non solo fisicamente… La paura di FIDARSI, di affidarsi, di concedere e CONCEDERSI, di dare e darsi, di farsi conoscere un po’ più nel profondo … no, proprio non era pensabile.
Come una bimba che conosce solo “mostri”,violenza fisica e verbale, attacchi d'ogni genere, che non andava mai bene, che si sentiva in colpa per il sol fatto di esistere, che non sapeva cosa fosse l'affetto, la comunicazione, la cui unica parola che pronunciava a ripetizione era “scusa”, come fosse un intercalare.
Tremavo, avevo il terrore negli occhi, avevo attacchi di panico, per sei mesi Chiara entrava con me nello studio di Matteo perché non riuscivo a stare in una stanza sola con una figura maschile … per lungo tempo non sono riuscita a chiamarlo, ad avvicinarmi, a guardarlo in faccia … sapevo che lui era “innocuo” , ma io avevo paura, tanta …. e le motivazioni sono emerse dopo poco tempo …. E pian pianino, molto pianino, le abbiamo trattate… terapie su terapie, gruppi su gruppi, colloqui con i miei, “tirate d’orecchie” tue, Chiara, lacrime, momenti di sofferenza e la forza delle “vecchie” amiche del gruppo.
Tutto ciò che mi circonda, ha, per me, una connotazione sessuale, tutto è contaminato, e per il mio vissuto, questa assume un valore fortemente negativo. Sentir solo parlare di sessualità mi creava schifo, nausea, panico, ossessioni, rituali continui. Inimmaginabile pronunciare determinate parole.. tabù … Impensabile anche solo lasciare spazio ad una carezza, un abbraccio perché portavano con loro un qualcosa di sessuale a cui davo (ancora dò) accezione negativa.
Prima di Mondo Sole, sono sempre stata SOLA, sola fisicamente, sola in casa, sola nel senso che non ho mai avuto nessun rapporto realmente profondo, più intimo con nessuno, neppure un rapporto affettivo, simbiotico, malato con mia madre … nessuno aveva rotto ed oltrepassato quella barriera, nessuno aveva mai posato il suo corpo sul mio, con il MIO CONSENSO, a nessuno avevo mostrato una parte di me che non volevo accettare neppure io e che avevo deciso di affrontare solo per quello che provavo, con nessuno avevo mai pensato di poter condividere momenti di vita quotidiana con gesti, parole, affetto, dolcezze, carezze, tenerezze, BACI, sorrisi, provando a comprendersi, capirsi, PARLARE con tutte le mille difficoltà del caso, provando al tempo stesso, affetto, desiderio, protezione, senza riti, ossessioni, lavaggi... … e credo che ad oggi, alla luce di come si sono sviluppate le cose, questo mi faccia essere molto arrabbiata … forse, purtroppo, ancora con me stessa …
Ma c'è comunque una seppur piccola parte di me, che guarda indietro, a quello che ha passato, che ha affrontato in questi anni, agli strumenti acquisiti, alle cose viste, e che vuole e che non può permettere che tutto quello che con fatica ha conquistato vada in frantumi …. più si scende giù e più diventa poi, difficile rialzarsi...e non è giusto...non voglio...stavolta, NO...
Chiara, io ci sono ed ho bisogno del tuo AIUTO, di quello di Matteo e delle mie VERE GRANDI “vecchie” AMICHE mondosoliane.... Vi voglio bene
Vale
Vale..
Vale..io non ti vedo più da un pò di tempo, nè ti sento parlare perchè non ci becchiamo mai o forse, capisco ora, ti sei anestetizzata nel tuo mondo. Però quando ti ho vista era come se avessi una parte frenata, chiusa, ma l'altra era sofferente e si era letteralmente stufata di stare così e non vivere più..Perchè tanto non risolve nulla...e anzi diventa sempre più stretta...ma siamo noi che possiamo porre fine a questo auto massacro, a credere che si possa davvero andare avanti. E' una fatica dietro l'altra..E' proprio vero che le spinte più vere verso la vita sono quelle fatte quando il dolore è tanto profondo..ed è vero che delle volte vanno fatte delle scelte senza temere ciò che ci sarà dopo..vanno fatte perchè "si hanno da fà"..ma credo che ci si possa solo risollevare e rafforzarsi perchè si vivono momenti di intimità con se stessi e di accettazione del dolore ..Forza Vale..
Martyy
Per Vale: finalmente..
..finalmente leggiamo queste parole, questa presa di coscienza di quello che ti sta succedendo.
Spero davvero che tu da questo esatto momento DECIDA di proseguire il tuo viaggio..rinunciando alle tue attuali anestesie e guardando in faccia tutto quel dolore che non hai voluto sentire e analizzare.
Noi ci siamo lo sai!
Un abbraccio con affetto
Romy
Ho letto tante volte il post
Ho letto tante volte il post sulla dipendenza affettiva,non mi sono mai soffermata a raccontarmi a scrivere cosa è stata per me:semplicemente perchè gli strappi fanno tanto male perchè per alcune dipendenze ho dato spazio alla mia malattia!
Diciamo che la mia vita,sin dalla nascita,è stata una ricerca simbiotica dell'altro/a...cercavo quell'amicizia esclusiva nella quale l'altra persona in me doveva avere tutto amica,sorella ,madre,padre ,fidanzata proprio per arrivare al punto che non ricercasse piu' queste figure ma solamente me!Ogni volta che c'era un no lo vivevo come un rifiuto,come un tassello di dolore in piu',come un distacco.Questo è cominciato che avevo 10 anni e pian piano i rapporti che andavo a cercare erano sempre profondamente simbiotici al punto di devastarmi l'anima!Piu' si cresce e piu i rapporti anche con le compagne o i compagni cambiano...c'è di mezzo anche la parte sessuale e li' diventa spietata la freccia del tuo arco..Mi sono rovinata l'esistenza con una dipendenza per un uomo (io avevo 16 anni e lui 35)per il quale sono stata disposta a dare ,fare tutto...Ci siamo conosciuti pensavo ,nella mia malattia,di amarlo profondamente che senza di lui sarei stata persa ..un uomo con lo stessa mia dipendenza affettiva che pur di tenermi a se mi ha fatto credere che la tossicodipendenza ci potesse unire per sempre..mi ricattava implicitamente dal punto di vista affettivo(mamma mia quando ci ripenso prvo una gran tenerezza per quella che ero).Faceva quelle sorte di ricatti psicologici se non fai questo è perchè non mi ami e via discorrendo...Un uomo a cui ho manifestato tutto il mio sintomo ,un uomo che non ha mai amato me ma ha adorato quella parte malata di me:quel lato oscuro di dipendenza nei suoi confronti,quel lato servizievole da piccola Donna che era disposta a tutto pur di tenerlo con me..perchè avevo eliminato il resto ,il mondo circostante...Mi bastava lui e la Nostra malattia..
