
Chi partecipa al WeFree Day? Quali sono le novità quest’anno? Per rimanere aggiornati e seguire le mirabolanti imprese del WeFree Network tutto l’anno, questo è il blog giusto!
WeFree Days
Breakdance Project Uganda
Scritto il 23 Ottobre 2012
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WeFree Day 2012
Scritto il 05 Ottobre 2012
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Sono sempre stato un materialista. Il problema più grande della mia vita - racconta Dario - era apparire. Schiavo e succube del pregiudizio, vivevo in funzione degli stereotipi che la nostra società ci mette di fronte e a causa dei quali non riuscivo a guardare più in là del mio naso”.
Sono li, dietro quel palco che mi sembra enorme, le voci mi entrano dentro fino in fondo allo stomaco, le risate ingenue sono disarmanti, il tempo sembra essersi fermato, i ricordi tornano a quello che ero, chiudo gli occhi e alzo la testa verso il soffitto di quella stanza che in un istante insieme a quelle grida di gioia che arrivano da fuori si trasforma in un sogno. Non sento più è nulla, le mani il cuore, ho smesso perfino di respirare e poi la porta si apre.
Wefree day, non so cosa è stato per voi, per me è stato un punto di partenza, perché è stato l'anno scorso durante quest’evento che sono entrato a far parte di questo progetto di prevenzione.
I ragazzi di San Patrignano, coordinati da Alberto Giuliani e Andrea Amato dell'agenzia fotografica LUZPhoto, raccontano il WeFree Days attraverso una serie di ritratti "in movimento". Nel set fotografico allestito fuori da Forumio, sono tutti invitati a farsi fotografare "in salto", per superare tutti gli ostacoli ed essere più leggeri e liberi.
Avete presente quella sensazione in cui ti si stringe lo stomaco, quando ti iniziano a sudare le mani, e in cui ti senti un po’ ridicolo perché qualsiasi cosa esce dalla tua bocca non sei tu a parlare ma solo le tue emozioni? Io la conosco bene, ormai ci ho fatto l’abitudine. Sono sempre stato timido e sensibile, e di questo me ne sono sempre vergognato.
Napoli, anni 80. Una città dura, implacabile, violenta, dove la paura insieme alla legge del più forte spazza via dalle strade ogni forma possibile di aggregazione attorno alla creatività. Inizia qui il viaggio, ideale e reale, di Giò Di Sera, oggi 46enne, cofondatore e presidente di StreetUniverCity dopo essere stato tra i pionieri di quel nomadismo culturale e cosmopolita che a Berlino ha trovato casa.
Una possibilità. Più il tempo passava, più diventava per Ebou una parola remota, irraggiungibile. “Circostanze avverse” pensava con un briciolo di ottimismo rimasto. Ma la precarietà si trasformava sempre più in un mostro che inghiottiva tutto, casa, scuola, lavoro, sopravvivenza. “Homeless” dice ricordando gli inizi. E un alone di tristezza gli appanna lo sguardo. Era arrivato a Londra dal Gambia con la madre quando aveva 13 anni. Di certo la sua non è stata un’adolescenza facile. Eppure non si è rassegnato.
Abbandona gli studi scientifici e di medicina per consacrarsi al cinema. Dopo un periodo da assistente alla regia per Pupi Avati e Francesco Maselli, esordisce da regista e sceneggiatore di mediometraggi e documentari. Nel 1991 fonda una casa di produzione, la Dernier film, con la quale produce e realizza il suo primo lungometraggio: Verso sud. Da quel momento diversi i film che descrivono la società, la famiglia, l’emarginazione e situazioni di disagio.
La carriera musicale di Intrallazzi inizia negli anni 80,quando fonda gli FPI PROJECT (Rich in Paradise 1989), con cui conquista le classifiche di tutto il mondo vendendo circa 4milioni di singoli. Nel corso degli anni il suo sound si è evoluto diventando sempre più elettronico e all'avanguardia proponendolo da anni nei più importanti club italiani e stranieri.