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San Patrignano a Matera con lo spettacolo “Una sottile linea bianca”

La comunità assieme alla giornalista Angela Iantosca, mette in scena lo spettacolo di prevenzione tratto dall’omonimo libro della reporter

Filippo non voleva passare per lo sfigato di turno. Francesca ci teneva proprio a provarla. Chiara l’aveva sempre vista in casa, non poteva certo far male. E così sono nate le loro prime esperienze con le sostanze, presto trasformatesi in vera e propria dipendenza. Per loro fortuna, per tutti l’ingresso a San Patrignano. Sono solo tre incipit delle quindici storie raccontate dalla giornalista e scrittrice Angela Iantosca nel suo libro “Una sottile linea bianca” (edito da Giulio Perrone, con prefazione del professor Antonio Nicaso) e trasformate, in accordo con la comunità, nell’omonimo monologo teatrale entrato a far parte del progetto di prevenzione WeFree di San Patrignano.

Lo spettacolo approda a Matera mercoledì 3 aprile alle ore 10.00 all’Auditorium Sant’Anna (via Lanera 14), coinvolgerà l’intero Istituto tecnico commerciale geometra Loperfido – Olivetti e sarà realizzato grazie al sostegno di Despar.

“Siamo felici di contribuire a questa iniziativa, che fa parte del sostegno di Despar alla Comunità di San Patrignano insieme ad altre attività programmate per l’anno in corso. La sensibilizzazione sul tema delle dipendenze che la Comunità sviluppa sui territori con passione e grande impegno è un’attività di grande importanza in ambito sociale”, spiega Lucio Fochesato, Direttore Generale di Despar Italia.

In scena ci saranno l’autrice Angela Iantosca e Michele ed Edoardo, ragazzi ormai alla conclusione del percorso a San Patrignano che leggeranno alcuni brani del libro: le vicende dei giovani si intrecceranno all’inchiesta della giornalista sino a concludersi con l’ingresso in comunità. Uno spettacolo che permette di raccontare le emozioni, ma anche i numeri, gli aspetti tecnici e giornalistici del problema tossicodipendenza, che fa entrare lo spettatore nelle piazze di spaccio e nelle vite narrate. Un monologo a cui farà seguito l’intervista della giornalista a Michele ed Edoardo. Un modo efficace ed emozionante di coinvolgere i 500 studenti, sensibilizzandoli e facendoli riflettere su una realtà a loro spesso vicina.

“Il libro prende le mosse da molto lontano – racconta Angela Iantosca – Erano gli anni dei Ragazzi dello Zoo di Berlino, di Cristiana F e della paura delle droghe, in particolare di cocaina ed eroina. Erano gli anni in cui si aveva paura che qualcuno in discoteca versasse qualche sostanza nelle bibite. Una paura che è rimasta congelata nella mia mente per poi riproporsi quando ho fatto visita alle Vele di Scampia, alle piazze di spaccio romane e milanesi, fino ad entrare per la prima volta nella comunità San Patrignano. Da allora ho deciso di raccogliere le storie di una quindicina di loro per raccontare che la droga è trasversale, democratica, che non si ferma davanti ai titoli di studio o alla ricchezza, che riguarda le periferie e il centro delle città”.

“Speriamo possa essere un momento di riflessione per tutti gli spettatori presenti – spiega Patrizia Russi, una delle responsabili del progetto di prevenzione – Sono storie raccolte con passione da Angela e che Federica racconterà con grande emozione, ritrovando la sua in ognuna di esse. Siamo onorati di portare il nostro progetto in una così importante location in occasione di un evento seguito a livello mondiale. Un momento importante per sottolineare quanto il problema tossicodipendenza sia attuale e ricordare che grazie all’aiuto delle comunità e di tante altre realtà è possibile superarlo”.