Da questa dipendenza affettiva si creo' anche quella della droga e divenne davvero una roulette russa con le nostre vite...
Per dimenticarlo e dimenticare le botte ,le violenze ci ho impiegato tantissimo tempo,ancor oggi mi rendo conto in terapia che alcune paure ,insicurezze me le ha lasciate impresse e che per scacciarle sta servendo un lavoro duro ma proficuo..
Oltre a lui ho avuto una dipendenza con una donna...
una dipendenza acciecante ,che mi ha reso neri gli occhi davanti una guarigione ...una dipendenza che è stato il motivo di un mio rifiuto di curarmi!
Come il gioco delle torri :o lei o la mia guarigione!quando sei malata,dal sintomo bestiale ne sei un po' uscita pensi che quella persona va a riempire il vuoto..la mancanza dell'abuffata ...o meglio non ci pensi!Sei convinta che sia cosi'...ed il problema neanche te lo poni!!
Hai il lanternino riesci a trovarti la persona in grado di darti quell'arma di onnipotenza nella gestione di un rapporto!
Quell'arma che ti fa sentire sicura di legarla accanto a te,un massacro puro..dventa un'ossessione !Tu devi essere Suo/a senza badare a niente intorno!
E' lacerante un rapporto simbiotico per gli strascichi che lascia ...Ma dopo 4 anni è altrettanto bello e splendido poter condividere proprio su questo blog una serenita' di rapporti acquisiti,conquistati con poco...senza troppa eclatanza nei gesti na semplicemente con la persona che sono diventata!Prima degli altri (senza nessuna prevaricazione)ascolto Me...e scelgo!
La scelta la piu' bella liberta' io potessi mai avere..
Una liberta' e serenita' di poter dire ti voglio bene e ti accetto cosi' :senza pretese di cambiamenti ma accettando
semplicemente l'essere umano davanti con pregi e difetti!!!
Grazie Chia'
nebbia
Credo di non aver sentito mai nella mia vita un momento di così forte indecisione e nebbia. Ero offuscata, in trance, senza presa di posizione, come un'ameba volevo essere giudata, non riuscivo a muovere un dito nemmeno a dirgli parole nette per il terrore di lasciarlo andare via..e intanto pulsava la rabbia verso di me, ma anche quella familiarità mi richiamava..Ho ceduto..ma mi sentivo di essermi tradita allora ho cercato di rimediare, mi sono rimangiata le parole ,quelle parole che non uscivano dalla mia boca con consapevolezza.Ma ho rimediato sempre con la mia solita via di mezzo..tempo..mi prendo tempo..e ho ripreso a respirare..ho ripreso il contatto con me..mi sentivo un pò meno in colpa verso di me, ma mi sento in colpa per fargli così male..Le mie amiche mi hanno detto"non ti riconosco stasera"e sentirlo da loro mi ha fatto sentire un pesce sulla terra ferma.Dove sono il mio orgoglio sano, il mio volere la mia felicità?Cambiare, crescere!Ho sempre pensato di essere una persona razionale e decosa, ma sia il grido di dolore della mia malattia,sia questo rimbalzare come una palla contro un muro che diventa sempre più incandescente, spinoso e lontano, mi fa capire che non sono stata sempre precisa, ordinata, moderata e razionale perchè lo è il mio carattere ma perchè ho la fottutisima paura di sentire..
Martyy
p.s. Non toglietelo mai questo post..
Anche se un giorno spero di non scrivere sempre cose negative..
Ancora
Ho aperto questo blog sulla dipendenza affettiva ogni singolo giorno, ogni volta che mi collegavo a internet.Ora non ho voluto rileggere i miei post perchè mi facevano paura..chiaro segno che sono ancora qui.ancora allo stesso punto..Maledizione..è una spinta indescrivibilmente accecante, a tal punto da farmi ricordare solo i momenti belli o meglio la sensazione vaga e indefinita di qualcosa di prezioso, di un legame ancora da vivere.Mi sa che mi frego.Mi faccio rabbia perchè mi sento sulle nuvole e non voglio mettere i piedi a terra. Io lo sentivo che non avevvo preso ancora una decisione netta, l'ho fatto apposta a lasciare le cose così e prima avevo ciò che volevo:ancora dirmi che forse potevo avere qualche speranza, che non era ancora finita, che dovevo aspettare e con ansia attendere ogni segno da parte sua....ma ora ecco qui, la palla ancora a me, ora sono io a decidere il finale di partita, esplicitamente devo dire si o no.MI sento divisa a metà ..Quando prvale una sento l'altra che la tira per le orecchie e le dice:lascia ora un pò di posto a me..assurdo..giuro..Ma io voglio la mia vita..Perderò qualcosa in ogni caso ma non voglio perdere la mia dignità, la mia possibilità di crescere. la mia libertà..
Martyy
Rabbia rabbia contro di me
Rabbia rabbia contro di me per non aver accettato per non aver sopportato e per non esserci riuscita.Per aver fallito.Rabbia perchè chiedevo qualcosa che non ci poteva essere perchè volevo cambiare una persona.Ma porca miseria perchè allora lo amavo?(amo?)oltre alla dipendenza ci sarà un pò di amore??!!Come i miei genitori incompatibili che ora sono come fratelli e hanno capito che in quel momento si chiedevano qualcosa che reciprocamente non potevano darsi.. ma io vedermi in un furturo così con lui mentre magari potrà amare un'altra persona no no no!!Mi si stringe il cuore se ci penso perchè lui non può essere felice senza me?Io non mi ci vedo con un altro.Si piò desiderare un altro?Ho il cuore chiuso e che ora vorrebbe solo lui ma quale lui? come ho fatto a idealizzarlo?Quanto c'era di vero in ciò che provavo?quanto sporco?Non lo so e mi ingannavo dicendo che ultimamente stavo meglio. Appena resto sola con me stessa sento un vuoto freddo gelato immobile ho paura e vorrei non sentire nulla....Basta!!!
Martyy
Su questo stesso post circa 1
Su questo stesso post circa 1 mese fa ho riportato la mia incapacità di stare sola, il mio ritorno elemosinatnte tra le braccia di..?di chi davvero?Di lui ,proprio di lui perchè io avevo bisogno proprio di quelle cose ,di quelle certezze, di quelle mancanze, di quell'assurdità..E ora sono qui dopo aver deciso oggi di dare un taglio netto.Mi sono accorta , e sento che non è possibile che per me sia impossibile vivere senza di lui, non avere desideri o motivazioni al di fuori di lui, non importarmene più nulla della mia realizzazione personale se non di averlo lì..Chi sarò mai cosa potrò mai fare e con chi potrò costruire una famiglia se non ho fatto i conti con la vera me, con quella che non mi lascierà mai, coi miei desideri, bisogni.?.se non so stare sola se non ho da condividere una me "stabile" ma una persona che ricerca una simbiosi per sentirsi parte , riempita , e al contempo svuotata da me stessa. Se devo essere sincera ora ho ancora più paura perchè non so cosa mi aspetti e ho ancora una briciola di "ma tanto torneremo insieme e si risolverà tutto", il dolore arriverà e farà male, adesso è incredibile che non me ne rendo conto a fondo e già sto male ma diamine ci penserò . Prima o poi lo dovevo fare, ho faticato per conquistarmi quel minimo di cose e se ora non completo con questo enorme e basilare scoglio da superare cosa faccio mi "accontento"di una momentanea stagnazione aspettando che tutto si raffreddi o che io esploda ancora?ma cappero ancora no!!!NON voglio farmi questo stare ancora in quella gabbia che anzi sarebbe peggio..
