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Dentro lo specchio

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Me lo avevano detto che non bisogna specchiarsi quando si è sotto l’effetto delle pasticche. Si rischia di rimanere flashati. Lo feci lo stesso. Guardarmi fu terribile, una sensazione spaventosa: ero un mostro.

Michele aveva 14 anni e le canne per lui erano un lasciapassare. Un modo per stare in mezzo a quelli in gamba, quelli che tutti temevano ma che, in fondo, volevano imitare. Quelli, che a guardarli, non avevano paura di niente e sfidavano i grandi. Quelli che dove andavano si spalancavano le porte e avevano uno stuolo di ragazzine al seguito.

A 17 anni Michele era come ‘quelli’. Era diventato il fornitore ufficiale di ecstasy della sua città. E non c’era niente che lo facesse sentire più importante.

Con i soldi tirati su in discoteca, durante l’inverno, se ne era andato a Ibiza.

Ballo e sballo dettavano legge durante quella vacanza, fino a quel venerdì mattina. Mattia era tornato in albergo. L’alba era passata da un pezzo, ma non era ancora stanco. Un amico gli aveva detto di non guardarsi mai allo specchio quando era sotto ecstasy, ma lui gli aveva riso in faccia. Non aveva sonno Michele. Allora decide di darsi una lavata e andare in spiaggia. Va in bagno, si toglie la maglietta e si ritrova davanti allo specchio. Il cuore fa un tuffo nel petto, gli occhi sbarrati, la bocca spalancata. Ma chi era quello? Chi c’era lì con lui? Non poteva essere. Quel ghigno spaventoso lui non l’aveva mai avuto. La pelle era tesa come quella di un tamburo e gli occhi allucinati e smarriti. Un bagno, ci vuole un bagno per riprendersi. Bisognava trovare la calma. E intanto il cuore non smetteva di battere all’impazzata. Si era messo dentro la vasca e poi… Ancora oggi Michele non ricorda bene cosa sia successo dopo. Lo ha trovato suo zio. Soggiornava nello stesso albergo. Era andato a bussare alla porta della sua stanza. Nulla. Il tempo passava. I pugni sbattevano sempre più forte. “Michele apri questa maledetta porta! Presto le chiavi, portatemi le chiavi”. L’acqua era gelida. Chissà quanto tempo era passato. Michele respirava ancora. La porta si apre, appena in tempo.
 
Tratto da “SanpaNews”. Scopri come riceverlo.