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Campo

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I miei ricordi cominciano in un’enorme campo di grano.
L’ immensa bellezza del niente. Vento tiepido che accarezza i pensieri. Il cielo grigio, bello, fa quasi paura guardarlo, un mare al rovescio profondo mille nuvole.
Abbraccio mia mamma, il suo profumo, accarezzo il suo vestito nero e sento solo il vento che scandisce i limiti del mio mondo: le braccia di mia madre.
Tengo solo un occhio aperto, vedo solo campo e cielo, campo e cielo, campo e cielo. Fuoco dorato e onde di pioggia. Il sole dov’è.
Non parlo, non serve, sento e basta;
assaporo la perfetta confusione che tiene su il mondo, la bianca luce che sostiene la follia, il filo che non si spezza.
È terra, è tutto. È amore con le radici.
La vita è li. Il cielo grigio. Il campo triste.
Tutto torna e sono sereno. Non ho paura.
Io sono ancora terra, sono cenere nel vuoto.
Il mio cuore batte amore e basta. Sono una goccia lontana dal mare sporco di gasolio, sudicio di idee, nero di vanità.
Non mi manca niente perché ho poco ma mi basta.
Ho capito la complessità del niente, il segreto dell’ orizzonte.
Armonia di abbracci ed estremi che si sovrappongono.
La sconvolgente consapevolezza di un bambino che capisce, viaggia alto migliaia di metri sulle braccia di sua madre. Guarda dall’ alto in basso un mondo che non capirà mai e comprende il tutto.
La complessità del niente. Semplice Bellezza.
Non so dove ero, non so se ero.
So che quando cadrà la mia ultima goccia di vita ritornerò a quel campo di grano. Il cielo grigio.
E capirò.
Chiuderò anche l’altro occhio e non avrò più paura.
I miei ricordi finiscono li.
Leandro
 
Tratto da “SanpaNews”. Scopri come riceverlo.