Ora..ora continuo a vivere..non mi prometto nulla se non di impegnarmi al massimo per rispettarmi senza volere più arrivare più a quell' "OFF"
Martyy
per Marty
cara dolcissima ragazza. io vorrei dirti : datti tempo. ho l'impressione che tu voglia tutto subito. col tuo "lui" lasciato da pochissimo e inconsciamente neanche definitivamente, hai ancora un mare di emozioni in sospeso. Ed è passato poco, pochissimo dal vostro distacco. Non chiedere a te stessa di interessarti per forza a qualcun altro. Perchè non provi a vivere il momento cavalcando l'onda delle sensazioni, anche brutte, provando a vedere cosa si prova nel dolore, perchè non pensi di poter stare single per un po', di concentrarti solo in te stessa? Sei un gioiello di persona. Trovo che non dovresti pensarti solo come ragazza di... E' solo il mio pensiero. un abbraccio
Io.
per Marti
Marti la paura ci sta tutta,non ti sei mai data davvero il tempo di sentire quel vuoto. Ed è solo sentendolo che potrai superarlo.
Sono convinta che tutto ciò che oggi vedi come impossibile tra qualche tempo non lo sarà più se davvero ti dai tempo,il TUO tempo per guardarci dentro.
L'importante è che continui a vivere comunque e che ti ricordi che per qualsiasi cosa puoi contare su noi,le tue amiche...
Marty tu sei arrivata un paio di settimane dopo di me,si può dire che praticamente abbiamo iniziato il percorso insieme...ho visto tutta la strada che hai fatto e credimi ne hai fatta tanta...ed è per questo che mi viene rabbia nel vederti tornare a non vivere e sentirti dire che vuoi di nuovo premere off...Sono contenta della decisione che hai preso perchè finalmente così riuscirai a lavorare su di te a vedere la persona splendida che sei...perchè non è vero che sei niente anche se so che tu ti senti così in questo momento...ma datti quel tempo di scorpirti perchè ti assicuro che ne varrà la pena,è una cosa che sto cercando di fare anche io per altri motivi...anche io sto sentendo uno strappo,che anche se diverso dal tuo fa malissimo...ma è una cosa che prima o poi avremmo dovuto affrontare....e io sono contenta di farlo perchè non sono sola...e anzi,sono contenta (a volte) di sentirlo,perchè per anni non mi sono mai concessa di provarlo e stavolta continuando così so che così potrò liberarmi una volta per tutte...
Andiamo avanti insieme!
Ti voglio bene amica mia...
Giulina
LO STRAPPO...
Arrivata a Mondosole, non avendo ancora trovato il 'mio' percoso, pensavo che la mia ' 'unica dipendenza' era: il cibo...ciò venne subito ovviamente smentito dai fatti...perchè tra le varie dipendenze, la più forte era quella sentimentale, al punto tale da decidere dopo pochi mesi di lasciare il CENTRO proprio per una relazione(durava da più di cinque anni, condivisi con la malattia) dove ormai il rispetto e la FIDUCIA centravano poco, ma a me non interessava...io rivolevo lui e basta...non riuscivo a sopportare l'idea di vivere senza..non mi importava cosa avesse fatto. LO VOLEVO. Sentivo infatti che se fossi rimasta a Mondosole, sarei andata a 'toccare' argomenti che per tanti anni erano stati per me certezze..CERTEZZE APPARENTI...e io senza quelle e tante altre certezze, non sapevo più chi ero..La storia dopo poco è comunque finita, tutti e due eravamo distrutti da continui litigi, così per NON SENTIRE ULTERIORE DOLORE, che negli anni continuava comunque ad ACCUMULARSI (per motivi che ora, grazie al percorso ripreso, sono riuscita a rielaborare) mi sono BUTTATA in un altro sintomo che per molto tempo mi ha creato dipendeza e difficoltà poi nel costruirmi una vita sentimentale non malata :la bulimia sessuale.
Mi illudevo di incontrare un ragazzo con il quale poter creare qualcosa, ma 'MI CAPITAVANO' ragazzi che non cercavano una storia...e aumentava in me la sfiducia verso l'universo maschile...IN REALTA' anche io cercavo ragazzi di questo tipo perchè se capivo che si poteva creare qualcosa di più...SCAPPAVO..La ricerca continua di un ragazzo che mi potesse dare attenzioni, anche solo per una sera era diventato un BISOGNO, sempre più PREPOTENTE, come un'abbuffata, tutto si concentrava sull'adrenalina che provavo nella conquista...ma il VUOTO che sentivo la mattina seguente, o al ritorno stesso dalle serate, era DEVASTANTE...e il sintomo alimentare mi serviva per continuare a TAPPARE...
Ora sto costruendo, con l'aiuto di Chiara e Matteo una storia SANA, dopo aver SENTITO TUTTO QUEL DOLORE SOFFOCATO in passato e capito da dove proveniva..(ricordo 1 frase di Chiara:solo ATTRAVERSANDO IL DOLORE riesci a superarlo)
Con grande difficoltà sto rinunciando al CONTROLLO sull'altro,(CON IL CIBO era apparentemente'facile': c'era quando io volevo) imparando che è una persona differente da me, che può avere idee e gusti diversi dai miei, con una SUA personalità, lasciandola LIBERA...senza sentire sempre il bisogno di 'castrare' l'altro sfogando su di lui cose che in realtà non lo riguardano e vedendolo semplicemente per quello che realmente è.
Giada
Grazie Giadi
Lo sai che sento le tue parole sempre molto vicine.
Io sono proprio in un momento in cui sento tutto il dolore di un passato fondato su qualcosa che io credevo appagante, mentre era solo una specie di delirio di onnipotenza in cui io, donna fragile e piena di insicurezze, mi trasformavo in uomo conquistatore da tacche sulla cintura. MASCHERE...
Alla fine dei giochi invece sono solo in debito con me stessa e con gli altri. Sempre di corsa, sempre tesa a NON ASCOLTARE, a NON SENTIRE quali fossero i miei reali desideri, che soffocavo con cibo, alcol, fumo..
