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Droga, con Obama continua il no alla legalizzazione
"La guerra alla droga è finita. La battaglia contro consumatori e commercianti ha fallito", sono questi gli annunci che, i fautori della legalizzazione strillano ciclicamente.
Considerata uno dei pilastri della posizione antiproibizionista, la "war on drug", guerra alla droga, è solitamente associato ad una visione politica piuttosto conservatrice e sicuramente
opposta a scenari di riduzione del danno e legalizzazione delle droghe.
Da sempre contrapposti e politicamente distinti, a rimescolare le carte ci ha pensato il democratico Obama la cui elezione, nel 2008 aveva antusiasmato i legalizzatori nella speranza che l'ex senatore dell'Illinois, oltre ad essere diventato il primo presidente di colore sarebbe stato anche il primo a spingere nella direzione della legalizzazione e ad abbandonare le politiche di contrasto
del narcotraffico e del consumo di droga.
Invece, Obama ha sorpreso tutti mostrandosi in linea con le politiche antidroga portate che erano state portate avanti dagli Stati Uniti fino a quel momento, quelle seguite anche da Bush padre e Bush figlio per intenderci.
Disattendendo le speranze dei più indefessi legalizzatori, Obama ha presto mostrato di non aver nessuna intenzione di cambiare direzione a partire dalla scelta dello zar antidroga, Gil Kerlikowske, uno che sull'utilità del "proibire" ha sempre avuto le idee molto chiare.
"Solo perché la guerra alla droga non è riuscita a debellare quella che oggi è una vera epidemia, non significa che abbia senso andare nella direzione ooposta e quindi verso la legalizzazione" spiega Ray Walser, Senior Policy Analyst dell'Heritage Foundation di Washington, DC. "Sarebbe come dire, fermiamo la ricerca scientifica solo perché ad oggi non siamo riusciti a trovare una cura contro il cancro. E' un passaggio assolutamente illogico".
Ray Walser, analista di uno degli istituti più conservatori d'America, ci ha spiegato le attuali politiche antidroga seguite dagli Stati Uniti e quali sono stati i cambiamenti strategici introdotti da Obama.
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