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Lando e il coraggio dei Ragazzi Permale
Mi capita spesso di pensare all’amicizia e alle persone a cui voglio bene, persone che durante la mia vita sono state anche solo di passaggio e che non so neanche se rivedrò. Penso che l’amicizia sia una delle cose più belle che ci siano.
Sin da bambino una delle più grandi paure che avevo era quella di rimanere da solo, senza amici, infatti ricordo che gli amichetti venivano spesso a suonare al citofono nel pomeriggio, e se per caso succedeva che un giorno non suonava nessuno io ci rimanevo male e arrivata una certa ora scendevo io a fare il primo passo e suonare a casa loro.
Il mio quartiere è un quartiere popolare e sono cresciuto con tanti ragazzi, anche con quelli senza regole, quelli che potevano rientrare a casa quando volevano perché non avevano nessuno che gli dicesse niente. Io invece avevo l’orario e arrivata una certa ora si doveva rientrare a casa e sedersi a mangiare, poi forse, dopo cena una mezzoretta si poteva scendere. Quando eravamo giù tutti insieme non erano solo risate scherzi ma si condivideva il quartiere, la sera, il freddo, la pioggia, il sole e tutto quello che ci circondava e rendeva l’atmosfera come quelle dei film: noi imbattibili, noi padroni di tutto, forti con la sicurezza di avere accanto qualcuno pronto a proteggerti in ogni momento, qualcuno come te, pronto a difendere gli ideali conquistati in mezzo alla strada.
Ecco, io mi sentivo così, pensavo che mai niente e nessuno avrebbe potuto dividerci, forse perché non ci sentivamo solo amici, noi ci sentivamo una famiglia. Si dice che la vita non è un film e io oggi so che è vero. Pensavo che i guai potessero succedere a tutti tranne che a me, spinto dal coraggio della compagnia mi sentivo intoccabile; ma il coraggio della compagnia, quando ero da solo, non lo avevo più. Mi allontanavo, diventavo uno che non aveva il coraggio di dire quello che pensava per paura di essere giudicato, il coraggio di difendere una propria idea anche se gli altri non erano d’accordo o il coraggio di prendere delle decisioni importanti per la mia vita seppur diverse dagli altri. E non ero il solo a sentirmi così una volta fuori dal gruppo.
Ma era vero che il coraggio non l’avevamo? O forse nessuno di noi si era mai chiesto cosa veramente importava nella vita? Forse io mi sono sempre fatto le domande sbagliate, e forse non mi sono mai chiesto cosa sarei voluto diventare. Ho passato tanti anni a cercare il coraggio e la forza di fare qualcosa senza appoggiarmi a nessuno, senza dividere il peso dei miei problemi e questo mi ha fatto cadere tante, troppe volte. Ma sono riuscito a rialzarmi. E oggi, mentre mi preparo a partire per Sassuolo per un’altra tappa di Ragazzi Permale il mio pensiero va a tutti quelli che come me cercavano il coraggio fuori da se stessi e non si sono ancora rialzati.
Lando
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Commenti
Ciao Lando,
che dirti... sei veramente grande, vai avanti cosi'
ti dico a presto, perche' lunedi' ci saro' anche io.
Ciao Omar
Ciao Omar, ricordo bene anche io quei tempi in cui lavoravo in quel bar, ero il piu piccolo di tutti, avevo ancora tanti sogni, anche se senza accorgermene avevo già iniziato a infrangerli. Di voi colleghi di babbo che venivate al bar vi ricordo quasi tutti, e non so se dai suoi occhi si vedeva ma qualcosa iniziava a cambiare. Sia babbo che mamma hanno sempre tenuto botta nonostante il dispiacere e il dolore fosse tanto. Poi tutto quel dolore si è tramutato in aiuto, che è quello che alla fine ci hanno dato per entrare a far parte di questa comunità, dove la droga è l'ultimo dei problemi. Quà, impari a scontrarti con la radice di problemi, che sono quelli che porti dentro da tutta una vita; e tutta una vita ho ancora da vivere, quindi ringrazio i miei genitori per l'aiuto e tutti quelli che li sono stati vicini in quei momenti difficili, compreso l'associazione di Porto torres che ha un ruolo fondamentale.
Mi ricordo di te. Sono contento che frequenti il sito, e che hai un pensiero per me e la mia famiglia, ti mando un forte abbraccio.Ciao Lando
Ciao Lando, sicuramente non ti ricordi (ha poco imporatanza questo aspetto)... certo sono passati un po' di anni e tu ai quei tempi eri poco piu' che un bambino...ma gia' un po' "ometto" dietro quel grande bancone del bar cosi' grande che mi dava l' impressione che ti avolgesse facendoti ancor piu' piccolo di quanto tu in realta' fossi. Dopo per motivi di lavoro non ho avuto piu' la possibilita' di frequentarlo e ignaro che anche tu se pur per motivi ben diversi hai dovuto lasciare quel lavoro che anche se "pesante" riuscivi a mandare avanti, da quel momento c'e' stato un vuoto che per un anno o poco piu' non sapevo e non immagginavo che il destino ti stava riservando una parentesi della vita alquanto crudele e severa, che conoscendo la signorilita', l' onesta' e la sagezza dei tuoi genitori posso assicurare che non meritate, comunque chiudio questo capitolo! da genitore senonche' collega del tuo caro papa', nel vedere queste tue foto ora sono io a sentirmi un "ometto" in quanto mi e' bastato vedere il tuo viso dove i tuoi occhi riescono a trasmettere e a far capire il valore della vita che sepur non facile vale la pena di essere vissuta...con dignita' fierezza volonta', che tu non solo stai facendo ma riesci a trasmettere con la sola lucentezza e trasparenza del tuo viso e i tuoi occhi. ora capisco ancor piu' tuo padre che ogni qual volta mi parla di voi lo fa con vera soddisfazione e gli occhi brillano di gioia ...proprio come i tuoi. ora ti saluto anche perche' se continuo....non ti dico cosa farebbero i miei di ....occhi. ti abbracccio. e ricorda che siete l' onore dei vostri genitori che tanto vi pensanoe vi amano. omar
capisco alla perffezione quello che dici e ti assicuro che quel campanello lo aspettavamo in tanti.
Riguardo al resto sentire un ragazzo di quel gruppo parlare in questo modo e con questa profondità mi commuove e mi rende sempre più certo che abbiamo fatto l'unica strada che ci potesse permettere di trovare quel coraggio e quelle risposte che per troppo tempo e forse e nel modo sbagliato abbiamo cercato. SANPA!!!!
ti voglio bene Luca.P.