Ed ora che i sintomi principali sono acquetati i DESIDERI VERI cominciano ad assumere una forma...la paura è quasi paralizzante...ogni passo avanti costa grande fatica..mi sento una dodicenne.
La dodicenne che sognava e non si sentiva mai all'altezza della situazione, perchè la voce interiore e la voce esterna (quella di mia madre, il primo legame simbiotico) mi dicevano le cose peggiori.
La musica? Non riuscirai mai.
La danza? Non sei abbastanza brava.
Quel ragazzo? E' troppo per te.
Quella ragazza? Sarà sempre migliore di te.
Tieni dentro tutto Francesca, soffocalo, sposta tutto.
Aggrappati AGLI ALTRI. Cerca in loro conferme. Succhia da loro la linfa, quello che non puoi avere.
Basta osservare il mio ex marito. Pianista professionista, sempre a contatto con i cantanti, culturalmente preparato: per me era una fonte a cui attingere, non un uomo da amare. Per non parlare dei risvolti caratteriali, di quanto diventasse in certi momenti simile a mia madre.
E ancora...mi ritrovo in quello che dice Verena, nella mia ricerca, fino a pochissimo tempo fa inconsapevole, di uomini che mi trattassero male, che verbalmente fossero denigratori, estremamente vicini alla figura di mia madre.
Sembrava una specie di maledizione. Ora ho capito che NON MI SONO MAI LASCIATA IL TEMPO di conoscere abbastanza le persone. Se lo avessi fatto mi sarei evitata tanta inutile sofferenza.
Ma il dolore può essere l'anticamera della salvezza...
Vi abbraccio
(Chiara se non cambi questo post mi sa che continueremo a scriverci in eterno!!!!)
Fra
Ciao, sono Marco del progetto
Ciao, sono Marco del progetto we free. Sono entrato da poco in questo sito, ed ho subito avuto modo di leggere qualche commento di qualcuna delle ragazze del vostro gruppo. Come ho già scritto, ho avuto già l'occasione di incontrare la fragilità di una ragazza che aveva questo tipo di problemi, in più ho letto la tua storia e ho rivissuto mie difficltà di anni prima.Penso( e spero), di aver imparato a non soffrire gratuitamente come un tempo. Anch'io pensavo di dover essere uno solo con la mia ex, poi mi son reso conto che non potevo vivere così. Se mai si potrà ti racconterò un pò meglio. Intanto ti saluto. 1bacio grande, Marco
Eccoti!!!
Benvenuto Marchino ;)
Grazie per essere venuto qui
Francesca
DIPENDENZA E AMORE
Dipendenza affettiva :due parole che mi fanno pensare molto e allo stesso tempo mi spaventa molto. IN passato è stato sempre cosi ogni mio rapporto, d'altronde come potevo amare veramente qualcuno, ero troppo piena di dolore e ODIO verso gli uomini! Uno dei miei sintomi più forti per molto tempo è stata la Bulimia Sessuale e mi ricordo la grande adrenalina e eccitazione quando conoscevo qualcuno, era lui...ecco l'ho trovato, il darmi subito, lo stare sempre insieme fino a fondersi, il soffocarlo con i miei modi, gli atteggiamenti, le scenate e se qualcuno mi diceva "VAI CALMA" CON "I Piedi per terra" pensavo ma che ne sanno loro . E poi non incontravo mai persone "tranquille" avevano sempre qualcosa che mi spingeva ad avvicinarmi ed attaccarmi; e infatti quando diciamo "PERCHe' TUTTI A ME" .. in realtà siamo noi che li cerchiamo con determinate caratteristiche in base a il momento che staimo vivendo. Come ha scritto anche la Chiara spesso il sintomo alimentare nel momento iniziale si placava (capitava anche a me), ma bastavano poche settimane per tornare.. sempre più forte e distruttivo.Come potevo pensere di riuscire a risolvere tutto il dolore dentro "grazie" ad una relazione, MA QUANTO MALE CI FACEVAMO ENTRAMBI.
Decidere di guardare non è facile, è molto doloroso, ma bisogna scegliere, mi ricordo che quando la Chiara e Matteo mi dicevano "che non ero ancora pronta" (e tante altre cose) io neanche li ascoltavo e dicevo continuamente NOOO. Un momento per me molto difficile è stato anche solo ACCETTARE L'IDEA DI STARE SOLA,(mi sentivo morire),UN DOLORE DENTRO STRAZIANTE, DI NON CONTINUARE A MANGIARE E POI VOMITARE UN UOMO E DOPO ANCORA UN'ALTRO E COSI VIA...MI SERVIVANO .. PER NON SENTIRE TUTTO IL RESTO!! Ma bisogna sentire quella FRUSTRAZIONE, ho lavorato su tante aspetti che riguardano la mia famiglia (madre e padre) e ho visto tanto e questo mi ha aiutato veramente a capire.
Un altra parte molto importate per me è stata riuscire ad apprezzare e amare l'altra persona COSI COME L'ABBIAMO CONOSCIUTA senza VOLERLA A TUTTI COSTI CAMBIARE, TI PLASMO COME VORREI CHE TU FOSSI, ma questo non può essere amore.
Io non capivo e non sapevo neanche lontanemente cosa fosse una "relazione", ora stò cercando di approcciarmi in un modo nuovo e di creare un rapporto il più sano possibile.
Vere
Intanto grazie, a te e a
Intanto grazie, a te e a Giada e a tutte le persone che portano la loro esperienza, su questo punto centrale. Lo so che non leggerai a breve queste parole perchè sei in viaggio con il tuo compagno e ne sono contenta!
Mi ricordo di te tante cose, quelle vissute insieme, quelle raccontate...è bello vederti oggi, leggerti descrivere della strada che hai fatto con tanta fatica dentro di te verso te veramente. E' proprio vero, ci si raggiunge con dolore, solo avendo il grande coraggio di attraversare quel dolore e quella frustrazione, prendendo in mano i motivi per cui si è state una vita in gabbia, ogniuna ha la sua storia, e noi abbiamo la possibilità di tenerci per mano in questi passi.
Com' è dura quella strada, ma come è splendente il frutto che porta! Si vede guardandoti in viso! E ora anche guardandoVI!!!!
Due persone vere (nel senso di reali, non due Verene... :D), sincere, viso a viso, nella realtà di chi siete, giorno dopo giorno crescendo.
