Me stessa

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Spero, piango, rido. poi ripiombo nel vuoto.

Non l’avevo ancora capito. Come un ritornello stanco, si ripropone nella mia vita la stessa identica frase: “abbassare le proprie aspettative verso gli altri”, sempre. 1000 lame conficcate in gola, in un istante tutto cambia. Ansia, fottuta ansia. Mi salgono dei conati di vomito, cerco di espellere il mio dolore. “Sono quella sbagliata, quella non adatta”. È da sempre che convivo con questa costante, non sentirmi all’altezza degli altri. Ora non ho più niente per distaccarmi da questa sensazione. Né roba, né coca, zero farmaci. Sono solo io a fare i conti con me stessa, questa me stessa che non accetto, che non ho mai accettato. Non mi basto, il mio essere non mi completa, anzi. Fa solo aumentare in me questo senso d insoddisfazione. Provo a distrarmi ma non trovo pace, appena mi fermo i pensieri mi annientano. Mi ripeto che è un periodo, saranno giorni, magari mesi o forse anni. E forse passerà, in qualche modo. Cerco di aggrapparmi alle persone che vivono con me, a chi ogni giorno condivide tutto questo con me; chi mi ascolta, mi sente sbroccare, guardandomi mentre urlo come una pazza, e chi mi consola da questa tristezza. Passerà, tutto passerà e vedrò di nuovo qualcosa di positivo in me, quello che ora è nascosto o forse è lì ma io non riesco a trovare. Ci vuole tempo. Tempo e persone, persone che non mi devono niente, ma che mi stanno vicino. La cosa importante è che qui a Sanpa non vengo MAI lasciata sola, soprattutto in questi momenti. Anzi. Sono proprio le persone intorno a me che mi fanno capire che rinascerò ancora una volta. E tornerò a vivere.

Eleonora – settore Grafiche

(illustrazione di Alessandro Marzura)