Difficile intervenire sulla dipendenza da cocaina

14-12-2008, ore 19:27:03

Europa. Difficile intervenire sulla dipendenza da cocaina

Rosa a Marca

Al colloquio europeo organizzato la settimana scorsa alla Sorbona dalla commissione interministeriale di lotta alla droghe e alle tossicomanie (MILDT), una sessione intera ha fatto il punto sulla ricerca dei trattamenti nella lotta alla cocaina. La posta in gioco e' grande: 1,5 milioni di europei tra i 15 e i 34 anni ne hanno fatto uso il mese scorso, e il 3,9% dei francesi dai 26 ai 44 anni l'ha sperimentata. Nell'Unione Europea, nel 2006 sono state sequestrate 121 tonnellate di cocaina e si registrano 500 overdose mortali l'anno (7 decessi in Francia nel 2005).
Se metadone e buprenorfina continuano a essere efficacemente usate contro la dipendenza da eroina, finora non si conoscono farmaci o prodotti di sostituzione che consentano al cocainomane di tornare a essere astinente e di rimanerlo. La cocaina e' probabilmente la sostanza piu' tossica per il cervello: agisce su tutti i sistemi di neurotrasmissione, sia sui neuroni che veicolano le emozioni sia su quelli che filtrano le aggressioni dell'ambiente esterno. "Persino dopo dieci anni d'astinenza, il cervello ne conseva le cicatrici -neuroni modificati, connessioni anormali", sostiene William Lowenstein (Clinique Montevideo, Boulogne, Francia).
Nessun cocainomane ha lo stesso profilo psicologico, le motivazioni per curarsi sono "variabili" e ai medici mancano purtroppo gli strumenti per agisre. Persino l'ambizioso progetto americano CREST (Cocaine efficacy screening trial) del National Institute of Drug Abuse, che ha analizzato l'efficacia terapeutica di 19 medicinali (in particolare neurolettici), non e' riuscito a evidenziare dei risultati certi e soprattutto... durevoli.
Comunque, molte sono le piste in campo: il vaccino contro la cocaina entra nella sua ultima fase di sperimentazione umana, detta fase 3 (studio comparativo d'efficacia). Questo vaccino, immaginato nel 1996 da Immunologic Pharmacological Corporation, e' stato messo a punto dal gruppo britannico Xenova. E' costituito da una molecola di cocaina, da una catena carbonica e da una proteina di trasporto (la tossina del colera). Iniettato a quattro riprese in dosi da 400 microgrammi a 35 cocainomani americani, ha provocato nel loro organismo degli anticorpi anticocaina. Questi si fissano sulla cocaina circolante nel sangue, impedendole di passare nel cervello. Il 75% dei soggetti vaccinati sono rimasti "puliti" nelle 12 settimane dello studio, l'88% dei soggetti ha parlato esplicitamente di una riduzione degli effetti euforizzanti della polvere bianca.
Piu' di recente sono stati vaccinati 114 dipendenti da crack o da cocaina: a partire dalla dodicesima settimana, il 30% non mostrava piu' tracce di cocaina nelle urine.
Che uso verra' fatto del vaccino? Potrebbe essere utile per evitare le ricadute dei tossici astinenti, e Thomas Kosten (Baylor College of Medicine, Houston, Texas), promotore delle sperimentazioni del vaccino, sta trattando con il dipartimento di Giustizia Usa per inserirlo tra i trattamenti disponibili.
Thomas Kosten sta sperimentando anche altri vaccini antidroghe: contro la nicotina presso Novartis (esperimenti umani di fase 3 conclusi), contro la metamfetamina (sperimentazione sugli animali), contro l'eroina (insieme a industriali cinesi)
In quanto al trattamento d'urgenza per overdose mortale di cocaina, Jean-Pol Tassin, neurobiologo al Collège de France, pensa che "un'iniezione di anticorpi anti-cocaina" sia la soluzione piu' efficace.

PS:Che cifre da capogiro...
Fra