Giulietta
Sai, ora che ci penso,
Sai, ora che ci penso, anch'io ho sempre fatto fatica a stare da solo. Mi sentivo incompleto, ed ancora peggio era sentirmi così anche quando stavo con qualcuna. Forse mancava vedere qualcosa in me, e vivevo perchè lo vedesse qualcun altro al posto mio.. Mi sono sempre chiesto cosa sia l'amore. Sai, l'unica volta che l'ho vissuto davvero è stato per caso, senza forzature. Tutt'ora mi porta un pò di confusione capire di cosa si tratti, ma sò che lo voglio nella maniera giusta, lo voglio reale. Ciao, Vere. 1bacio
x vere
...MOLTO BELLE LE TUE PAROLE MI HANNO TOCCATO MOLTO...ED è MERAVIGLIOSO VEDERE COME GIORNO DOPO GIORNO CON TUTTE LE DIFFICOLTà STAI COSTRUENDO UN RAPPORTO STABILE MATURO SANO...UN VERO RAPPORTO DI COPPIA...HO VISTO QUANTO HAI SOFFERTO E PIANTO MA ANCHE LA GIOIA NEI TUOI OCCHI PER OGNI PICCOLO PASSO FATTO COL TUO COMPAGNO...E SONO PROPRIO CONTENTA ADESSO DI VEDERVI FELICI INSIEME(OGNUNO A SUO MODO :-))...
UN BACINO
ROBY
PS-buona vacanza!!!!! Beati voi!!!
per verena
Ciao Verena,
io me la ricorda tutta la tua sofferenza.....
ti stimo davvero tanto...
un bacio vere...
con affetto.
giulia del verme
Per Vere...
Grazie Vere perchè sembra banale dirlo ma le tue parole mi fanno pensare....in un certo senso anch'io dovrei cercare di lavorare su quella frustrazione di cui parlavi.....perchè anche se sto spesso dei mesi da sola, (infatti non ho mai avuto un compagno fisso per molto tempo), nonostante questo è come se non volessi accettare questo mio stato, è come se non volessi in realtà sentire la frustazione di cui parlavi, ma essendo sempre alla ricerca di qualcuno, non mi lascio il tempo e lo spazio per ascoltarmi, per capirmi e conoscermi... se sono sempre alla affannata ricerca di un compagno, va a finire che cerco un qualcosa che riempa il vuoto interiore di affetto che sento, ma in questa maniera non mi dò la possibilità di scegliere realmente una persona con cui voglio stare, perchè in questo modo va a finire che chiunque mi dia un po di attenzioni, di affetto e considerazione....mi vada bene.....e questa persona normalmente finora ha sempre ricalcato, non a caso, i tratti di quella figura paterna che ho sempre idealizzato ma che in relatà non c'è mai stata, come tutti i compagni che ho rincorso negli anni.....
e l'altra cosa che mi ha fatto riflettere è quello che hai scritto sull'amare una persona senza volerla cambiare....anche questo mi riguarda da vicino, perchè ho sempre inseguito uomini che in un certo senso volevo legare a me e farli cambiare, perchè se fino a quel momento avevano avuto piu di una donna, se avevano tradito, ecc ecc io dovevo riuscire a farli innamorare di me e a farli cambiare.....ma sappiamo bene che se non c'è la voglia di farlo e tanta costanza ed impegno e soprattutto se non parte da sé stessi la volontà di cambiare da soli è difficile farlo, anzi direi che senza aiuto non si riescono a vedere, capire e poi cercare di cambiare le dinamiche che possono essere il frutto di un proprio personale vissuto...
grazie quindi vere perchè mi hai fatto riflettere sul fatto che devo sentirla questa frustrazione per poter procedere...anzichè continuare in questa ricerca ossessiva di un compagno...
ogni tanto mi dimentico di fermarmi e stare solo con me stessa.......
Avanti come sempre, quindi insieme...!!
Ps. la prossima volta che vengo su dobbiamo vederci...
Michi An.
Tema che mi tocca molto dentro...
Personalmente provo una forte resistenza a concedere qualcuno di entrare nella mia vita; nei momenti in cui mi sono lasciata andare e ho iniziato delle storie mi rendo conto ( ora ) che è stato sempre per riempire questo VUOTO che ho dentro, al punto che mi dimenticavo completamente di me stessa, delle mie passioni, i miei impegni...e mi trasportavo nella vita della persona che avevo di fianco, diventava una vera dipendenza...ma andava oltre la persona in sé, era un modo per evadere i miei problemi...una vera droga.
Questo mi fa molta paura…perché quando sento qualcosa per un ragazzo non riesco a capire se ci sono veri sentimenti dentro di me o è la solita dinamica per dimenticarmi per almeno un breve periodo di ciò che sono io (naturalmente sono attratta da ragazzi che non provano lo stesso per me o che sono irraggiungibili)...
Sole
....
Quante volte ho aperto questa pagina,letto e riletto il post di Chiara...i commenti di tutte voi.Dal primissimo giorno che è stato pubblicato...ma non sono mai riuscita a fermarmi...a scrivere la mia...forse perchè è difficile fermarsi...paura di sbagliare,o semplicemente di non fare la cosa giusta...o ancora di più SENTIRE quelle sensazioni che fanno male...anche io ho provato sulla mia pelle la dipendenza morbosa,inevitabile,vitale da mia mamma...è stata lei la prima persona dalla quale ho iniziato a dipendere fortemente in tutto...lei era la mia spalla,la mia protezione,il mio guscio...c'era lei a difendermi...da quel mostro di mio padre...lui non mi voleva bene..(questo è quello ke pensavo cn gli occhi e l'inconsapevolezza di un pò di tempo fa)lui mi odiava,a lui non andava bene nulla di me...se lei non ci fosse stata a proteggermi,sarei stata sola contro di lui ma contro tutti...ero infinitamente fragile...infinitamente piccola...mi definivo incapace di stare al mondo e lei era l'unica a proteggermi...SIMBIOSI ALLO STATO PURO...ho inglobato tutta la mia famiglia negli anni di malattia..ma lei è stata senza ombra di dubbio quella più coinvolta...quanto è stato duro il distacco ma pian,piano iniziando il mio percorso ho iniziato a SENTIRMI..ESISTO senza essere più la sua ombra..altra forma di dipendenza affettiva è stata la continua,disperata ricerca di ragazzi "impossibili"da raggiungere per motivazioni diverse...ed io lì pronta a cercare in ogni modo di conquistarli idealizzandoli...perchè alla fine non li ho mai conosciuti davvero!in realtà la ricerca disperata era quella dell'affetto mai recepito di mio padre....questa dinamica ha sempre caratterizzato la scelta delle persone ed è sacrosanto il fatto che NON è MAI UN CASO incontrare o avvicinarsi a qualcuno in particolare...è una parte dura questa da affrontare...ancora oggi faccio i conti con questo scoglio...continuo a lavorare su questa parte con molta più consapevolezza del fatto che oggi posso scegliere...
Angela
Voglio volere...
La mia dipendenza più forte è proprio da una parte di me..per questo sarà doloroso vederla, riconoscerla e soprattutto strappare il legame che cè...
