Breakdance Project Uganda


Breakdance Project Uganda L’Uganda è uno dei paesi più difficili in cui nascere, crescere ed essere un bambino. Povertà e malattie sono problemi con cui confrontarsi quotidianamente nel sud del paese. E nel nord tutto questo è amplificato da una insensata e brutale guerra tra etnie, a causa della quale migliaia di famiglie sono state divise e milioni di persone sfollate dalle proprie case.
Nel 2006 però, un b-boy ugandese di 27 anni, decide di fare qualcosa. Il suo nome è Abramz Tekya e quello che sa fare meglio è ballare la breakdance: perché non insegnarla ai bambini della sua città?

Nasce così Breakdance Project Uganda (BPU)
Tutti i lunedì e i mercoledì alle ore 17:00 l’appuntamento è a Kampala, capitale dell’Uganda, nel centro giovanile Sharing. Qui arrivano un numero infinito di ragazzi di tutte le età, etnie, religioni e culture. In barba all’odio e alle divisioni, qui si insegnano musica, tecniche hip hop, acrobazie break. Si balla insieme, si ride insieme, insieme si battono le mani e si tiene il tempo in uno spazio al di fuori delle tensioni e dei conflitti: qui si può stare insieme serenamente.

La vita di Abramz Tekia
Abraham “Abramz” Tekia ha perso i genitori per AIDS all’età di 7 anni. Ha passato la giovinezza alternando le saltuarie frequenze scolastiche alla dura vita delle strade ugandesi, vivendo ora da un parente ora da un altro. Grazie all’hip hop ha trovato la chiave per esprimersi, tirarsi fuori dalla disperazione, e aiutare gli altri bambini del suo paese. Il progetto BPU è partito da Kampala e si è poi esteso anche in altre regioni. Il sogno di Abramz ora continua: l’obiettivo è mettere in piedi un laboratorio permanente e gratuito. Come lui stesso afferma: “Questo è il luogo dove si riafferma l’orgoglio della gente, dove si apprendono nozioni di cui nessuno più ti potrà privare”.

Non solo breakdance
Perchè al BPU non si impara solo a ballare: qui si insegnano anche una vasta gamma di attività professionali che diventano un mezzo attraverso cui emanciparsi. E poi ci sono i corsi di arte, disegno e musica, materie messe sempre in primo piano rispetto al resto, perché spesso diventano il primo canale di espressione di questi ragazzi che vengono da ogni parte dell’Uganda per seguire le lezioni, tutti gratuite, e percorrono anche diverse miglia pur di partecipare alle attività.

Il film del BPU
La fantastica storia del BPU ha ispirato anche un film. Si intitola Bouncing Cats e racconta la storia di Abramz e di Crazy Legs, breaker americano fondatore della famosissima Rock Steady Crew, che è venuto a conoscenza del progetto ugandese e l’ha sostenuto. Il film racconta come il Breakdance Project Uganda punti a cambiare in positivo la società Ugandese attraverso l’insegnamento della cultura hip hop. Perché, come dice Abramz nel trailer del film “Tutti noi sappiamo che possiamo fare la differenza, non importa in che modo”. L’importante è farlo.

La Photogallery
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