Ivan: fine settembre
E' da un mese che ne la vedo ne la sento…
Mi manca tantissimo, lei è il centro della mia vita…
Le serate trascorse con lei sono diverse, lei è diversa….
Quando stiamo insieme il tempo non esiste, il mondo non esiste; siamo Io e Lei nient’altro…
Credo di essermi innamorato perdutamente…
Non ho mai avuto la forza di dichiararmi, non tanto perché non ne avessi il coraggio ma sicuramente perché dentro, sento di non piacerle…
Lei è più grande di me, molto carina, simpatica e affabile; è la mia migliore amica: “Michela C”.
Tante volte mi capita di ascoltarla e pendere dalle sue labbra…
Tante altre, invece, mi parla dei suoi amori e anche lì ascolto…
Fa male, ma purtroppo non vorrei rovinare quel poco che ho…
I miei amici molto spesso mi criticano dicono che sono uno sfigato; in tanti dicono anche che mi prende in giro, che non è come io credo…
L’estetica, l’apparire; con lei posso essere me stesso non devo vergognarmi della mia sensibilità per lei non è un difetto anzi credo le piaccia un sacco…
Loro non sanno che lei è diversa, che mi vuole bene per come sono…
Finalmente il giorno del suo ritorno…
Sono emozionantissimo, è tornata, ho aspettato tanto questo giorno…
E’ qui accanto a me; mi guarda, ogni tanto mi fa qualche carezza, mi tiene la mano…
Sembra la scena di un film…
Mi porta sul castello ci sediamo su una panchina mi dice di essersi accorta che mi ama…
E’ stata la sera del mio primo bacio…
Ricordo il sapore delle sue labbra, il suo profumo alla mora…
Credo sia stata la sera più bella della mia vita…
Ci mettiamo insieme…
Tutto d’un tratto le cose cambiano…
Comincio ad avvertire un qualcosa di diverso…
Lei non è più la stessa, è strana, o sono io a sentirmi strano…
Non so di preciso cosa sta accadendo, però, ho paura delle sensazioni che provo…
Decido di lasciarla, scappo via; dopo qualche giorno mi accorgo di aver reagito d’impulso…
Sto ancora più male…
Ritorno da lei a spiegarle che non volevo, che non avrei mai dovuto lasciarla…
In fondo lei è dolce, lei è diversa, lei non è come le altre; sicuramente capirà…
Alla fine poi ho capito cosa non andava …ero io…
Il mio fisico, il semplice mio modo di essere me stesso…non andavo bene…
Lei, quella speciale, quella sensibile…
… In fondo alla fine,era come tutti gli altri, anche lei si vergognava di me…
Quello è stato davvero un brutto giorno...
Tra delusione e amarezza mi piace definirlo: …”L’ inizio della fine”…
Tante volte durante il corso della vita, mi è capitato di sentirmi inopportuno o inadatto…
Tante volte ho avuto vergogna di essere me stesso…
Tante volte ho fatto o detto cose, solo per piacere a qualcun altro…
Tante volte il giudizio delle persone che avevo in torno mi ha schiacciato…
Altrettante volte avrei voluto parlare di queste mie strane sensazioni con qualcuno, ma non sapevo assolutamente con chi poterlo fare…
Oggi alla fine dopo tutto ragazzi sono sempre lo stesso…
Ma ho promesso a me stesso che qualunque cosa accada; mai più nessuno avrà il diritto di farmi del male, ma soprattutto mai più io sarò quello che gli altri vogliano io sia…
Sono fiero di essere me stesso.
P.S.
Se mai a qualcuno di voi venisse voglia o sentisse il bisogno di parlare di un qualcosa del genere, sappiate che un posto nel mondo in cui c’è qualcuno capace di capire o semplicemente pronto ad ascoltare esiste…
Vi aspetto ragazzi…
Un abbraccio il vostro nuovo amico Ivan
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Commenti
Ciao ivan, sono una delle ragazze del corridoni-campana di Osimo che è venuta da voi il 6 marzo(ieri).
E' strano ma la sensazione che ho avuto vedendoti, è stata quella di un ragazzo alto e grosso, sicuro di sè e dei suoi limiti, in realtà sei proprio come tanti ragazzi, pieno di domande alle quali magari non c'è risposta, un ragazzo che sogna in grande e bisognoso d'affetto. La vita non gioca con tutti alla stessa maniera e questo lo sappiamo bene. Ascoltandoti parlare mi sembrava quasi di essere dentro la tua storia, i volti dei tuoi amici, le vie della tua città, tutto sembrava così familiare. Quando ti sei commosso, magari ricordando proprio i tuoi amici, mi hai fatto venire la pelle d'oca. Non si sentono tutti giorni storie del genere, non si incontrano spesso persone disposte a condividere la propria esperienza con dei perfetti sconosciuti, persone disposte a mostrare il proprio cuore.
:)
Ciao Ivan hai un mp! :)
Ciao Ivan, forse non ti ricorderai di me (sono quello con la giacca rossa che ti ha tenuto le borse durante la foto =)! Intanto grazie a voi per la vostra disponibilità! Non è facile per tutti raccontare con tanta naturalezza ciò che ci ha cambiato la vita! Oggi in pullman ripensavo al dibattito…. A mio avviso, e rispondo alla prima domanda che ci hai fatto oggi pomeriggio, il “fumarsi una canna” deriva non solo dal fatto che si vuole essere “ganzi”, al centro dell’attenzione, ma anche dai molti problemi che si hanno nella vita, problemi ai quali, magari, si vanno a sommare tutte le problematiche familiari che ci circondano. In tutte le storie che ho potuto sentire oggi (la tua, così come quella di Veronica (giusto?) o quella di Mauro, …) avete parlato di “assenza dei genitori”, oppure di “genitori divorziati”. Forse è proprio a questi che bisognerebbe parlare di “prevenzione”! Sbaglio??? Ognuno richiede attenzioni e quando non ne riceve si sente solo e trova mezzi per rifugiarsi in se stesso. Certo il carattere può influire positivamente o negativamente sull’essere del singolo, ma io credo che bisogni avere l’umiltà di fermarsi a pensare ad ogni azione che si decide di fare. Ogni cosa, infatti, avrà una conseguenza nella vita. Bisognerebbe chiedersi “se lo faccio, a cosa vado in contro?”. E’ difficile e talvolta improponibile, ma è appunto per questo che bisogna “educare”!!!