Ho costruito una figura che non c'è mai stata perchè la realtà così cruda, cosi dolorosa, cosi spietata per una bimba faceva troppo male, per sopravvivere e nascondere tutto questo dolore e cancellare la rabbia...ho dovuto dipingere in un certo senso un quadro diverso per credere ad una realtà che faceva meno male, ad un ideale che ho sempre ricercato, inseguito e in cui ho sempre sperato....e che ha condizionato da sempre la mia vita sentimentale....una dipendenza che in questo modo mi ha fatto male 2 volte....anzi direi molto di piu...ho idealizzato il mio primo vero ragazzo a 15 anni.....con cui ero stata appena 2 mesi ma che ho inseguito per 5 anni......l'ho rincorso, mi sono annullata per stare con lui, per essere voluta, amata, dovevo legarlo a me, doveva lasciare l'altra ed essere mio....ho accettato anche di essere L'ALTRA pur di averlo, anche se dovevo dividerlo con la sua ragazza.....ma in questo modo volevo riconquistarlo a tutti i costi perchè non potevo accettare quello che per me non era solo un amore finito, ma che sentivo come un altro abbandono...
e poi è arrivato il secondo grande incastro, anche lui fortemente idealizzato da me...avrebbe potuto calpestarmi, tradirmi.....ma io volevo lui....mi andava bene cosi....lo volevo a tutti i costi, ma gli appiccicavo un'immagine che non lo rispecchiava, gli cucivo addosso un vestito che non era il suo....ma era quello che io immaginavo.....anche da lui non è stato facile staccarmi e tuttora cerco di evitarlo perchè.....perchè mi riattiva una serie di dinamiche autodistruttive.....ho paura dell'effetto che potrebbe ancora avere su di me.....
Vorrei essere libera di scegliere un ragazzo, libera dalle mie dinamiche, dal mio passato, che finora mi ha fatto seguire sempre una stessa strada piena di dolore oltre che di adrenalina, attrazione e quel godimento che ci sarà sicuramente stato.....
Proverò a vedere la realtà per quella che è stata veramente senza quell'ideale, quel filtro che ho costruito per stare meno male......per sentire meno dolore e per credere in un certo senso che c'è stato un motivo....
un abbraccio a Chiara, Matteo ed alle mie compagne di un percorso di vita!
Michi An.
La mia dipendenza affettiva
La mia dipendenza più furto è stata
Dio che lapsus. Ho digitato FURTO invece che FORTE. Ma lo lascio. Perchè ogni dipendenza affettiva è un FURTO che si fa a se stessi e all'altro. Furto di tempo, di affetti, di spazi...
Io ho cercato di appropriarmi di mia figlia, e l'ho fatto con la rabbia e la disperazione di una donna che non aveva altro appiglio che l'amore incondizionato di e per un bambino.
L'ho allattata, le ho dato il frutto del mio corpo per crescere, e nel vederla diventare grande grazie a ME,che non ero più strumento di autodistruzione ma di creazione (senso di onnipotenza alle stelle..!), mi sono legata a lei con una forza magnetica indicibile. Non riuscivo a staccarmene. Questo attaccamento può esser normale nei primi mesi di vita di una creaturina, ma proprio ieri ho visto un filmato in cui Giulia aveva poco meno di 4 anni e io dichiaravo a mia madre che avremmo potuto "tentare" una sera che lei la tenesse. QUATTRO ANNI!!!
Il mio ex marito, inconsapevole quanto me, mi vedeva a modo suo serena in questo rapporto duale con mia figlia e non si intrometteva. Ero solo madre, mai donna.
Poi, lo strappo. Mi sono sentita esplodere, e quando la separazione è stata inevitabile, ho sentito anche una sorta di "bisogno di allontanare" anche mia figlia.
Stavo con lei, ma la maltolleravo. Stavo bene solo quando uscivo. E'una sensazione STRAZIANTE per una madre.
Grazie ad una sua evidente richiesta di aiuto che mi ha scossa dal mio torpore malato (la malattia era a livelli estremi, e prendevo farmaci devastanti) ho ripreso coscienza e il senso del mio essere madre. Mi sono riappropriata di una maternità sana, che mi godo in ogni sua sfumatura, facile o difficile che sia.
I problemi ci sono, ma ci sono anche i giochi, e soprattutto non c'è più quella necessità VISCERALE di averla sempre e solo con me, e di controllarne ogni gesto, come se io, solo io potessi curarmene, e lei, solo lei, potesse darmi amore.
Ora siamo entrambe aperte al mondo,e quando la guardo tra le braccia di qualcuno a farsi coccolare sono FELICE.
Fra
irrinunciabile
Irrinunciabile per me..provo a mettermi per prima, una voce mi dice"lotta combatti vedrai che andrà bene", ma l'altra mi dice che sto facendo un enorme errore che non è ancora il momento, che sono ingiusta, che ancora posso aspettare e gli do fiducia.Troppo straziante non avere un suo abbraccio, mi manca l'aria mi si contorce lo stomaco e ripenso solo a ciò che sto per perdere con le mie mani o col suo aiuto ma non importa,io ne resto senza..impossibile,gli corro tra le braccia e mi sento protetta ma anche una che non sa combattere, maledizione credo di aver fatto tanti passi ma qui sono solo una bambina che si convince di poter essere forte ma poi impazzisce, non respira senza di lui, brutto da dirsi mi fa sentire una fallita, inferiore a tutte quelle che invece riescono a vincere questo momento, io no cavolo io no,perchè?perchè ancora non riesco ad avere delle fondamenta belle robuste dentro di me e ho un bisogno disperato di sapere che lui c'è e che mi da una stretta e che è il mio ragazzo e che è qui e che non mi lascia,mai.Parole al vento quelle che ho detto a me stessa ripetendole e convincendomene, dicendole ad alta voce per registrarle ma niente, non servono a niente quando il vuoto,il freddo mi inondano, la solitudine, la sua mancanza, non resisto.Cosa non ho fatto bene?cosa mi è mancato di così profondo nella mia vita da ritrovarmi così dipendente da lui?non sento nient'altro di così forte, nessun legame di cui io ho il radicale bisogno , nessun porto dove mi sento che potrei lasciarmi andare, farmi trascinare in questo senso.A casa non posso e non voglio rifugiarmi, appoggiarmi, non mi basta, mamma ha la sua vita e ci stiamo costruendo un rapporto pulito, sano normale mamma figlia, papà non è a casa non lo è mai stato non posso fare affidamento quotidiano per sentirmi supportata,mondosole non è giusto che risponda a ciò che io sto chiedendo, le mie amiche nemmeno. Sì , mi rendo conto che sto chiedendo di qualcuno che mi porti in braccio, che non mi faccia sentire il dolore, che cancelli tutto e che mi faccia ripartire da capo.Non la trovo dentro fiducia e forza in me.E' tutta una scusa di una codarda che non vuole soffrire e cerca le alternative?o c'è un fondo di verità che mi fa andare avanti con lui, una speranza che non mi fa allontanare definitivamente?Non lo so più, ogni giorno mi do una risposta che poi dopo poche ore nego ,che mando a quel paese, quando vorrò trovare la via giusta?Non trovo davvero?o l'ho già vista ma non la voglio prendere?giuro non lo so più........
