
Andiamo in giro per l'Italia, facciamo spettacoli, e ogni volta che ritorniamo a casa, ogni volta che abbiamo vissuto un'esperienza e ogni volta che ci viene un'idea, scriviamo tutto qua, sui nostri blog.
Diari di bordo
Scritto da nicola il 05 Dicembre 2011
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Era un bellissimo sabato sera, un sabato sera come tanti altri, di un'estate calda, stavo a casa da solo. Mamma era in Croazia e papà stava in giro per il mondo a lavorare. Il bagno della mia stanza era inondato dall’odore della canna che mi ero acceso, ero tutto eccitato per la serata che mi attendeva da lì a poco. Ad un certo punto uno squillo improvviso. E' il campanello di casa, mi vesto velocemente, mi pettino e scendo di corsa.
Oggi siamo andati a Riccione, presso l’Istituto Savioli, lo stesso che frequento io, però nella sede della comunità.
Nocera Inferiore, 2012. Sono nel camerino, mi siedo, mi alzo, mi risiedo, apro il copione, lo chiudo, mi alzo di nuovo… penso che tra un po’ si va in scena… vado in bagno, mi guardo allo specchio, sono pronto? Non lo so, rientro nel camerino, mi risiedo e quel che provo non si può chiamare ansia ma va molto oltre.
Sono in treno verso Nocera, per l’ennesima avventura ‘Permale’ con il mio socio Nicola. Dal finestrino il paesaggio cambia ogni volta che cambiamo regione. E guardando fuori mi viene un pensiero…
Ieri per me è iniziato un grande viaggio, una di quelle che sarà tra le esperienze più significative della mia vita.Fughe da fermi.
Ciao raga… siamo Toni e Nicola, in questo momento vi stiamo scrivendo dalle nostre postazioni Sanpa fremendo minuto dopo minuto prima della partenza.
Ci siamo! Tra pochi minuti sarò in macchina. Destinazione Dolo in provincia di Venezia. Il mio primo spettacolo, la mia prima volta sul palco. Sono il nuovo protagonista di Fughe da fermi. Come mi sento? Beh! Potete immaginarlo.
Un giorno ho sentito una canzone che diceva che esiste un vento che riporta le immagini di un tempo, e se fuori non si muove niente è perché ti soffia dentro, non puoi sapere quando arriva e da dove proviene e quando vuole colpirti. Puoi nasconderti ma non c’è riparo. Senti alla radio una canzone così, e ci fai solo un piccolo pensiero ma niente di ché… fino al giorno…
Dopo aver trascorso il nostro lunedì insieme all’Istituto Emilio Filippini, con cui si è parlato di problemi e passioni, condividendo emozioni e talenti, abbiamo pensato di regalargli un disegno.
La calda aria che avvolge ogni spettacolo. I colori, le luci, il momento in cui da dietro le quinte riesco a sentire e solo immaginarmi le faccie dei centinaia di ragazzi che intrepidi non sanno quello che gli aspetterà. Penso sia il momento più estenuante per me di tutto lo spettacolo. Anche più dello stesso esser seduto solo con la mia storia in mano come una sfera di cristallo dove tutti possano guardarci.
Dopo le sensazioni e le emozioni che oggi ho vissuto incontrando i ragazzi dell’Istituto Professionale Alberghiero “Tarantelli” di Sant’Elpidio al Mare, sento questa voglia di raccontare. Tante volte le cose non vanno proprio come tu credi e proprio quando sei convinto del fatto che una cosa del genere a te non possa mai accadere, eccoti dove non avresti mai immaginato.
Venerdì pomeriggio, appena finito lo spettacolo che abbiamo avuto al Teatro Rifredi, ho rivisto la bellezza e l’unicità del Duomo di Firenze. Allora mi è venuto in mente che anche una delle prime volte che vidi questa splendida città, fu indimenticabile, ma per un altro motivo.