Herbert: ricordo, una sera
Notte fonda. La stazione di La Spezia si mostra in tutto il suo desolante squallore. In giro non si vedono che facce poco rassicuranti. Forse è l’angoscia che mi morde il collo ad amplificare la percezione di potenziale pericolo nascosto nei loro volti. Fatto sta che non mi va di fare il sottopassaggio per andarmene da questo schifo. In tasca ho un po’ di soldi e qualche rimasuglio di “roba”. Quando stai male e hai bisogno di soldi non guardi certo chi hai davanti. Figurarsi se non lo so. Poco importa se con quelle facce magari ci sei cresciuto insieme.
Decido di attraversare i binari. Barcollo, sono strafatto e giusto per non farmi mancare niente mi sono appena scolato due birre. Le gambe sono molli e prive di vita come un pupazzo senza il suo ventriloquo. Provo ad attraversare i binari, ma inciampo. Goffamente cado sulle rotaie e mi ritrovo con la faccia stampata sulle pietre. Provo a rialzarmi ma non ci riesco. Non sono tanto le gambe a tirarmi giù, è la testa che mi suggerisce di non rialzarmi. Mi dice che è meglio starsene lì, ad aspettare che il prossimo treno senza fermate passi a far di me nient’altro che brandelli di carne. Sono stanco di questa vita, di questo suo insopportabile vizio giocare con noi come se fossimo dadi nell’universo. Voglio morire per sentire finalmente un po’ di pace. Non desidero nessun luogo, nessun fantomatico regno dei cieli dove ritrovarci tutti insieme. Non voglio vedere nessuno, voglio solo addormentarmi per sempre.
Resto sdraiato per qualche secondo. Poi, con aria sprezzante, mi metto seduto, accendo un a sigaretta e aspiro beatamente. Davvero uno strano posto per fumarsi una cicca. All’improvviso mi sento quasi felice perché so che quest’incubo fra poco finirà. Sento il treno in lontananza, il suo incedere costante e rumoroso Mi sembra un potente esercito pronto a travolgere un drappello di pochi valorosi. Solo contro il mondo. Mi sento quasi una vittima sacrificale. Che bello pensare a quando domani apriranno il giornale e leggeranno del loro povero figlio passato a miglior vita. Atto estremo di una ribellione eroica. Si sentiranno sporchi come quei pirati della strada che ti travolgono e poi scappano. Cazzi vostri amici…
Un attimo, un battito di ciglia, una frazione di secondo e quel delirante castello in aria di fantasticherie, provocazioni e sfide contro i mulini a vento mi appare per quel che è: una perversa ripicca di un bambino rancoroso che gioca a fare il maledetto. Quella morte così eroica mi sembra solo il tragico epilogo di un dramma banale, interpretato da un protagonista mediocre, un vigliacco qualunque. Un colpo di spugna e dalla lavagna scompare ogni traccia del disegno con il quale avevo progettato la mia spettacolare uscita di scena.
Spengo la sigaretta, mi sento infinitamente piccolo. Le gambe non sono più molli, la botta è passata. Stavolta è il cuore a parlarmi, a suggerirmi di rimettermi in piedi, almeno in quel momento, poi si vedrà. La voce femminile all’altoparlante invita ad allontanarsi dalla linea gialla….
Il treno passa veloce. Lo sento dal sottopassaggio. Stento a crederci ma non c’era nessuno. Salgo le scale. E’ quasi l’alba ormai. La città pigramente sta provando a svegliarsi. Io, invece, sento il bisogno di riposarmi. Faccio un po’ di strada sotto i portici deserti e manco a farlo apposta mi ritrovo davanti a casa dei miei. Non tornavo da mesi. Busso. La porta si apre..
”Buongiorno babbo”.
Herbert
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Commenti
ciao herbert... sono marika la ragazza che dopo il dibattito nel vostro teatro si è venuta a sedere vicino a te e t ha raccontato quella storiella... sappi che ci sono giorni in cui mi sento proprio come te sulle rotaie... e ti assicuro che ti stimo xk tu hai avuto il coraggio e la forza di andare avanti un abbraccio più forte di quel meraviglioso giorno
Ciao Herbert:) sono una delle ragazze che è venuta il 29 febbraio..è stata un esperienza unica,non è mai facile raccontarsi davanti a tante persone
un abbraccio
Grazie a Giulia ( sei per caso la ragazza che ha parlato con me durante il dibattito?) e a Riccardo...
credevo che non ci avrebbe scritto nessuno della vostra scuola e invece mi devo ricredere...
a volte la timidezza nasconde una profondità inaspettata.Nonostante abbiate detto poco ieri vedo che su Internet ci cercate...e questo è semplicemente bellissimo
Ciao Halbert, sono Riccardo uno dei ragazzi che il 29 febbraio è venuto con la scuola Corridoni- Campana a trovarvi. é stata un esperienza bellissima, piena di emozioni.
é molto difficile raccontare le proprie esperienze davanti a persone che non si conoscono, sono rimasto molto colpito da tutte le vostre storie perchè sono piene di coraggio, a differenza di altri che non sono riusciti a fuggire dalla droga. voi siete stati molto coraggiosi... Ciao raga. Riccardo
Ciao Herbert, sono Giulia una delle ragazze che con la scuola è venuta a visitarvi il 29 febbraio. è stata un'esperienza unica, ricca di emozioni e significati. non è mai facile davanti a tante persone raccontare la propria storia con la paura magari di farsi vedere realmente come si era, le sofferenze che hanno spinto tutti voi a drogarvi. Ma è grazie a voi e al vostro aprirvi con noi che qualcosa di vostro è arrivato, anzi è arrivato tanto! attraverso le vostre esperienze ci avete fatto capire quanto è facile cadere in un errore cosi grande da un giorno all'altro senza magari rendersene conto sul serio!
un abbraccio a tutti e grazie ancora per la bella esperienza!
grazie a te mia assidua lettrice....
Bellissimo Herbert! Grande...
grazie del bel complimento.Mi fa piacere che la giornata trascorsa qua ti abbia lasciato qualcosa d'importante.Porterò i tuoi saluti senz'altro....
grazie del bel complimento.Mi fa piacere che la giornata trascorsa qua ti abbia lasciato qualcosa d'impiortante.Porterò i tuoi saluti senz'altro....
E' stata davvero una bella giornata, con la tua storia ci hai fatto arrivare al cuore tante tante cose.
Un abbraccio a tutti, e fai avere i miei saluti a Martina Marika e Alberto.. Di' a Martina che io Lara e Giulia le scriveremo presto. Ci hai fatto vedere la bella persona che sei realmente.
Ciao