Martyy
Per Marti
Marti, tesoro...condivido totalmente quello che ti ha scritto Romi......anche se non posso neanche immaginare quanto sia difficile staccarsi da una persona con cui sei stata cosi tanto tempo, voglio solo dirti che io, noi, ci siamo, sempre e comunque...come ti abbiamo dimostrato finora qualunque decisione tu prenda.......sicuramente come dice Romi un compagno non è la persona che deve ricompensarti per l'affetto che ti è mancato, o per la sicurezza che non hai, ma una persona con cui condividere una strada, un persorso di crescita andando avanti nella stessa direzione.....
forza cucciola,
ti mando un fortissimo abbraccio!
Michi An.
Certo che ci siamo, perchè
Certo che ci siamo, perchè tante di noi sanno cosa stai vivendo, ogniuna a suo modo, con il proprio vissuto e la propria sensibilità, e il proprio modo di sentire, anche quel dolore di cui parli. Sapere che sei capita, che il "sola" che senti lo crediamo ed è l' origine del tuo dolore.
Ti abbraccio e lo sai che è un abbraccio che comprende e da forza perchè è fatto di cuori che camminano con te e sanno chi sei, e ti lasciano la libertà di piangere se vuoi.
Ci siamo e lo sai a stringere la tua mano che trema quando fai passi e scelte verso te.
Giulietta
tesoro
Innanzitutto non sentirti in colpa verso la parte di te che, più sana, riesce a dare voce alla tua razionalità. Apprezza il fatto che esiste e che parla.
Per il resto non posso essere che d'accordo con Romi.
Mi colpisce però il fatto che tu ti "obblighi", e questo lo fai da sempre, ad essere sola in questa battaglia. Quando dici "non posso fare affidamento quotidiano per sentirmi supportata, mondosole non è giusto che risponda a ciò che sto chiedendo, le mie amiche nemmeno."
Se quello che stai chiedendo è "COSA FACCIO", solo tu puoi darti la risposta giusta? ma sei sicura che la domanda sia questa? O stai chiedendo "STATEMI VICINA"perchè ho una paura folle della mancanza di un legame di cui vogliomanonvoglio tagliare il filo? Perchè io credo che non sia contrario a nessuna logica amicale o di Mondosole supportare nella propria scelta un'amica che ha bisogno di aiuto.
Noi ci siamo Marty, qualsiasi decisione tu prenda.
Però mi sento di dirti che ogni decisione rimandata o trascinata o affidata ad un altro (in questo caso lui) è un torto che fai verso te stessa e il tuo percorso. Hai più forza di quanto credi. Hai più affetto intorno a te pronto ad accoglierti di quanto pensi.
Ti stringo forte. Fai SPAZIO, respira, Marty, respira.
Fra
errore di battuta
"Se quello che stai chiedendo è "COSA FACCIO", solo tu puoi darti la risposta giusta."
Ho cambiato la frase ma mi è rimasto il punto interrogativo. Voleva essere un'affermazione
Ribacio
Fra
Cara Marty..
..invece io penso che tu sappia bene qual è la strada giusta da percorrere, l’hai ripetuta sabato, è da mesi che dentro di te lo sai.
Io penso che il problema sia che l’idea di rimanere “sola” con te stessa, senza le tue protezioni, ti faccia paura, ti faccia adesso incredibilmente male..
Permettimi di dirti che in parte posso capirti, ho avuto un esperienza simile anni fa.. ho “dovuto”, per quel po’ di bene che avevo per me stessa, lasciare una persona che non era sbagliata in se stessa, ma che era sbagliata per me, che per problematiche sue mi faceva incredibilmente male..
Fermandomi a pensare, riesco ancora adesso a percepire il dolore, lo STRAPPO che ho sentito, il freddo e il vuoto che ho provato per tanto tempo senza di lui..però desidero anche dirti che quel freddo e quel vuoto, se sopporti di sentirli e soprattutto di CAPIRLI, nel tempo lasciano posto ad altro.. magari anche a quella stessa persona, ma con basi reciprocamente diverse.
E poi desidero di cuore dirti che il tuo fidanzato non deve e non può essere colui che ti porta in braccio, che ti difende dal mondo, che colma i tuoi vuoti..io adesso vedo la coppia come due metà già piene che si incontrano e decidono di camminare insieme, fianco a fianco, due entità separate che insieme ne creano una terza..
Un abbraccio con tanto e vero affetto
Romi
Care ragazze vi ringrazio
Care ragazze vi ringrazio tanto per avermi risposto e ho sentito tanto calore, continuo a interrogarmi e a provare a far forza su di me, a cercare chiarezza su ciò che non voglio e su quanto sono disposta a rinunciare, ieri sera ho fatto un paragone col ciò che vivo sentimentalmente:mi sembra di essere nell'occhio di un ciclone, è calmo, sembra protetto, non c'è vento ma l'aria è pesante e inquieta, si avverte che sta per arrivare il frastuono;ai lati dell'occhio i venti sono insostenibili e troppo forti;allunghi la mano, fai una remata ma fa troppa paura, allora: o ritorni indietro nella tua barchetta al centro della bolla tremando o resisti, superi il peggio e poi trovi..cosa?forse calma o forse solitudine o forse ciò che ti proibivi di vedere..ma se quel ciclone stava per terminare?..
Martyy
...ma se quel ciclone stava per terminare?..
Me lo sono ripetuta anch'io e l'ho ribadito a lui: "è l'ultima volta che faccio scenate per una tua uscita con gli amici...l'ultima...
Ecco: ho avuto di nuovo paura di remare e sono tornata nel mio bozzolo protetto. E tremo.
Piango come una cascata; ma 'preferisco' INGOIARE questo dolore, piuttosto che affrontare l'IGNOTO: solitudine? nuova vita? Non lo so...Ho tanta paura di CAMBIARE.
Tutto ciò che è per me inaspettato, mi paralizza e poi mi manda in tilt...
Qualcuno ha detto: "Spesso accettiamo una piccola dose di dolore, per evitare un dolore che abbiamo troppa paura di affrontare."
Martyy, stasera ho provato le tue testuali parole sulla mia pelle...
Netta
cara netta
cara netta anche se non so chi sei penso che tutte noi che proviamo questa catena della dipendenza affettiva ci possiamo capire..Ora sto vivendo questo lutto perchè ho deciso di vedere oltre a questa dipendenza paralizzante, annullante, estenuante..per tre anni l'ho tirata avanti a strascichi, convincendomi che ci dovevo stare, in cuor mio sentivo inadeguatezza e qualcosa che strideva ed era amara e frustrante...quella sensazione di esistere solo quando lui è lì ma forse nemmeno..l'idea di lui...perchè quel rapporto in fondo, soprattutto questi ultimi mesi che cos'era se non un ultimo disperato tentativo di aggrapparmi a quell'ultima ancora..una missione, un incapponimento...voler trovare in quella persona qualcosa che non esiste..ed ammettere che può anche finire e io sono ancora qui..e ammettersi che forse proprio non poteva andare più avanti..amarezza vuoto delusione...ecco ciò che provo adesso..ma sento anche che adesso Io La STO affrontando, la voglio vedere, non sto fuggendo, devo imparare a nuotare ma devo buttarmi in acqua..non posso essere libera se ancora mi tengo un finto involucro di carta velina che mi rende la realtà offuscata e sospesa..il dolore che sto vivendo lascia spazio a me , voglio il mio spazio, il mio tempo, decidere se voglio o non voglio quella persona, ascoltare il mio desiderio...aspeta un passo indietro..prima voglio capire perchè ci sono arrivata a questo stato di dipendenza feroce , cosa volevo stoppare, non sentire, celare,placare, evitare...perchè...e cosa può esserci al mondo di altro?Tutto il resto e io per prima..Saper dar valore alle mie azioni anche tenendolo per me, non dover correre a dirgli tutto quello che faccio..
Io non so dove mi porterà ..certo è che credevo di perdere di più di quanto in realtà ho perso..Forse troverò me...da condividere con un altro..e non da affidare..
P.S forza e coraggio...bisogna staccarsi dalla sponda per vedere nuove terre...
Martyy
Irrinunciabile, ideale
Irrinunciabile, ideale distruzione. Mi servi tu, proprio tu per farti male per farmi male.
Persone cercate volute ottenute, strappate alla vita loro per riempire la mia. Ma entrare nella mia vita voleva dire entrare nel meccanismo in cui "amore" era quell' insieme di schemi mirati a distruggere, zittire, divorare. Mi servi per riempire il vuoto assoluto che sentirei, che lascerebbe orribile spazio a una me inascoltabile. Non importa che tu ci sia fisicamente, l' assenza anzi è fondamentale, così posso riempirmi di disperazione e della tua assenza e fare una fatica boia, ho avuto sentore che per me non ci sia mai stato nessuno e così deve continuare ad essere, voglio continuare a godere di questo in un modo o nell' altro. Poi potrò orribilmente sfigurarti di sensi di colpa.
Sarò estremamente disponibile sessualmente con te che non aspetti altro. Così sarai cosa mia, perchè il senso di colpa che mi crea l' essermi concessa mi legherà per sempre a te: questo sarà insopportabile quindi ti potrò odiare, rifiutare, per ri-sentire dolore perdita e assenza e colpa. Questa continuo gioco al massacro dell' anima propria e altrui è l' insieme dei SINONIMI di SENTIMENTO, VITA. Te e un qualunque dialogo e punto di crescita personale o reciproco banditi.
Perchè mi servi, in fondo, e comunque mi servi per MANTENERE me stessa nella condizione identica a quella infantile. Di un' infanzia malata. Ora so. Dove sentimenti e ruoli erano scombinati da tutti e non c' erano punti di riferimento sanamente utilizzabili.
Perchè la DIPENDENZA AFFETTIVA è DIPENDENZA dall' AFFETTO, dall' idea di affetto, quella imparata. Ho imparato che affetto è abbandono, disapprovazione, sesso-colpa-eseguire-subire-non dire. Affetto è rinuncia a sè, negazione, affetto è silenzio, remissività assoluta e odio conseguente pacchetto unico, affetto è non dicibile non esprimibile. Sesso è dovere sesso è dolore, affetto è debolezza e umiliazione, sesso è molestia che lega. Tutto questo nel quadro in cui dalla quantità d'attenzione e affetto percepito dipendeva il valore che io davo a me. Tutto da rifare.
Rileggo tutti i miei rapporti, d' "amore", d' "amicizia", rapporti di qualunque natura vissuti in passato sapendo che io dentro ci mettevo questo, sapendo che per me CONTATTO con l' Altro doveva avere necessariamente queste componenti per darmi l' emozione forte di vita.
Piano piano, non mi sento più aliena da me a cercare qualcosa di buono per me, a scegliere volta per volta di ascoltare più internamente ciò che sento ma anche ascoltare la realtà anche di chi è l' altro e mettersi in dialogo, gli incontri, anche ciò che è imprevisto poi si può scegliere! Ovviamente i sentimenti no, quelli si sentono.
Col cuore GRAZIE
Giulietta
beh chi più di noi in tema di
beh chi più di noi in tema di dipendenze potrebbe parlare e scrivere per ore.. Nella scelta per la VITA che ho fatto, di certo la sfera affettiva rimane il nodo più grosso da sciogliere .. quanta dipendenza ricordo nel rapporto con mia madre, insieme inconsapevoli eravamo vittime di quel mostro chiamato bulimia : la mia idealizzazione piu' totale di quella figura materna, mai ai miei occhi vista come donna, da emulare alla quale ero aggrappata con tutte le mie forze per fuggire da colui che allora nella mia mente era vissuto come "un estraneo" in casa, figura tanto temuta per il solo fatto che era uomo, mio padre... la persona in realtà che ho sempre cercato di conquistare... ed ho sempre ricercato in chi incontravo... E poi arriva colui che ho definito per tanto tempo "l'amore della mia vita", mio fratello , di certo la più grande dipendenza che ho avuto. Un rapporto inquinato dal ruolo che mi sono cucita addosso di mamma e non di sorella, un senso di responsabilità soffocante, dettato da quelle aspettative che nella mia mente sentivo richieste dai miei genitori, un dover essere "perfetta" che era necessario nel mio vano tentativo di "esistere" agli occhi di mio babbo.
la comprensione di tutto ciò
la comprensione di tutto ciò che le nostre dinamiche familiari racchiudevano ci ha davvero regalato nuovi meravigliosi equilibri ritrovando una pace difficile da spiegare a parole. In tutto questo però il condizionamento sulla sfera sentimentale è stato totale: la strumentalizzazione della malattia per non "sentire" nessuna forma di desiderio era riuscita ed è stato difficile accoglierne e accettarne in me la presenza. L'idealizzazione di colui attraverso il quale mi sono concessa questo sentire è stata davvero forte,instaurando in me una nuova dipendenza fino a prima a me sconosciuta ed ancora devo in parte spogliare la sua figura di quel valore per me così importante ... di certo è un'esperienza che mi ha permesso di vedere tanti meccanismi miei di difesa (le troppe parole in realta' usate per "allontanare" l'altro), di sentire le mie paure, il mio grande bisogno di amore.. tutti strumenti fondamentali per rafforzare e costruire la mia IDENTITA' anche in questa sfera così complessa e speciale allo stesso tempo. E allora avanti tutta !!! La determinazione che sento dentro, la voglia di essere TOTALMENTE LIBERA si rafforza ogni giorno attraverso ognuna di voi, attraverso coloro che mi hanno riportato alla Vita. Grazie.